Lo scontro sul delitto di Garlasco si sposta ancora una volta dagli atti giudiziari alla televisione e adesso rischia di approdare direttamente in tribunale. Roberta Bruzzone annuncia infatti di voler intraprendere iniziative legali contro Milo Infante, dopo che il giornalista ha smentito pubblicamente un passaggio della testimonianza resa dalla criminologa nell’ambito delle indagini difensive legate all’esposto della famiglia Cappa.
«Credo che tutto quello che sta accadendo vada valutato in sede giudiziaria. Appena torno in Italia farò i miei passi», afferma Bruzzone. Ma il passaggio più rilevante riguarda proprio il punto sul quale le versioni della criminologa e del conduttore divergono: «Io ho modo di documentare tutto quello che ho detto e affermato».
Al centro della vicenda ci sono alcune presunte dichiarazioni attribuite all’avvocato Antonio De Rensis, difensore di Alberto Stasi, che Bruzzone sostiene sarebbero state pronunciate alla presenza dello stesso Infante. Il giornalista nega invece di averle mai ascoltate.
Cosa avrebbe raccontato Bruzzone nell’esposto Cappa
La vicenda nasce dall’esposto presentato dalla famiglia di Stefania Cappa, cugina di Chiara Poggi. Il 9 marzo 2026 Cappa si era rivolta a Roberta Bruzzone nell’ambito di indagini difensive preventive.
Nel documento viene riportato il racconto della criminologa relativo a un episodio che sarebbe avvenuto a margine di una registrazione televisiva. Secondo la versione di Bruzzone, in quella circostanza De Rensis avrebbe pronunciato affermazioni molto pesanti nei confronti di Stefania Cappa, arrivando a ipotizzare un suo ruolo di regia nell’omicidio di Chiara Poggi. La conversazione, sempre secondo quanto riferito dalla criminologa, sarebbe avvenuta alla presenza di Milo Infante. Ed è proprio questo dettaglio ad aver provocato lo scontro.
Milo Infante smentisce: «Non ho mai sentito nulla del genere»
Infante è intervenuto pubblicamente per negare di essere stato testimone delle affermazioni attribuite al legale di Stasi. «La dottoressa Bruzzone riferisce che io avrei sentito l’avvocato Antonio De Rensis fare delle affermazioni su Stefania Cappa. Non ho mai sentito nulla del genere», ha dichiarato il giornalista, dicendosi pronto a ripetere la propria versione davanti a un magistrato.
«Andiamo pure davanti a un giudice: in tutta serenità, quando chiederà a Luca Fazzo e a me se abbiamo mai sentito De Rensis dire quelle cose, io risponderò di no». Una smentita netta che apre quindi un problema non secondario: sullo stesso episodio esistono due ricostruzioni incompatibili. Bruzzone sostiene di aver riferito quanto accaduto e afferma di poterlo documentare; Infante sostiene invece di non aver mai ascoltato quelle parole.
Bruzzone: «Farò i miei passi in sede giudiziaria»
La criminologa non limita però la propria replica alla questione dell’esposto. Accusa Infante di nutrire nei suoi confronti un «malanimo» che considera pubblico e documentabile e richiama precedenti contrasti professionali.
«Probabilmente, l’aver cercato in tutti i modi di ottenere la mia testa in Rai senza riuscirci è una cosa che forse non ha ancora metabolizzato», sostiene Bruzzone, parlando di un’attenzione nei suoi confronti diventata, a suo giudizio, «sistematica» e caratterizzata da «toni e modalità che ora cominciano a essere un po’ insistenti». Da qui la decisione annunciata di rivolgersi alla magistratura.
Il nodo centrale resta però quello contenuto negli atti della famiglia Cappa. Non più soltanto interpretazioni televisive sul caso Garlasco, ma chi abbia effettivamente detto e ascoltato determinate frasi e se esistano elementi in grado di provarlo. Bruzzone sostiene di averli. Infante nega che l’episodio sia avvenuto nei termini raccontati dalla criminologa. Se le iniziative legali annunciate verranno effettivamente avviate, sarà quella contrapposizione a dover essere chiarita.







