Ricevere una querela non è esattamente il genere di notizia che mette di buonumore un avvocato. A meno che l’avvocato non sia Antonio De Rensis e il querelante non sia Luciano Garofano. Durante l’ultima puntata di Ore 14 Sera, il legale di Alberto Stasi ha scoperto in diretta televisiva che l’ex comandante del Ris di Parma avrebbe presentato una querela anche nei suoi confronti. La reazione è stata decisamente insolita: anziché mostrarsi preoccupato, De Rensis ha cominciato a scherzare sulla possibilità di incontrare finalmente Garofano davanti a un giudice.
A comunicargli la notizia è stato Salvo Sottile, nel corso di una discussione sulle indagini relative all’omicidio di Chiara Poggi e sulle polemiche che continuano a coinvolgere l’ex generale dei carabinieri.
«Ha querelato me, Ore 14 e altre persone, però continua a non rispondere alle nostre domande, giusto il tempo per dire che ha fatto un ottimo lavoro», ha spiegato il conduttore, chiedendo poi a De Rensis se avesse ancora qualcosa da domandare all’ex comandante del Ris.
«Tantissime, ma non ho possibilità di vederlo», ha replicato l’avvocato, aggiungendo di essere dispiaciuto per la querela ricevuta da Sottile, che certamente avrebbe saputo difendersi. A quel punto è arrivata la sorpresa: «Credo che sia stato querelato anche lei dal generale».
«Perché mi vuole illudere?»: il sarcasmo di De Rensis
De Rensis ha assunto un’espressione seria, ma soltanto per preparare la battuta. «Scusi, io l’ho sempre rispettata, perché mi vuole illudere?», ha domandato a Sottile, lasciando intendere che la prospettiva di una querela da parte di Garofano fosse tutt’altro che sgradita.
«Mi vuol dare una notizia che mi riempirebbe il cuore di gioia», ha proseguito, fingendo di temere che il conduttore stesse alimentando inutilmente le sue speranze. Sottile ha quindi fornito ulteriori dettagli: la querela sarebbe stata presentata il 19 ottobre alla Procura di Parma e riguarderebbe, oltre al conduttore e alla trasmissione, anche De Rensis e la giornalista Cavallaro.
L’avvocato ha continuato a mostrarsi incredulo. «Non ci credo, ma qualora fosse… Guardi, farò fatica a dormire dalla gioia», ha dichiarato. Una reazione che ha divertito anche Francesco Borgonovo, presente in studio, che ha commentato di non aver mai visto qualcuno tanto felice di aver ricevuto una querela.
Il motivo dell’entusiasmo è emerso poco dopo, quando De Rensis ha spiegato che l’eventuale procedimento potrebbe offrirgli l’occasione di confrontarsi direttamente con Garofano in tribunale.
«Il mio sogno è incontrare Garofano in un’aula di tribunale»
«Il mio sogno di poter incontrare il dottor Garofano in un’aula di un tribunale si potrebbe avverare», ha dichiarato De Rensis, trasformando la notizia della querela in un’occasione per rilanciare il confronto con l’ex comandante del Ris.
L’avvocato ha però aggiunto una precisazione: «Bisognerà vedere però chi chiama chi». Poi è tornato a scherzare con Sottile: «Sarebbe troppo bello, secondo me lei mi ha illuso».
Dietro le battute c’è un contrasto che accompagna da tempo il dibattito televisivo sul delitto di Garlasco. De Rensis, impegnato nella difesa di Alberto Stasi, ha più volte contestato aspetti delle ricostruzioni investigative e delle valutazioni tecniche legate al caso, mentre Garofano ha difeso pubblicamente il lavoro svolto dal Ris nelle indagini.
L’ex comandante del reparto scientifico di Parma è stato inoltre coinvolto, in tempi più recenti, nell’attività di consulenza per la difesa di Andrea Sempio, prima dell’interruzione di quel rapporto professionale.
La notizia della querela arriva dunque in un clima già segnato da polemiche sulle consulenze, sui rapporti tra i protagonisti della vicenda e sull’accesso ad alcuni documenti investigativi.
Garofano non risponde alle domande di Ore 14: la polemica di Sottile
La discussione era cominciata dopo la messa in onda di un servizio nel quale un’inviata di Ore 14 Sera aveva cercato di intervistare Garofano. Il generale non aveva risposto alle domande della giornalista e la trasmissione aveva ricordato che aveva intrapreso iniziative legali nei confronti del programma.
Sottile ha contestato proprio questa scelta, osservando che l’ex comandante del Ris continua a rivendicare la correttezza del proprio operato senza però accettare di confrontarsi con le domande della redazione.
La posizione di Garofano è emersa anche in altre recenti dichiarazioni pubbliche. L’ex ufficiale ha raccontato di essere bersaglio di insulti e minacce di morte a causa delle polemiche sul caso Garlasco, arrivando a descrivere il clima nei suoi confronti come quello riservato a un criminale.
Le iniziative giudiziarie annunciate si inseriscono in questo contesto di crescente tensione tra l’ex generale e alcuni protagonisti del dibattito mediatico. Resta da conoscere il contenuto preciso della querela e quali dichiarazioni vengano contestate ai destinatari. Durante la trasmissione, infatti, sono stati riferiti la data e il luogo della presentazione, ma non sono stati illustrati nel dettaglio gli addebiti.
Borgonovo attacca: «Rapporti, pressioni e passaggi di documenti discutibili»
A rendere ancora più acceso il confronto è stato l’intervento di Francesco Borgonovo, che ha criticato la scelta di Garofano di non rispondere alle domande dei giornalisti. Secondo Borgonovo, l’atteggiamento dell’ex comandante del Ris sarebbe cambiato rispetto al passato, quando partecipava regolarmente alle trasmissioni televisive e accettava di confrontarsi pubblicamente sulle proprie valutazioni.
Il giornalista ha poi allargato il discorso ai rapporti tra alcune delle figure coinvolte nelle vicende investigative di Garlasco. «Qui emergono tutta una serie di curiosi rapporti, pressioni, adombramenti», ha affermato, citando anche Barbarini e sostenendo che vi sarebbe stato un «passaggio di documenti discutibile» in un contesto di relazioni con Garofano.
Borgonovo ha quindi posto una domanda: «Perché tutte queste figure che dovrebbero cercare la verità continuano a premere in una direzione?». Si tratta di osservazioni e interrogativi formulati dal giornalista durante la trasmissione, non di accertamenti giudiziari sulle persone chiamate in causa.
La puntata si è così trasformata in un nuovo confronto a distanza tra i protagonisti delle polemiche sul delitto di Chiara Poggi, con una novità destinata ad alimentare ulteriormente il dibattito: la possibile apertura di un procedimento giudiziario nato proprio dalle dichiarazioni rilasciate in televisione.
Per De Rensis, almeno a giudicare dalle parole pronunciate davanti alle telecamere, l’eventualità non rappresenta una preoccupazione. Al contrario, l’avvocato sembra considerarla l’occasione che aspettava per confrontarsi con Garofano lontano dagli studi televisivi.







