Papa Leone XIV, il tumore maligno al polmone è stato rimosso completamente: ora si attendono gli esami, a rischio il viaggio in Perù

Papa Leone arriva al Gemelli

Il tumore maligno al polmone di Papa Leone XIV è stato rimosso completamente. I chirurghi del Policlinico Gemelli hanno asportato il lobo inferiore del polmone destro, eliminando l’adenocarcinoma individuato durante gli accertamenti dei giorni scorsi.

L’intervento di martedì 13 ottobre è durato circa 90 minuti, mentre la permanenza complessiva in sala operatoria è stata di tre ore. La Santa Sede ha confermato che tutto si è svolto secondo il programma e che il Pontefice è rientrato nella propria stanza.

Un dettaglio racconta le sue condizioni nell’immediato postoperatorio: prima di tornare in camera, Leone XIV ha chiesto la cena. Un segnale rassicurante dopo un’operazione importante, che apre però una fase di attesa per gli esami istologici.

Adenocarcinoma al polmone: decisivi gli esami sui linfonodi

La diagnosi ha chiarito la natura del nodulo: si tratta di un adenocarcinoma, una forma di tumore maligno polmonare. L’asportazione completa della lesione rappresenta un risultato importante, ma saranno gli esami successivi a definire il quadro clinico.

In particolare, i medici dovranno verificare se i linfonodi rimossi durante l’intervento presentino cellule tumorali. Se risulteranno negativi, potrebbe essere sufficiente la sola chirurgia. In caso contrario, gli specialisti valuteranno eventuali trattamenti aggiuntivi.

Al momento non è possibile stabilire se Leone XIV dovrà affrontare chemioterapia, radioterapia o altre cure. Per gli adenocarcinomi diagnosticati al primo stadio, la sopravvivenza a cinque anni può superare l’80%, ma la prognosi individuale dipende da diversi fattori.

Parolin: «Un fulmine a ciel sereno»

Il cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato vaticano, ha raccontato lo stupore provocato dalla diagnosi. «Si è trattato di un fulmine a ciel sereno», ha ammesso, sottolineando la serenità mostrata dal Pontefice.

«Grazie a Dio, ci si è accorti subito e di norma, quando queste cose sono prese in tempo, si riesce a risolverle», ha aggiunto Parolin.

Leone XIV aveva annunciato personalmente il nodulo durante l’Angelus, spiegando che i medici lo avevano individuato in una fase iniziale. Aveva quindi deciso di seguire il loro consiglio e sottoporsi all’operazione.

A rischio il viaggio in America Latina dal 6 novembre

La convalescenza apre anche interrogativi sull’agenda del Pontefice. Dal 6 al 17 novembre è previsto un viaggio apostolico in Uruguay, Argentina e Perù, con numerosi spostamenti e oltre quaranta appuntamenti.

Il programma comprende anche una visita a Cusco, in Perù, a oltre tremila metri di altitudine. Un impegno particolarmente gravoso per chi ha appena subito l’asportazione di un lobo polmonare.

Per il momento il Vaticano mantiene il viaggio in calendario. La decisione definitiva dipenderà però dal recupero postoperatorio e dalle valutazioni dei medici.

Il Papa continua a governare la Chiesa dal Gemelli

Durante il ricovero Leone XIV resta in contatto con i collaboratori più stretti. Accanto a lui c’è Luigi Carbone, medico personale e responsabile della Sanità vaticana, presente anche durante l’operazione.

I segretari particolari Edgard Iván Rimaycuna Inga e Marco Billeri mantengono i collegamenti con la Curia. In caso di necessità, il Pontefice può confrontarsi direttamente con Pietro Parolin e con il sostituto della Segreteria di Stato, Paolo Rudelli.

La priorità resta adesso il recupero fisico. L’operazione ha eliminato il tumore visibile, ma gli esami sui tessuti asportati stabiliranno quali saranno i prossimi passi.