Omicidio Charlie Kirk, inizia l’udienza preliminare contro Tyler Robinson: l’accusa punta alla pena di morte

È iniziata a Provo, nello Utah, l’udienza preliminare nei confronti di Tyler Robinson, il 23enne accusato dell’omicidio dell’attivista conservatore Charlie Kirk. Si tratta di una fase cruciale del procedimento: i pubblici ministeri dovranno convincere il giudice che esistono prove sufficienti per rinviare a giudizio il giovane e procedere con un processo nel quale l’accusa intende chiedere la pena di morte. In aula erano presenti anche i genitori di Charlie Kirk e la vedova Erika. È la prima volta che la famiglia dell’attivista si trova faccia a faccia con il presunto responsabile della sua morte.

Il messaggio della famiglia di Charlie Kirk

Prima dell’inizio dell’udienza, i familiari hanno diffuso una breve dichiarazione. «Charlie era un marito, figlio, fratello, amico e padre amatissimo. Ogni udienza in tribunale è un doloroso promemoria della sua morte e della perdita che ha segnato in modo irrevocabile le nostre vite e quelle dei suoi figli».

La famiglia ha poi voluto ringraziare quanti sono rimasti loro vicini in questi mesi: «Restiamo profondamente grati per il sostegno, le preghiere e la gentilezza che abbiamo ricevuto. Questa dimostrazione di affetto ci ha sostenuto nei giorni più bui della nostra vita».

Infine, l’appello al rispetto del procedimento giudiziario: «Nel rispetto del processo giudiziario, al momento non rilasceremo ulteriori commenti. Chiediamo che la nostra privacy continui a essere rispettata in questo momento di profondo dolore».

Le accuse e la decisione del giudice

Secondo l’accusa, Charlie Kirk, 31 anni, venne ucciso il 10 settembre 2025 mentre stava tenendo un discorso alla Utah Valley University. L’attivista sarebbe stato colpito mortalmente al collo da un proiettile. I pubblici ministeri sostengono di disporre di elementi probatori rilevanti, tra cui tracce di DNA che collegherebbero Robinson all’arma ritenuta utilizzata nell’omicidio.

Gli investigatori riferiscono inoltre dell’esistenza di un biglietto che il giovane avrebbe lasciato al proprio coinquilino e compagno, nel quale avrebbe confessato il delitto. Il 23enne si consegnò spontaneamente alle autorità il giorno successivo all’omicidio. È accusato di omicidio aggravato e, allo stato, non si è ancora dichiarato colpevole né innocente.

Nel corso dell’udienza preliminare il tribunale dovrà stabilire se gli elementi raccolti dall’accusa siano sufficienti a sostenere un ragionevole sospetto che il reato sia stato commesso e che Robinson ne sia l’autore. Solo in caso di esito positivo il procedimento proseguirà con il processo. In tal caso, la Procura ha già annunciato che chiederà la condanna a morte.