Flotilla bloccata da Israele vicino a Creta, blitz in acque internazionali: attivisti fermati e Farnesina in campo per gli italiani

Creta, La marina israeliana intercetta la Sumud Flotilla – Ipa

La Global Sumud Flotilla è stata intercettata nella notte al largo di Creta, in acque internazionali, mentre tentava di raggiungere Gaza con aiuti umanitari. Il blitz della Marina israeliana ha subito acceso uno scontro diplomatico e politico, perché l’operazione sarebbe avvenuta a centinaia di chilometri dalle coste israeliane e in un’area del Mediterraneo molto più vicina all’Europa che alla Striscia di Gaza. Le informazioni restano ancora frammentarie: alcuni media israeliani parlano di circa cinquanta navi sequestrate e quattrocento attivisti in arresto, mentre il ministero degli Esteri israeliano ha riferito di 175 persone fermate su 21 imbarcazioni.

Cosa è successo nella notte

Secondo la ricostruzione degli attivisti, l’allarme sarebbe scattato quando alcune motovedette, identificate come israeliane, si sono avvicinate alle prime barche della formazione. Da quel momento le comunicazioni sarebbero diventate difficili: radio disturbate, dirette video interrotte, droni a bassa quota e messaggi via radio con l’intimazione a cambiare rotta verso Ashdod. Israele sostiene che la Global Sumud Flotilla volesse violare il blocco marittimo imposto a Gaza, mentre gli organizzatori parlano di un’azione illegale contro civili in mare aperto. Reuters riferisce che la missione era partita da Barcellona il 12 aprile con l’obiettivo dichiarato di portare aiuti nella Striscia e contestare il blocco israeliano.

Farnesina in campo per gli italiani a bordo

La Farnesina ha attivato l’Unità di crisi e chiesto alle ambasciate italiane a Tel Aviv e ad Atene di raccogliere informazioni dalle autorità israeliane e greche. L’obiettivo è chiarire i contorni dell’operazione e verificare le condizioni dei cittadini italiani presenti sulle imbarcazioni. La presenza di connazionali a bordo rende il caso immediatamente sensibile per il governo, chiamato a muoversi su un terreno diplomatico complicato, tra la tutela consolare e il rapporto con Israele. Anche l’Ansa ha riportato l’attivazione italiana e le prime reazioni politiche, con accuse di “pirateria” arrivate dagli organizzatori e da diversi esponenti dell’opposizione.

Proteste e scontro politico dopo il blitz israeliano

In Italia sono attese mobilitazioni in diverse città. Il centro di coordinamento della missione denuncia un precedente gravissimo: l’intercettazione di civili in alto mare, lontano dalla zona di Gaza e sotto gli occhi dell’Europa. Dall’altra parte, Israele difende l’operazione e presenta la Global Sumud Flotilla come una provocazione politica più che una missione umanitaria. La tensione resta altissima anche perché non è la prima volta che una flottiglia diretta verso Gaza viene bloccata: nell’ottobre 2025 un’operazione analoga aveva portato al fermo di centinaia di attivisti, poi trasferiti in Israele.

Il punto centrale, adesso, è capire quanti attivisti siano effettivamente stati fermati, dove verranno condotti e quali iniziative diplomatiche saranno prese dai Paesi coinvolti. La Global Sumud Flotilla parla di violazione del diritto internazionale e chiede una reazione immediata dei governi europei. Israele, invece, rivendica il diritto di impedire qualunque tentativo di forzare il blocco navale su Gaza. Nel mezzo restano gli equipaggi, le navi sequestrate o ancora in navigazione e una crisi che rischia di trasformarsi rapidamente da caso umanitario a incidente diplomatico internazionale.