Italiani, fiducia ai minimi: politici e influencer ultimi in classifica. Volano scienziati e medici, male anche chatbot e giornalisti

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Gli italiani si fidano degli scienziati, dei medici e delle forze dell’ordine. Molto meno di politici, influencer e pubblicitari. E se qualcuno pensava che l’intelligenza artificiale fosse già riuscita a conquistarsi un posto tra le fonti considerate credibili, dovrà ricredersi: appena il 20% degli italiani dichiara di fidarsi di chatbot e assistenti virtuali come ChatGPT o Claude.

È la fotografia scattata dal Global Trustworthiness Index 2026, l’indagine internazionale realizzata da Ipsos in 31 Paesi nel mese di giugno. Una classifica che racconta molto più delle simpatie verso singole professioni: mostra una società nella quale la fiducia sembra concentrarsi soprattutto intorno a competenza scientifica, salute e sicurezza, mentre politica, comunicazione e perfino i rapporti tra cittadini attraversano una profonda crisi di credibilità.

Politici e influencer, è una gara a chi ispira meno fiducia

In fondo alla classifica italiana ci sono soprattutto loro. Il 65% considera inaffidabili i politici e appena il 12% li giudica affidabili. Ma gli influencer riescono persino a superarli nella diffidenza: il 66% degli intervistati non si fida di loro, mentre soltanto il 13% li considera credibili.

Il dato sulla politica, per quanto pesante, non rappresenta però un’anomalia italiana. La sfiducia raggiunge il 67% in Germania, Regno Unito e Stati Uniti, sale al 72% in Francia e al 75% in Spagna, fino all’83% registrato in Romania. La crisi di credibilità della rappresentanza politica appare dunque come un fenomeno molto più ampio.

Poco sopra troviamo i ministri e i pubblicitari, entrambi considerati affidabili dal 15% degli italiani. E quest’anno nella parte bassa della graduatoria arriva anche una presenza nuova.

ChatGPT e gli altri chatbot convincono soltanto un italiano su cinque

Per la prima volta l’indagine misura infatti la fiducia negli assistenti virtuali basati sull’intelligenza artificiale. Il risultato non è esattamente un trionfo: soltanto il 20% degli italiani li considera affidabili.

ChatGPT, Claude e gli altri sistemi di AI entrano così nella classifica davanti alle categorie maggiormente penalizzate, ma molto lontani dalle professioni alle quali gli italiani continuano ad affidarsi quando cercano competenza e autorevolezza.

Neppure il mondo dell’informazione gode però di un grande capitale di fiducia. I giornalisti raggiungono il 23%, riuscendo curiosamente a precedere di un punto i conduttori dei telegiornali, fermi al 22%. Sullo stesso livello si collocano imprenditori e funzionari governativi, entrambi al 22%, mentre banchieri e sacerdoti arrivano al 23%.

Un risultato che racconta quanto sia ormai difficile conquistare la fiducia del pubblico, indipendentemente dal fatto che si operi nell’informazione, nell’economia, nelle istituzioni o nella religione.

Scienziati e medici restano il porto sicuro degli italiani

All’altra estremità della classifica lo scenario cambia completamente. Gli scienziati conquistano la fiducia del 64% degli italiani, con una crescita di otto punti rispetto al 2024. I medici raggiungono il 61%, aumentando di due punti.

Entrambe le categorie ottengono risultati superiori alla media internazionale: gli scienziati italiani sono sette punti sopra il dato globale, i medici tre. Per questi ultimi la fiducia rimane inferiore di cinque punti rispetto al picco raggiunto nel 2021, durante la pandemia, ma il valore attuale riporta sostanzialmente la categoria sui livelli precedenti al Covid.

Tra le professioni considerate maggiormente affidabili figurano anche gli insegnanti, confermando una tendenza che attraversa gran parte dei 31 Paesi analizzati: quando si parla di fiducia, competenza scientifica, salute e istruzione continuano a rappresentare i riferimenti più solidi.

Buoni risultati anche per chi garantisce la sicurezza. Il 42% degli italiani si fida delle forze di polizia, sei punti sopra la media globale, mentre le forze armate raggiungono il 40%.

Il dato più sorprendente: gli italiani non si fidano nemmeno degli altri italiani

C’è però un numero che forse racconta meglio di tutti gli altri il clima fotografato dall’indagine. Soltanto il 29% degli intervistati dichiara di fidarsi delle «persone comuni».

Non soltanto il dato italiano resta sotto la media mondiale del 34%, ma perde addirittura sei punti rispetto al 2024. La crisi della fiducia, quindi, non riguarda esclusivamente politici, istituzioni, giornalisti o influencer: sembra essersi insinuata anche nei rapporti quotidiani tra cittadini.

In mezzo a tanta diffidenza riescono curiosamente a cavarsela i sondaggisti. Il 30% degli italiani li considera affidabili, quattro punti sopra la media internazionale, mentre il 27% esprime un giudizio negativo.

Un piccolo paradosso: in un Paese nel quale ci si fida poco dei politici, pochissimo degli influencer e sempre meno persino degli altri cittadini, chi misura la sfiducia degli italiani riesce almeno a conquistarsi la fiducia di quasi uno su tre.