Vannacci si gioca tutto in Calabria: Giannetta sfida il centrodestra e le suppletive diventano il primo vero test di Futuro Nazionale

Domenico Giannetta

Roberto Vannacci ha scelto Reggio Calabria per capire quanto vale davvero Futuro Nazionale nelle urne. Le elezioni suppletive del 28 settembre, necessarie per assegnare il seggio alla Camera lasciato libero da Francesco Cannizzaro dopo l’elezione a sindaco della città, si stanno trasformando in qualcosa di molto più importante di una competizione locale. Per l’ex generale saranno il primo test capace di misurare la distanza tra i consensi registrati dai sondaggi e quelli che effettivamente arriveranno nelle urne.

A sottolineare la portata nazionale della sfida è Paolo Mieli sul Corriere della Sera. La mossa di Vannacci è stata candidare Domenico Giannetta, politico radicato sul territorio e fino a poco tempo fa esponente di Forza Italia, con quattro mandati da consigliere regionale alle spalle e una precedente elezione alla Camera.

Contro di lui il centrodestra schiera Fabio Roscioli, tesoriere nazionale di Forza Italia, avvocato della Fininvest e considerato vicino alla famiglia Berlusconi. Una sfida che mette quindi uno contro l’altro due candidati provenienti dalla stessa area politica e trasforma Reggio Calabria in un laboratorio dei nuovi equilibri della destra.

Giannetta, il colpo di Vannacci contro Forza Italia

La candidatura di Giannetta rappresenta per Futuro Nazionale un’operazione politica particolarmente ambiziosa. Vannacci non ha scelto un outsider, ma un uomo con una lunga esperienza nelle istituzioni calabresi e una propria rete di consenso.

Il messaggio rivolto al centrodestra è evidente: Futuro Nazionale vuole dimostrare di poter attrarre non soltanto elettori, ma anche dirigenti e amministratori provenienti dai partiti della maggioranza.

Vannacci e i suoi rappresentanti locali hanno presentato la candidatura come una sfida alla «politica rancida e poltronara di Forza Italia». Il presidente della Calabria Roberto Occhiuto, invece, sostiene di avere la situazione sotto controllo e si dice convinto che Roscioli riuscirà a conquistare il seggio.

Proprio la forza personale di Giannetta rende però il risultato particolarmente significativo. Secondo Mieli, sulla carta l’ex consigliere regionale parte con un vantaggio di notorietà rispetto a Roscioli, molto meno conosciuto dall’elettorato reggino.

Se Giannetta sfonda può partire la corsa verso Futuro Nazionale

La vera posta in gioco va molto oltre il seggio parlamentare.

Se Giannetta ottenesse un risultato molto forte, Futuro Nazionale potrebbe diventare improvvisamente più attraente per parlamentari e dirigenti del centrodestra preoccupati di non trovare spazio nelle future liste elettorali.

È questo lo scenario indicato da Mieli: un’affermazione significativa in Calabria potrebbe incoraggiare altri esponenti della maggioranza a considerare il passaggio con Vannacci, dando al nuovo partito una classe dirigente già radicata sui territori e aumentando contemporaneamente il suo potere contrattuale nei confronti della coalizione guidata da Giorgia Meloni.

La sconfitta del candidato ufficiale del centrodestra rappresenterebbe inoltre un problema politico per Occhiuto e per Forza Italia, soprattutto considerando i rapporti di Roscioli con i vertici del partito e con la famiglia Berlusconi.

Se invece fosse Roscioli a vincere, nonostante la candidatura di un dissidente forte come Giannetta, emergerebbe uno scenario opposto.

Il rischio per Vannacci: «Sondaggi pieni e urne vuote»

Una vittoria del candidato ufficiale del centrodestra rafforzerebbe quella che Mieli definisce la «teoria del voto utile»: gli elettori possono dichiararsi attratti da Vannacci nei sondaggi, ma davanti alla scheda elettorale potrebbero scegliere di non mettere a rischio la vittoria della coalizione e tornare sui candidati sostenuti da Meloni.

Per Futuro Nazionale sarebbe un segnale molto pesante. Dimostrerebbe che esiste una differenza tra la capacità di raccogliere attenzione, consenso virtuale e intenzioni di voto e quella di trasformare tutto questo in eletti.

Mieli recupera in proposito una celebre formula di Pietro Nenni e ipotizza per Vannacci il rischio di ritrovarsi con «sondaggi pieni e urne vuote».

Per questo Reggio Calabria è un azzardo. Una vittoria o anche una prestazione molto forte trasformerebbe Vannacci in un interlocutore ancora più difficile da ignorare per il centrodestra. Un risultato modesto, soprattutto con un candidato competitivo come Giannetta, ridimensionerebbe invece il fenomeno e il suo potere negoziale.

La divisione a destra offre un’occasione al centrosinistra

Lo scontro Roscioli-Giannetta apre contemporaneamente uno spazio inatteso per il centrosinistra, che candida Frank Benedetto, direttore dell’Istituto di Cardiologia dell’ospedale metropolitano di Reggio Calabria, sostenuto dal Pd con l’appoggio di Francesco Boccia ed Elly Schlein.

Se i voti del centrodestra dovessero dividersi in maniera consistente tra Roscioli e Giannetta, Benedetto potrebbe inserirsi nella competizione e trasformare una sfida inizialmente molto difficile in una partita aperta.

Ma anche il centrosinistra arriva all’appuntamento con le proprie divisioni. Carmine Fotia, ex giornalista politico del manifesto, ha avanzato la propria candidatura ottenendo consensi in settori della società civile e suscitando interesse anche nel Movimento 5 Stelle. Giuseppe Conte avrebbe invitato gli alleati a riflettere sull’ipotesi, trovando però la contrarietà del Pd, già schierato con Benedetto.

Il paradosso è evidente: la divisione del centrodestra potrebbe offrire alla sinistra un’occasione difficilmente prevedibile, ma le tensioni interne al campo largo rischiano a loro volta di complicare la possibilità di sfruttarla.

Le suppletive di Reggio Calabria assumono così un valore nazionale. Per Forza Italia misureranno la capacità di trattenere il proprio elettorato davanti a una scissione sulla destra. Per il centrosinistra rappresentano un’occasione nata dalle divisioni degli avversari. Ma soprattutto saranno il primo vero esame elettorale per Vannacci: se Giannetta sfonda, Futuro Nazionale può diventare una calamita per i delusi del centrodestra; se fallisce, il generale dovrà fare i conti con la distanza tra il successo nei sondaggi e la forza reale nelle urne.