Luna Rossa ha trovato due donne capaci di cambiare il vento della storia. A Cagliari, nelle regate preliminari dell’America’s Cup, Margherita Porro e Maria Giubilei hanno fatto quello che nessuna donna aveva mai fatto dal 1851: vincere non una, ma due regate in un evento assoluto del trofeo più antico del mondo. Non una passerella, non una parentesi simbolica, non la solita favola edificante da raccontare con il fiocchetto rosa. Una vittoria vera, tecnica, pesante, ottenuta davanti ai giganti della vela mondiale.
La seconda barca di Luna Rossa, quella dedicata a giovani e donne, ha vinto due delle prime tre regate sugli AC40, le imbarcazioni più piccole rispetto agli AC75 che si vedranno a Napoli 2027. E lo ha fatto battendo nomi enormi: Peter Burling, Ruggero Tita sulla Luna Rossa senior, Nathan Outteridge di New Zealand, Dylan Fletcher di GB1. Una lista che basta da sola a spiegare la portata dell’impresa.
Porro e Giubilei, le donne che hanno battuto i big
Margherita Porro era al timone insieme a Marco Gradoni, 22 anni, da tempo considerato uno dei candidati più forti per salire a bordo dell’AC75 di Napoli. Maria Giubilei, nel ruolo di trimmer, ha regolato il carrello della randa e i flap dei foil insieme a Giovanni Santi. Risultato: Luna Rossa giovani e donne davanti a tutti nella classifica di Cagliari, con Luna Rossa senior alle spalle.
Porro e Giubilei avevano già scritto una pagina importante a Barcellona, vincendo con Luna Rossa la prima Women’s America’s Cup. Ma a Cagliari hanno alzato il livello: non hanno solo vinto tra donne, hanno battuto tutti. E lo hanno fatto con la freddezza di chi sa perfettamente che il mare non regala niente. «Siamo felici, ma non mi interessa chi c’è sulle altre barche, voglio solo mettere il naso davanti agli altri», ha detto Porro. Giubilei è sulla stessa linea: «Non abbiamo pensato molto a chi ci fosse sul campo di regata, siamo rimaste concentrate su di noi».
Luna Rossa guarda già a Napoli 2027
La loro impresa pesa anche perché anticipa la grande novità dell’America’s Cup 2027 a Napoli: una donna sarà a bordo degli AC75 che si sfideranno tra Posillipo e Castel dell’Ovo. Per le ragazze del team, salire sulla barca regina è il sogno vero. E fare bene a Cagliari significa mettere un piede dentro quella possibilità.
Luna Rossa, del resto, ha costruito proprio a Cagliari una scuola di talento impressionante. Sul molo Ichnusa sono nate le vittorie della Youth America’s Cup e della Women’s America’s Cup. Ora il progetto giovani-donne non è più soltanto un laboratorio: è una minaccia concreta per chiunque si presenti sulla linea di partenza.
La sciatrice estrema e la filosofa della bioetica
Margherita Porro, bresciana, ha iniziato a navigare a cinque anni sul Lago d’Iseo. Laureata in Scienze Motorie con una tesi sulla vela, ha già vinto la Women’s America’s Cup timonando l’AC40. Ma il suo mondo non finisce sul mare: ama la montagna, ha sciato a livello agonistico, ha praticato sci alpinismo e racconta di avere una passione per il fuoripista “spinto”.
Maria Giubilei, invece, porta in barca un profilo diverso e affascinante. Ha studiato al conservatorio, suona la chitarra, si è laureata in filosofia e ama la bioetica. «Mi tocca particolarmente il tema degli ecosistemi, dell’unione tra tutti gli esseri sulla terra. Dobbiamo rispettare il pianeta su cui viviamo perché siamo solo in visita, siamo ospiti», ha raccontato. Prima di Cagliari ha anche ottenuto un permesso da Luna Rossa per partecipare al Mondiale Nacra 17 nella Baia di Quiberon con Gianluigi Ugolini. Hanno vinto e sono tornati con ancora più energia.
Porro e Giubilei non celebrano troppo, non alzano la voce, non trasformano l’impresa in retorica. Fanno quello che fanno i grandi: guardano avanti. E intanto, a Cagliari, hanno già cambiato qualcosa. Perché la storia dell’America’s Cup, questa volta, non l’hanno solo sfiorata. L’hanno presa di bolina e l’hanno lasciata dietro.







