Sondaggi, Schlein travolge Conte alle primarie: 62 a 38. E il centrosinistra vola al 44,9%, staccando il centrodestra

Giuseppe Conte e Elly Schlein – Ipa @lacapitalenews.it

Se davvero il centrosinistra decidesse di affidarsi alle primarie per scegliere il candidato alla presidenza del Consiglio, oggi ci sarebbe un vincitore piuttosto netto. Elly Schlein batterebbe Giuseppe Conte 62 a 38, conquistando quasi due voti su tre tra gli elettori delle forze che compongono il cosiddetto campo largo. È il risultato che emerge dall’ultima rilevazione Scenari politici/Winpoll e che fotografa un rapporto di forza molto diverso da quello che per mesi ha alimentato il duello a distanza tra Partito democratico e Movimento 5 Stelle.

Le primarie ancora non esistono, non hanno una data e non è neppure stabilito che saranno davvero lo strumento utilizzato dalla coalizione. Il sondaggio, inoltre, prende in considerazione soltanto un confronto diretto tra Schlein e Conte, senza altri possibili candidati provenienti dall’area centrista o dalla sinistra. Ma il 24% di distacco tra i due leader resta un dato difficilmente trascurabile, soprattutto mentre il centrosinistra cerca di capire con quale formula e soprattutto con quale guida presentarsi alle prossime elezioni politiche.

Schlein domina al Nord e tra i giovani, Conte resiste al Sud

Il vantaggio della segretaria del Pd attraversa quasi tutte le categorie considerate dal sondaggio, ma cambia sensibilmente a seconda dell’età e soprattutto dell’area geografica. Tra gli under 30 Schlein raggiunge il 65%, mentre tra gli over 65 scende al 59%. La leader dem raccoglie inoltre il 63% tra le donne e il 60% tra gli uomini.

È però la geografia a mostrare la vera differenza. Al Nord Schlein arriva addirittura al 72%, lasciando a Conte poco più di un elettore su quattro. Scendendo verso il Mezzogiorno il quadro cambia radicalmente: la segretaria del Pd si ferma al 52% e l’ex presidente del Consiglio sale al 48%. Praticamente un testa a testa, che conferma quanto il Movimento 5 Stelle e il suo leader continuino ad avere un radicamento molto più forte nelle regioni meridionali.

Il risultato offre quindi anche un’indicazione strategica al campo progressista. Schlein appare oggi decisamente più competitiva nella corsa per la leadership nazionale, mentre Conte conserva un bacino di consenso senza il quale sarebbe difficile immaginare una coalizione realmente competitiva.

Il Pd si avvicina a Fratelli d’Italia: il distacco scende a 3,2 punti

Ma il sondaggio contiene un secondo dato destinato probabilmente a pesare ancora di più nel dibattito politico. La distanza tra Fratelli d’Italia e Partito democratico si sarebbe ridotta ad appena 3,2 punti percentuali. Un divario sensibilmente inferiore rispetto a quello indicato da altre rilevazioni recenti, nelle quali il partito di Giorgia Meloni mantiene generalmente un vantaggio più ampio sui democratici.

È una fotografia che, se confermata da altre rilevazioni, cambierebbe almeno in parte la percezione di una competizione finora caratterizzata dalla netta superiorità di FdI come primo partito italiano. E arriverebbe in un momento particolarmente delicato, mentre maggioranza e opposizioni cominciano già a ragionare sulle alleanze con cui affrontare le prossime politiche.

Nel frattempo Futuro Nazionale di Roberto Vannacci viene stimato al 7,6%, raggiungendo Forza Italia. Un risultato che rende ancora più complicato leggere gli equilibri interni all’area di centrodestra e soprattutto stabilire quale sarebbe il peso dell’ex generale in caso di accordo elettorale con la coalizione guidata da Meloni.

Centrosinistra al 44,9%, centrodestra fermo al 38,5%. Ma manca Vannacci

È infatti sul confronto tra coalizioni che arriva il numero più sorprendente. Secondo la rilevazione, il centrosinistra raggiungerebbe complessivamente il 44,9%, mentre il centrodestra si fermerebbe al 38,5%. Una distanza di 6,4 punti che, sulla carta, consegnerebbe al campo progressista un vantaggio molto consistente.

C’è però un particolare decisivo: nel 38,5% attribuito al centrodestra non viene conteggiato Futuro Nazionale di Vannacci. E con il partito dell’ex generale stimato al 7,6%, qualsiasi proiezione sul risultato delle coalizioni dipende inevitabilmente da ciò che Vannacci deciderà di fare e dalle eventuali alleanze che verranno costruite.

Il dato politico rimane comunque significativo. Per molto tempo il problema del centrosinistra è stato considerato quasi esclusivamente quello di mettere insieme partiti ed elettorati molto differenti. Adesso il sondaggio suggerisce che, almeno numericamente, quell’area potrebbe essere competitiva. Resta da risolvere la questione più difficile: chi deve guidarla. E se la risposta dovesse arrivare davvero dalle primarie, almeno per il momento gli elettori sembrano avere pochi dubbi. Nel duello con Conte, Schlein parte con ventiquattro punti di vantaggio.