Clima, i ghiacciai in ritiro restituiscono le vittime del passato: tre ritrovamenti tra Svizzera e Austria

Sul ghiacciaio del Trift, nel Canton Vallese, le analisi del DNA effettuate dall’istituto di medicina legale di Sion hanno confermato l’identità di due escursionisti belgi di 39 e 41 anni, dei quali si erano perse le tracce nel 1992 nella regione delle Weissmies. La polizia del Vallese, che conserva un registro dei dispersi risalente fino al 1925, rileva come il ritiro progressivo del ghiaccio stia rendendo sempre più frequenti questi ritrovamenti, come già avvenuto lo scorso anno sul ghiacciaio dell’Ober Gabelhorn con i resti di uno scalatore svanito nel 1994.

La scoperta sul versante austriaco

Parallelamente, sulle Alpi tirolesi in Austria, l’esame genetico condotto all’ospedale di Innsbruck ha permesso di identificare i resti emersi lungo un ghiaione della Vorderen Brandjochspitze, sulla catena della Nordkette. Appartengono a un giovane altoatesino che nel 1991, all’epoca della scomparsa, aveva 22 anni e le cui ricerche non avevano dato alcun esito positivo per decenni.

La drammatica riduzione dei ghiacci alpini

I dati scientifici illustrano chiaramente la portata dello stravolgimento in atto ad alta quota. Dal 1850 a oggi i ghiacciai delle Alpi hanno visto dimezzare il proprio volume, ma l’arretramento ha registrato una fortissima accelerazione a partire dal 2000.

Secondo uno studio condotto dall’Università di Norimberga, in soli 14 anni sono scomparsi 22 chilometri cubi di ghiaccio, una cifra pari al 36% del loro volume totale. Il fenomeno risulta particolarmente accentuato in Svizzera, dove gli scienziati stimano che, senza un’inversione delle tendenze climatiche attuali, nel giro di un secolo rimarranno soltanto deboli tracce della superficie glaciale.

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