Vannacci vuole finanziare il welfare con le multe per le bestemmie: nel mirino anche le «manifestazioni oltraggiose verso i defunti»

Roberto Vannacci

Roberto Vannacci vuole trasformare le multe per le bestemmie in una fonte di finanziamento per il welfare. La proposta compare nero su bianco nel programma di Futuro Nazionale e riguarda l’applicazione dell’articolo 724 del Codice penale, che punisce la bestemmia contro la Divinità e le manifestazioni oltraggiose verso i defunti.

L’idea compare a pagina 83, nel capitolo 13 del documento programmatico, significativamente intitolato «Valori non negoziabili». Il principio sostenuto dal partito è semplice: le norme esistono, devono essere applicate e il denaro ricavato dalle sanzioni potrebbe confluire nel finanziamento di interventi sociali e iniziative per lo sviluppo.

Una proposta destinata inevitabilmente a far discutere, anche perché porta la battaglia culturale di Vannacci direttamente dentro il terreno dei comportamenti quotidiani e del linguaggio.

Bestemmie, Vannacci chiede controlli e sanzioni

Il passaggio del programma non lascia molto spazio alle interpretazioni: «Anche l’art. 724 del Codice penale (bestemmia e manifestazioni oltraggiose verso i defunti) dovrà essere puntualmente applicato, con la verifica da parte delle Forze dell’Ordine e la segnalazione all’autorità giudiziaria».

Futuro Nazionale individua nella scarsa applicazione della norma un problema non soltanto morale, ma persino economico. Il documento sostiene infatti che «la mancata sanzione, per assuefazione o buonismo ideologico, delle violazioni del Codice penale in materia morale grave rappresenta un fattore di disgregazione delle virtù e, inoltre, di mancati introiti per le casse dello Stato».

Da qui arriva la proposta: utilizzare quei proventi «al sociale e ad iniziative utili per lo sviluppo del Paese». In sostanza, più controlli, più multe e destinazione vincolata almeno politicamente degli incassi a finalità sociali.

Quanto costa oggi bestemmiare

La bestemmia non costituisce più un reato penale: dal 1999 l’articolo 724 configura un illecito amministrativo. La sanzione pecuniaria prevista va attualmente da 51 a 309 euro per chi bestemmia pubblicamente contro la Divinità con invettive o parole oltraggiose.

La disposizione riguarda anche chi compie pubblicamente manifestazioni oltraggiose verso i defunti. Ed è proprio questo secondo passaggio ad allargare potenzialmente il terreno sul quale potrebbe intervenire la stretta auspicata da Futuro Nazionale.

La formulazione utilizzata nel programma, infatti, non si limita alla bestemmia nel significato tradizionale del termine, ma richiama espressamente entrambe le fattispecie contemplate dall’articolo 724.

Il caso del «mortacci tua»

È qui che la proposta assume contorni decisamente più curiosi. Secondo la lettura riportata da Open, una maggiore severità sulle «manifestazioni oltraggiose verso i defunti» potrebbe investire anche espressioni popolari che chiamano in causa i morti, a cominciare dal romanissimo «mortacci tua».

Va però fatta una distinzione importante: non significa che pronunciare automaticamente quell’espressione comporti oggi una multa da 51 a 309 euro. Perché scatti la sanzione devono ricorrere gli elementi previsti dalla norma e la concreta applicabilità dell’articolo dipende dalle circostanze e dall’interpretazione giuridica del comportamento.

Resta il dato politico: Futuro Nazionale chiede esplicitamente che le forze dell’ordine applichino con maggiore puntualità una disposizione che comprende tanto le bestemmie quanto le manifestazioni oltraggiose verso i morti.

Dai «valori non negoziabili» alle casse dello Stato

Il passaggio rappresenta un tassello singolare del programma politico con cui Vannacci prepara la corsa di Futuro Nazionale alle prossime elezioni. Accanto alle posizioni già espresse su immigrazione, famiglia, unioni civili e aborto compare così una proposta che intreccia ordine pubblico, morale e politica economica.

Il ragionamento del partito trasforma infatti il mancato incasso delle sanzioni in una perdita per lo Stato: tollerare comportamenti già vietati significherebbe rinunciare a entrate che potrebbero invece finanziare il sociale.

Quanto potrebbe realmente incassare lo Stato attraverso una simile stretta non viene quantificato. Né il programma indica, nel passaggio citato, quale quota delle eventuali entrate dovrebbe finanziare il welfare o attraverso quale meccanismo verrebbe destinata.

Di certo, se l’obiettivo politico era dimostrare che la battaglia sui «valori non negoziabili» di Futuro Nazionale può arrivare fin dentro il linguaggio quotidiano degli italiani, la proposta sulle bestemmie difficilmente passerà inosservata.