La corsa alla presidenza della Federazione italiana gioco calcio entra in una nuova fase. La Serie A si divide e, mentre Giovanni Malagò punta a consolidare il proprio consenso, prende forma una candidatura alternativa: quella di Adriano Galliani, storico dirigente del Milan di Silvio Berlusconi ed ex amministratore delegato del Monza.
Ottantadue anni, senatore di Forza Italia e protagonista di una lunga stagione del calcio italiano, Galliani sarebbe il nome individuato da un gruppo di società per provare a cambiare gli equilibri in vista delle elezioni federali del prossimo 14 dicembre.
L’obiettivo è costruire un fronte abbastanza ampio da contendere a Malagò la guida della Figc. Una partita che si annuncia complessa e nella quale le alleanze tra club e le posizioni delle altre componenti del calcio potrebbero risultare decisive.
Il piano di Marotta e Percassi per lanciare Galliani
Dietro la possibile candidatura di Galliani ci sarebbero soprattutto Beppe Marotta e Luca Percassi. I due dirigenti avevano già lavorato, lo scorso aprile, al progetto che puntava a portare Malagò alla guida della Federazione dopo la stagione di Gabriele Gravina.
Ora, però, una parte dei club avrebbe maturato insoddisfazione per le scelte compiute durante la presidenza di Malagò, lamentando un coinvolgimento insufficiente nelle decisioni.
Da qui sarebbe nata la strategia alternativa. Nelle ultime ore sarebbero partiti contatti telefonici con diverse società per verificare la disponibilità a sostenere Galliani. Tra i club indicati nell’area favorevole al progetto figurano Inter, Atalanta, Milan, Lazio e Cagliari, anche se il quadro delle adesioni resta in evoluzione.
Percassi avrebbe inoltre incontrato nei giorni scorsi alcune società di dimensioni più contenute della Serie A per sondarne gli orientamenti e valutare la possibilità di costruire un fronte comune.
Il primo obiettivo dei promotori è definire gli equilibri politici prima della scadenza del 4 novembre, indicata come termine per la presentazione delle candidature.
Sindacati e Leghe: la partita si gioca anche fuori dalla Serie A
La sfida non riguarda soltanto i club della massima serie. Un ruolo importante potrebbe spettare anche alle altre componenti federali, a cominciare dalle rappresentanze dei calciatori e degli allenatori.
Il loro sostegno aveva contribuito alla vittoria di Malagò nelle precedenti votazioni del 22 giugno. Ora, però, il fronte dei calciatori apparirebbe meno compatto, aprendo nuovi margini di manovra per i sostenitori di Galliani.
Anche la Lega Nazionale Dilettanti, guidata da Giancarlo Abete, rappresenta un elemento importante negli equilibri federali e si colloca su posizioni critiche nei confronti di Malagò.
Il confronto coinvolge inoltre i vertici delle altre leghe professionistiche. Nei giorni scorsi, dopo una riunione convocata da Malagò con i consiglieri, si sarebbe svolto un ulteriore incontro tra i rappresentanti delle diverse componenti per discutere delle esigenze del calcio italiano e dei progetti per il futuro. I contatti proseguiranno nei prossimi giorni, mentre i diversi schieramenti cercano di consolidare le rispettive alleanze.
Abodi e Giorgetti, il nodo dei rapporti con il governo
Tra i fattori che alimentano la ricerca di un candidato alternativo ci sarebbe anche il rapporto con il governo. Secondo le ricostruzioni, alcuni sostenitori di Galliani punterebbero su una figura meno distante dalle posizioni del ministro per lo Sport Andrea Abodi e del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti.
A pesare sul giudizio di una parte dei club sarebbero anche alcune decisioni attribuite alla gestione di Malagò, tra cui la recente nomina di Beppe Signori a capo delegazione della Nazionale Under 20. Malagò, tuttavia, sarebbe convinto di poter contare ancora su una maggioranza significativa in Serie A. Tra i club indicati come suoi sostenitori figurano Napoli, Torino, Monza, Lecce, Bologna e Roma. La sua strategia punta ora a recuperare eventuali consensi perduti e a dimostrare di avere ancora i numeri necessari per affrontare il voto.
Elezioni Figc, con Galliani una sfida ancora aperta
La candidatura di Galliani potrebbe cambiare gli equilibri della corsa alla presidenza federale, ma molto dipenderà dalla capacità dei promotori di trasformare i primi contatti in adesioni concrete. La frammentazione della Serie A rende infatti più incerto il percorso verso il voto, mentre le altre componenti federali potrebbero risultare determinanti nella scelta del prossimo presidente.
Malagò può ancora contare su una rete di sostenitori, ma deve fare i conti con un fronte alternativo che punta a raccogliere consensi anche fuori dalla massima serie. La partita per la guida della Figc è dunque entrata nel vivo. Le prossime settimane chiariranno se Galliani riuscirà a diventare il candidato unitario dei dissidenti o se Malagò riuscirà a ricompattare la maggioranza e presentarsi alle elezioni con numeri sufficienti per confermare la propria posizione.







