L’ultima indiscrezione sull’inchiesta per l’omicidio di Chiara Poggi ha riacceso il dibattito sul ruolo delle consulenze scientifiche nel procedimento che vede Andrea Sempio indagato dalla Procura di Pavia. Nelle ultime ore si è diffusa la notizia secondo cui l’antropologa forense Cristina Cattaneo potrebbe ricevere un nuovo incarico legato alle impronte attribuite all’assassino. Un’ipotesi che ha alimentato commenti e ironie, interpretata da alcuni come il segnale di un ripensamento da parte degli investigatori.
Allo stato, però, non risultano conferme ufficiali sull’esistenza di una nuova misurazione del piede di Sempio. Proprio questo aspetto induce diversi osservatori a invitare alla prudenza, distinguendo tra le indiscrezioni circolate e gli atti effettivamente compiuti dagli inquirenti.
Galassi: «Non avrebbe senso rimisurare ciò che è già stato misurato»
Tra le voci che invitano a una lettura più prudente c’è quella del professor Francesco Maria Galassi, paleopatologo e docente universitario, che segue da tempo gli sviluppi scientifici del caso.
«Non credo proprio possa esserci una nuova consulenza assegnata alla professoressa Cattaneo per rimisurare Sempio, non c’è alcuna evidenza di ciò. Ritengo molto più probabile che si tratti della verifica metodologica della controconsulenza depositata dalla difesa», spiega Galassi.
Secondo il docente, la stessa difesa ha sempre riconosciuto la correttezza delle misurazioni effettuate dall’antropologa forense. Per questo motivo, osserva, sarebbe poco logico ipotizzare una ripetizione dei rilievi già eseguiti. «L’unico vero elemento di novità – aggiunge – potrebbe essere la richiesta di valutare la solidità scientifica della relazione tecnica presentata dai consulenti della difesa.»
Una verifica tecnica in vista delle prossime decisioni
Se questa ricostruzione dovesse trovare conferma, l’eventuale incarico rientrerebbe nel normale percorso di approfondimento previsto nelle indagini più complesse. Le consulenze di parte vengono spesso sottoposte a verifiche metodologiche proprio per consentire alla Procura di valutare la consistenza scientifica delle diverse tesi prima di assumere decisioni processuali.
Non è escluso, inoltre, che gli inquirenti intendano consolidare ulteriormente il quadro probatorio in vista della conclusione delle indagini preliminari, rispondendo in modo puntuale alle osservazioni formulate dalla difesa e riducendo possibili margini di contestazione nelle fasi successive del procedimento.
La compatibilità delle impronte resta uno dei nodi centrali
Tra i principali temi di confronto continua a esserci la compatibilità tra le impronte attribuite all’autore del delitto e le caratteristiche antropometriche di Andrea Sempio. La difesa sostiene che le dimensioni attuali del piede renderebbero incompatibile la ricostruzione dell’accusa. La Procura, invece, ritiene che i rilievi effettuati e le valutazioni antropometriche consentano di mantenere aperta l’ipotesi di compatibilità.
Per questo motivo, qualora venisse disposto un ulteriore approfondimento tecnico, il suo obiettivo potrebbe non essere quello di ripetere misurazioni già eseguite, ma di verificare la tenuta scientifica delle conclusioni raggiunte dai consulenti delle parti. Un passaggio destinato ad assumere un peso rilevante in vista delle prossime decisioni della magistratura pavese.







