Fabrizio Corona chiude con un patteggiamento il processo per bancarotta fraudolenta legato al fallimento della Fenice Srl. La seconda sezione penale del Tribunale di Milano, presieduta da Nicola Clivio, ha approvato l’accordo raggiunto tra Procura e difesa: dieci mesi di pena, convertiti in una sanzione pecuniaria. Il procedimento ruotava attorno alla storica abitazione di via De Cristoforis, nel centro di Milano, che secondo il pubblico ministero Luigi Luzi Corona avrebbe intestato fittiziamente a un collaboratore per sottrarla al patrimonio della società poi fallita.
L’accusa sulla casa di via De Cristoforis
Per la Procura, proprio quell’operazione costituisce il cuore della bancarotta fraudolenta contestata all’ex agente fotografico. L’avvocato Ivano Chiesa ha raggiunto l’accordo con i magistrati dopo che Corona aveva già versato circa 40 mila euro all’Agenzia delle Entrate a titolo di risarcimento. Il patteggiamento tiene inoltre conto di una precedente condanna definitiva legata al dissesto di un’altra società riconducibile all’ex fotografo dei vip, consentendo di definire la pena in continuazione con quel procedimento.
Resta aperta la posizione della madre
Il processo prosegue invece nei confronti della madre di Corona, Gabriella Privitera, difesa dall’avvocata Cristina Morrone. Il pubblico ministero Luigi Luzi ha chiesto l’assoluzione nel rito abbreviato, sostenendo che la donna ignorasse il ruolo di amministratrice della società. I giudici si pronunceranno il prossimo 15 settembre.






