Norvegia, morto re Harald V: Haakon VIII sale sul trono, ma sulla nuova famiglia reale pesano la condanna per stupro di Marius e l’ombra Epstein

re Harald V

La Norvegia saluta re Harald V, morto a 89 anni dopo oltre 35 anni sul trono, e apre immediatamente una nuova pagina della propria monarchia. Il successore è il figlio Haakon VIII, 53 anni, che assume la corona insieme alla moglie Mette-Marit, mentre la loro primogenita Ingrid Alexandra, 22 anni, diventa principessa ereditaria. Una successione che arriva però nel momento più complicato vissuto dalla famiglia reale da molti anni, con due vicende che hanno pesantemente scosso l’opinione pubblica norvegese: la condanna di Marius Borg Høiby, figlio di Mette-Marit nato da una precedente relazione, e le rivelazioni sui rapporti intrattenuti dalla nuova regina con Jeffrey Epstein.

Harald V si è spento alle 6.35 dopo essere stato ricoverato il 17 agosto al Rikshospitalet di Oslo. Soffriva di anemia emolitica e le sue condizioni si erano aggravate a causa di un’infezione batterica del sangue. Era salito al trono il 17 gennaio 1991, alla morte del padre Olav V, diventando negli anni una figura molto amata dai norvegesi e uno dei simboli della stabilità del Paese. Poche ore dopo la sua morte, Haakon VIII ha già presieduto il primo Consiglio dei ministri straordinario insieme alla figlia Ingrid Alexandra.

Haakon diventa re, Mette-Marit sale sul trono

La storia di Haakon e Mette-Marit aveva fatto discutere molto prima degli scandali degli ultimi anni. Quando il futuro sovrano la conobbe alla fine degli anni Novanta, lei era una giovane madre single, estranea all’aristocrazia e con un figlio piccolo, Marius. La coppia si sposò nel 2001 e Mette-Marit riuscì progressivamente a conquistarsi uno spazio nella famiglia reale, impegnandosi anche in numerose attività pubbliche e internazionali.

Quel bambino che accompagnò sua madre dentro la famiglia reale è oggi uno dei problemi più gravi con i quali comincia il regno di Haakon VIII. Marius Borg Høiby, 29 anni, è stato condannato in primo grado a quattro anni di carcere dopo essere stato riconosciuto colpevole di due stupri, oltre che per altri reati. La difesa ha annunciato ricorso. Altre due accuse di stupro non hanno invece portato a una condanna.

Marius non possiede titoli reali e non fa parte della linea di successione al trono. È il figlio che Mette-Marit ebbe da una relazione precedente al matrimonio con Haakon e quindi il figliastro del nuovo sovrano. La distinzione è importante, ma non è bastata a tenere la vicenda lontana dalla monarchia, anche perché alcuni degli episodi contestati hanno inevitabilmente trascinato nella cronaca luoghi e persone legati alla famiglia reale.

Marius Borg Høiby condannato per due stupri

Il processo ha rappresentato un terremoto per la Norvegia. Il giovane era arrivato davanti ai giudici dopo un’inchiesta molto ampia, con oltre trenta contestazioni iniziali che comprendevano accuse di violenza e stupro. I tre giudici del tribunale di Oslo lo hanno riconosciuto colpevole di due episodi di stupro e hanno stabilito una pena di quattro anni, sensibilmente inferiore ai sette anni e sette mesi richiesti dall’accusa.

La difesa ha già annunciato che presenterà appello, quindi la sentenza non è definitiva. Resta però l’impatto devastante che il caso ha avuto sull’immagine della famiglia reale proprio mentre le condizioni di Harald V precipitavano e la successione diventava imminente.

A rendere la situazione ancora più drammatica ci sono state le condizioni di salute di Mette-Marit, da anni affetta da fibrosi polmonare e sottoposta a cure importanti. Durante la detenzione Marius aveva raccontato il dolore di vedere la madre malata mentre lui si trovava in carcere: «Essere a Oslo in prigione e sapere che lei è così malata. È doloroso pensare che ogni volta che viene in visita la domenica potrebbe essere l’ultima».

Su Mette-Marit anche l’ombra dei rapporti con Jeffrey Epstein

Se la vicenda giudiziaria del figlio rappresenta il problema familiare più pesante, Mette-Marit deve affrontare anche una controversia che riguarda direttamente lei. Dalla pubblicazione di documenti legati a Jeffrey Epstein sono infatti emersi rapporti intercorsi in passato tra la nuova regina e il finanziere americano condannato per reati sessuali.

La vicenda ha provocato fortissime polemiche in Norvegia perché i contatti proseguirono anche dopo la condanna di Epstein. Mette-Marit ha successivamente espresso pubblicamente il proprio rammarico, sostenendo di essere stata manipolata e riconoscendo di avere commesso un errore di valutazione.

Un’ombra particolarmente ingombrante per una donna che adesso diventa regina e che negli anni aveva costruito una parte importante della propria attività pubblica proprio sui temi sociali e della salute internazionale.

I casi Epstein e Marius hanno contribuito a mettere sotto pressione un’istituzione che con Harald aveva conservato un consenso molto elevato. La monarchia resta sostenuta dalla maggioranza dei norvegesi, ma gli scandali degli ultimi anni hanno aperto crepe che il nuovo sovrano dovrà cercare di ricomporre.

Addio ad Harald, il re marinaio amato dai norvegesi

Haakon eredita infatti una corona che suo padre aveva saputo rendere sorprendentemente popolare. Harald fu il primo monarca nato in Norvegia dopo oltre cinquecento anni e salì al trono nel 1991. La sua storia personale contribuì a costruirne l’immagine di sovrano moderno: per sposare Sonja Haraldsen, borghese e quindi inizialmente considerata inadatta alla famiglia reale, arrivò a far sapere al padre che, se non gli fosse stato consentito di sposarla, sarebbe rimasto celibe.

Grande appassionato di vela, partecipò alle Olimpiadi di Tokyo del 1964, Città del Messico 1968 e Monaco 1972 e conquistò anche medaglie mondiali nella sua disciplina. Ma nella memoria collettiva norvegese resterà soprattutto il sovrano capace di mostrare pubblicamente le proprie emozioni. Dopo la strage di Utøya del 2011, nella quale Anders Breivik assassinò decine di persone, Harald pianse durante la commemorazione delle vittime e diventò uno dei simboli dell’unità nazionale.

Haakon VIII eredita oggi quella popolarità insieme a un compito molto più difficile di quanto potesse immaginare soltanto qualche anno fa. Dovrà raccogliere l’eredità di uno dei sovrani più amati della storia recente norvegese mentre la moglie affronta le conseguenze del caso Epstein e il figliastro sconta una condanna in primo grado per due stupri.

È dunque un cambio di regno carico di contrasti: la Norvegia piange il suo vecchio re proprio mentre il nuovo sovrano sale sul trono con una famiglia reale già investita da scandali capaci di mettere alla prova, fin dal primo giorno, la corona di Haakon VIII.