Sergio Mattarella porta l’Italia al centro delle celebrazioni francesi del 14 luglio e lega la festa nazionale al ricordo delle vittime dell’attentato di Nizza. Il presidente della Repubblica partecipa a Parigi alla grande parata militare sugli Champs-Élysées, che Emmanuel Macron dedica quest’anno al «risveglio strategico dell’Europa».
La cerimonia riunisce i rappresentanti di 35 Stati della coalizione dei volenterosi, tra cui 25 capi di Stato e di governo. Accanto a Mattarella siede anche il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. La presenza italiana assume però un significato ulteriore nel decennale dell’attacco terroristico del 14 luglio 2016, quando un camion travolse la folla sul lungomare di Nizza e uccise 86 persone.
Mattarella: «Le vittime di Nizza appartengono alla memoria comune»
Nel messaggio dedicato all’anniversario, Mattarella ha espresso la vicinanza dell’Italia ai familiari delle vittime e a tutte le persone coinvolte nella strage. «Nel decennale dell’attacco, desidero esprimere, a nome della Repubblica Italiana e mio personale, i sentimenti di partecipazione al dolore delle famiglie delle vittime e di quanti furono colpiti da quel barbaro atto di violenza, frutto di odio fondamentalista. Un’azione tanto più grave perché vilmente intesa a ferire i valori della Repubblica Francese, nella ricorrenza della festa nazionale».
Il capo dello Stato ha ricordato anche il coinvolgimento di cittadini italiani e ha richiamato il valore condiviso della memoria. «Il ricordo di quella tragedia, che coinvolse anche nostri connazionali, resta vivo nella coscienza di tutti noi. Le vittime di Nizza appartengono alla memoria comune dei nostri popoli, perché il terrorismo non conosce confini e ragioni, esso è, a tutte le latitudini, minaccia alla vita e alla libertà della persona».
Mattarella ha infine ribadito la condanna italiana contro ogni forma di estremismo: «Oggi come ieri, l’Italia rinnova la sua decisa condanna a ogni forma di violenza, di intolleranza e di fanatismo. La lotta al terrorismo richiede unità, perseveranza, fiducia reciproca nella difesa della democrazia e dello Stato di diritto. Nel partecipe ricordo delle vittime dell’attentato di Nizza, auspico che la memoria di quell’evento così doloroso rafforzi il condiviso impegno affinché la tolleranza e la pacifica convivenza tra i popoli prevalgano sempre sull’odio e sul rifiuto dell’altro».
Macron celebra l’Europa con 35 Stati e 6.686 militari
La parata percorre l’avenue des Champs-Élysées da place de l’Étoile a place de la Concorde. Emmanuel Macron arriva alle 9.50, passa in rassegna le truppe e presiede la cerimonia. Per il presidente francese si tratta dell’ultima parata del 14 luglio prima della conclusione del secondo mandato, prevista nella primavera del 2027.
La Francia costruisce l’intera celebrazione intorno al tema della difesa europea. Ad aprire la sfilata sono 500 militari provenienti dagli Stati della coalizione dei volenterosi. Seguono migliaia di soldati, poliziotti, gendarmi e soccorritori. L’Italia partecipa con un Gruppo bandiera, la formazione militare che custodisce e trasporta le bandiere di guerra dei corpi istituzionali.
I numeri mostrano la dimensione dell’evento: 6.686 donne e uomini, 315 veicoli, 98 aerei, 33 elicotteri e 193 cavalli. Per assistere alla cerimonia, il pubblico ha dovuto registrarsi online e ottenere un QR code nominativo. Oltre 50 mila persone hanno completato la procedura.
Nel cielo sfilano due Mirage franco-ucraini, uno con un pilota francese e l’altro con un aviatore ucraino, insieme alla Patrouille de France. Partecipano anche velivoli britannici, tedeschi, croati, polacchi, danesi, greci, svedesi, norvegesi e spagnoli.
Dalla Bastiglia al “risveglio strategico” europeo
La Francia celebra il 14 luglio come festa nazionale dal 1880, quando la Terza Repubblica scelse di riallacciarsi all’eredità della Rivoluzione francese e alla presa della Bastiglia del 1789. La prima parata militare si svolse all’ippodromo di Longchamp, che ospitò la cerimonia fino al 1914.
Nel 1919, la parata della Vittoria attraversò Parigi lungo un percorso di otto chilometri e passò sotto l’Arco di Trionfo. Dal 1980 gli Champs-Élysées ospitano abitualmente il défilé, con alcune eccezioni: nel 2024 i Giochi olimpici spinsero le autorità a trasferire la cerimonia lungo avenue Foch.
Quest’anno la Francia mostra per la prima volta anche il coordinamento tra truppe di terra e supporto aereo, ricreando il funzionamento di un’operazione militare contemporanea. L’esibizione illustra il rapporto tra intelligence, attacchi aerei, logistica e assistenza ai feriti sul campo.
La chiusura musicale rende omaggio ai 400 anni della Marina nazionale francese, fondata nel 1626 per iniziativa del cardinale Richelieu. Le bande della Marina e della Bretagna Bagad de Lann-Bihoué eseguono insieme anche l’Inno alla Gioia, simbolo dell’Europa.
Al termine della parata Macron riceve all’Eliseo alcuni feriti delle forze armate, della gendarmeria, della polizia, delle dogane e della protezione civile. Poi raggiunge Nizza per la commemorazione delle 86 vittime del 2016. Mattarella affida invece al suo messaggio il significato politico e morale della giornata: difendere insieme democrazia e Stato di diritto, perché il terrorismo non riconosce confini.







