Nave militare italiana abborda una petroliera della flotta ombra russa: prima operazione dopo il via libera Ue

Navi italiane nello stretto di Hormuz

L’operazione si è svolta nelle acque a ovest di Pantelleria. La petroliera, partita il 16 luglio dal porto di Cotonou, in Benin, era diretta a Istanbul e navigava dichiarando bandiera del Camerun. Secondo il Ministero della Difesa, il comandante dell’unità mercantile ha inizialmente rifiutato di fornire la collaborazione richiesta dagli ispettori europei. A quel punto dalla Thaon di Revel è decollato un elicottero con una squadra militare italiana che ha raggiunto la nave per effettuare i controlli previsti dal diritto internazionale e dal mandato della missione Irini.

Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha elogiato l’operazione, parlando di una dimostrazione della “professionalità, preparazione e fermezza” del personale italiano e definendola una prova concreta del contributo dell’Italia alla sicurezza del Mediterraneo e all’azione dell’Unione europea.

La nuova offensiva europea contro la “flotta ombra”

L’abbordaggio assume un valore che va ben oltre il singolo controllo. Solo poche settimane fa l’Unione europea ha ampliato il mandato dell’operazione Irini, nata originariamente per far rispettare l’embargo ONU sulle armi destinate alla Libia, autorizzandola anche a fermare, ispezionare e, nei casi previsti, trattenere le navi sospettate di appartenere alla cosiddetta “shadow fleet” utilizzata per aggirare le sanzioni energetiche contro Mosca.

La Russia ha duramente contestato questa scelta, definendo illegittimo il nuovo mandato europeo e sostenendo che la nozione stessa di “flotta ombra” non abbia alcun fondamento nel diritto internazionale.

Perché la Toa Payoh era finita nel mirino

La Toa Payoh compare negli elenchi sanzionatori di Unione europea, Regno Unito, Svizzera, Canada, Ucraina e Stati Uniti. Secondo le autorità che monitorano l’applicazione delle sanzioni, la petroliera avrebbe partecipato al trasporto di prodotti petroliferi russi dopo l’introduzione dell’embargo occidentale, facendo anche ricorso a pratiche considerate ad alto rischio, come lo spegnimento del sistema AIS di identificazione automatica durante alcuni passaggi nel Mar Nero.

Negli ultimi mesi Bruxelles ha inoltre acceso i riflettori sulle numerose petroliere che risultano registrate sotto bandiera camerunense, sospettando l’utilizzo improprio di quel registro navale per occultare la reale proprietà delle imbarcazioni e aggirare le sanzioni. Proprio il Camerun ha cancellato decine di navi dal proprio registro dopo le contestazioni europee.

Un cambio di passo nel Mediterraneo

L’operazione condotta dalla Thaon di Revel conferma che il Mediterraneo è diventato uno dei principali teatri della nuova strategia europea contro il commercio del petrolio russo. Dopo anni in cui Irini si è concentrata quasi esclusivamente sull’embargo alla Libia, la missione assume ora un ruolo molto più ampio nel controllo delle rotte energetiche e nell’applicazione delle sanzioni decise da Bruxelles.

Per l’Italia significa anche assumere un ruolo operativo di primo piano in un’attività destinata ad avere inevitabili riflessi diplomatici con Mosca. L’abbordaggio della Toa Payoh rappresenta infatti una delle prime applicazioni concrete del nuovo mandato europeo e conferma che la pressione sulle navi della “flotta ombra” non si limiterà più ai porti, ma si sposterà direttamente in mare aperto.