La novità più vistosa dei palinsesti Rai presentati ad Ancona è “Italiana”, il nuovo canale del digitale terrestre che partirà il primo ottobre sul numero 57. Un progetto che l’azienda definisce “il canale del territorio”, pensato per diventare un punto di riferimento nel racconto dell’Italia, capace – nelle intenzioni – di attivare emozioni identitarie e personali.
Un debutto che arriva in un momento politicamente incandescente: all’indomani dell’azzeramento della commissione di Vigilanza Rai, innescato dalle opposizioni dopo due anni di blocco dei lavori, la Rai prova a mostrare il proprio futuro mentre la politica discute del suo presente.
“Italiana” e l’estetica anni Cinquanta
“Italiana” nasce con un’estetica che richiama gli anni Cinquanta, volti giovani e immagini da cartolina, un’Italia luminosa e idealizzata, fotografata nei suoi borghi e nei suoi risvolti più intimi. Il progetto riprende il titolo della rivista di Rai Com ideata da Luigi De Siervo, dedicata proprio alle storie meno visibili del Paese.
La narrativa, promette la Rai, sarà alta: un canale di approfondimento che supera il paradigma dello studio televisivo come unico luogo di racconto, muovendosi tra gastronomia e archeologia, design e made in Italy, con l’ambizione di costruire un mosaico emotivo e crossgenerazionale dell’Italia.
I programmi saranno raccolti in cluster tematici come “Ritorni, borghi, nuovi abitanti”, “Sapori, storie, comunità” o “Racconto del Bel Paese”. Nei primi mesi il canale attingerà alla library interna, con 720 ore di contenuti rimodulati e rimontati. Dal trimestre successivo arriveranno nuove produzioni e nuovi volti, selezionati tra content creator, blogger, tiktoker e influencer per intercettare le fasce 25-34 e 34-44 anni. In casa, però, alcuni nomi sono già pronti: Gianluca Gazzoli, Margherita Granbassi, Monica Caradonna e Peppone Calabrese, applaudito ad Ancona durante la serata dei palinsesti.
Un budget molto basso
Massimiliano Ossini sarà centrale con le sue Linee – verde, bianca, mare – mentre Federico Quaranta porterà “Il Provinciale”, dedicato ai valori della provincia italiana.
Il budget del canale sarebbe molto basso, e per questo la Rai punta a coinvolgere enti pubblici, partner privati e grandi eventi, diventando media partner di iniziative culturali e territoriali. Ci sarà spazio anche per la memoria, con una pagina Amarcord che – assicurano i creativi – “funziona sempre”.
Il clima politico attorno alla Rai resta teso. “TeleMeloni? Un’operazione di marketing priva di qualsiasi appiglio con la realtà. Lo sforzo della Rai è creare un’offerta plurale”, ha detto l’amministratore delegato Giampaolo Rossi, respingendo le accuse delle opposizioni. Rossi ha difeso anche l’arrivo di Antonino Monteleone in prima serata su Rai 3 con Filorosso, nonostante le contestazioni di tre consiglieri del cda per alcuni post del giornalista su Gaza.
Le polemiche non si spengono
“Non accetto un ruolo censorio”, ha dichiarato. I parlamentari del Movimento 5 Stelle hanno replicato sostenendo che Rossi lo difenda “su input di FdI”, mentre Peppe De Cristofaro (Avs) ha affermato che “TeleMeloni esiste e infatti gli italiani cambiano canale”.
Sul fronte della governance, Rossi ha difeso la candidatura di Simona Agnes alla presidenza della Rai, definendo un errore non averla votata. Ha poi giustificato la scelta di non mandare in onda un video dell’Usigrai che denunciava lo smantellamento di Rai 3 e la fuga di ascoltatori verso La7, sostenendo che “non erano contenuti sindacali”.
Roberto Natale del cda ha risposto parlando di una decisione grave e coerente con le recenti dichiarazioni dell’ad, che aveva definito gli ultimi quindici anni di Rai 3 “un’anomalia del servizio pubblico”. Rossi ha rivendicato un aumento delle ore dedicate all’informazione, da 400 a 700, ma il cdr dei programmi di approfondimento ha replicato che “l’informazione non va a chili”.
Cercasi Commissione di Vigilanza
Intanto, dalla prossima settimana, i presidenti delle Camere proveranno a ricomporre la commissione di Vigilanza. Fontana e La Russa invieranno lettere ai gruppi parlamentari per indicare i nuovi componenti. La maggioranza punta a riconfermare gli uscenti, una mossa che rimette la responsabilità nelle mani delle opposizioni, accusate di aver causato lo stallo.
Il centrosinistra, invece, chiederà garanzie, a partire dal recepimento del Media Freedom Act. Sul tavolo c’è la riforma della governance: la destra vorrebbe accelerare per approvarla entro l’anno, così la nomina del presidente non richiederebbe più una maggioranza qualificata ma solo quella semplice, eludendo l’accordo con le minoranze.
In questo scenario, “Italiana” nasce come un canale che vuole raccontare il Paese, ma inevitabilmente diventa anche un simbolo della battaglia politica attorno alla Rai. La sua missione dichiarata è culturale; il suo destino, almeno per ora, è tutto da verificare.







