Il Consiglio superiore di sanità ha chiuso la porta a qualsiasi passo indietro: la vaccinazione pediatrica contro morbillo, parotite, rosolia e varicella deve restare obbligatoria. Il CSS ha espresso un parere «favorevole alla non cessazione dell’obbligatorietà» sulla base dei dati epidemiologici, delle coperture raggiunte e delle evidenze scientifiche.
La decisione, anticipata da Repubblica, mette il ministro della Salute Orazio Schillaci davanti a un esito difficilmente contestabile. Ora gli uffici ministeriali dovranno completare l’iter formale attraverso una commissione apposita, ma il livello degli esperti coinvolti non lascia prevedere sorprese.
Il verdetto crea soprattutto un cortocircuito politico. Schillaci appartiene a una maggioranza composta anche da partiti che combatterono duramente la legge Lorenzin e promisero di cancellare l’obbligo. Proprio lui, però, ha chiesto la prima verifica prevista dalla norma dal 2017. Il risultato non offre alcun appiglio a chi sperava di smantellarla.
Vaccini pediatrici, il CSS conferma la legge Lorenzin
La legge approvata nel 2017 ha reso obbligatorie dieci vaccinazioni. Sei riguardano poliomielite, difterite, tetano, pertosse, epatite B ed Haemophilus influenzae di tipo B. Per le altre quattro – morbillo, parotite, rosolia e varicella – il legislatore introdusse una verifica periodica fondata sull’andamento delle malattie, sulle reazioni avverse e sulle coperture raggiunte.
In nove anni, però, nessun governo aveva mai avviato quella valutazione. Schillaci ha posto il quesito al Consiglio superiore di sanità nel dicembre 2025. La terza sezione del CSS, con il contributo dell’immunologo Alberto Mantovani, ha esaminato i dati del ministero e dell’Istituto superiore di sanità e ha concluso che l’Italia deve conservare l’obbligo.
Il ragionamento degli esperti appare netto: la diminuzione di alcune malattie non dimostra che la misura non serva più. Può dimostrare, al contrario, che la vaccinazione funziona. Eliminare l’obbligo proprio perché le coperture hanno ridotto la circolazione dei virus rischierebbe di disperdere il risultato ottenuto.
Salvini prometteva: «Cancelleremo le norme Lorenzin»
Il parere del CSS smentisce anni di campagne politiche. Nel gennaio 2018 Matteo Salvini scriveva: «Cancelleremo norme Lorenzin. Vaccini sì, obbligo no». La Lega ha continuato a contestare la misura e Claudio Borghi ha presentato più volte proposte per abolirla.
Anche Giorgia Meloni ha espresso in passato una forte contrarietà all’obbligo. Nel 2021, durante il dibattito sui vaccini contro il Covid, dichiarò che non avrebbe vaccinato la figlia dodicenne «neanche in catene» e sostenne che l’imposizione non garantiva una maggiore efficacia.
Il nuovo parere non riguarda il Covid, ma il quadrivalente pediatrico MPRV. Il contrasto politico resta comunque evidente: il governo guidato da Meloni riceve dal massimo organo consultivo del ministero della Salute l’indicazione di mantenere proprio uno degli obblighi che i partiti della maggioranza avevano promesso di cancellare.
Il morbillo continua a circolare: 1.055 casi nel 2024
Anche i numeri spiegano la scelta. Nel 2016 l’87,2 per cento dei bambini di due anni aveva ricevuto il vaccino contro morbillo, parotite e rosolia. Nel 2024 la copertura ha raggiunto il 94,7 per cento, avvicinandosi alla soglia del 95 per cento indicata per contenere efficacemente la diffusione del morbillo.
Il virus, però, non è scomparso. L’Istituto superiore di sanità ha registrato 1.055 casi nel 2024 e 529 nel 2025. Nel solo gennaio 2026 ne ha contati altri 84. Il 90,9 per cento delle persone contagiate delle quali si conosceva lo stato vaccinale non aveva ricevuto il vaccino. Più di un caso su tre ha sviluppato complicanze, soprattutto polmonite ed epatite o aumento delle transaminasi.
Il CSS fotografa dunque una situazione molto semplice: la legge Lorenzin ha contribuito a far crescere le coperture, ma l’Italia non ha ancora eliminato il morbillo e non può permettersi una retromarcia. Il primo controllo effettuato in nove anni non apre la strada alla fine dell’obbligo. Ne conferma la necessità.







