Ucraina, l’Italia si sfila dalle esercitazioni dei Volenterosi. Calenda attacca Meloni: «Ha paura di Vannacci e della Lega»

Bandiera Ucraina

L’Italia si sfila dalle esercitazioni militari della Coalizione dei Volenterosi previste tra ottobre e novembre. La conferma arriva da fonti di governo dopo l’annuncio del presidente francese Emmanuel Macron di una grande manovra destinata a verificare la «prontezza operativa» dei Paesi che sostengono l’Ucraina.

Roma non ci sarà. Una scelta che Palazzo Chigi considera perfettamente coerente con la linea mantenuta finora: nessuna partecipazione di militari italiani a una futura forza schierata sul territorio ucraino. Una posizione che torna però ad alimentare lo scontro politico sulla politica estera del governo e, soprattutto, sui rapporti interni alla maggioranza tra Giorgia Meloni e la Lega.

Macron prepara la grande esercitazione, l’Italia resta fuori

«La Coalizione dei Volenterosi condurrà un’esercitazione su larga scala a ottobre e novembre», ha annunciato Emmanuel Macron durante la riunione dei Paesi che sostengono Kiev. Secondo il presidente francese, le manovre dovranno dimostrare la capacità della coalizione di intervenire una volta terminate le ostilità.

Il governo italiano ha immediatamente fatto sapere che non parteciperà. Le fonti dell’esecutivo sottolineano che non si tratta di un cambio di posizione: l’Italia sostiene l’Ucraina, ma ha sempre escluso l’invio di propri soldati sul terreno.

Sul fronte degli aiuti, intanto, Carlo Calenda sostiene che Roma non invierà armi, «neppure per la difesa aerea», ma generatori. Ed è proprio su questo punto che il leader di Azione ha aperto un durissimo attacco contro Palazzo Chigi.

Calenda contro Meloni: «Ha paura di Vannacci e della Lega»

Per Calenda dietro le scelte italiane non ci sarebbe soltanto una diversa valutazione strategica, ma il tentativo di Giorgia Meloni di evitare uno scontro con la Lega, dove le posizioni sull’Ucraina restano molto più fredde rispetto a quelle espresse dalla premier e da Fratelli d’Italia dall’inizio della guerra.

«Il tutto perché Meloni ha paura di Vannacci e delle difficoltà della Lega. Forza Italia muta, come sempre», scrive il leader di Azione, sottolineando come gli altri principali Paesi europei e il Regno Unito abbiano confermato il proprio sostegno militare a Kiev. Poi l’affondo: «Mi vergogno di un governo tanto codardo da non riuscire a tenere la barra dritta su alcuna questione fondamentale per accontentare due filorussi e continuare a vivacchiare».

La frattura sull’Ucraina dentro il centrodestra

Il tema tocca uno dei punti più delicati della maggioranza. Meloni ha costruito in questi anni una linea nettamente atlantista e di sostegno all’Ucraina, mentre Matteo Salvini ha ripetutamente assunto posizioni differenti sulla strategia occidentale, sulle armi e sui rapporti con Mosca.

Ora sullo sfondo pesa anche Roberto Vannacci, diventato un ulteriore punto di riferimento dell’area più critica verso la linea seguita dall’Europa sull’Ucraina. La scelta di non partecipare alle esercitazioni dei Volenterosi viene presentata dal governo come la semplice conferma di una posizione già nota. Per Calenda, invece, dimostra quanto gli equilibri interni del centrodestra stiano condizionando la politica estera italiana.

Ed è su questo terreno che il leader di Azione porta lo scontro direttamente verso le prossime elezioni: «Combatteremo per impedire questa deriva vigliacca che ci allontana dal nostro destino di europei e uomini liberi».