Garlasco, Bocellari avverte la difesa di Sempio: «Non saremo qui a prendere le botte». E sul Dna richiama la Cassazione

Le parole pronunciate nei giorni scorsi hanno alimentato un nuovo fronte di discussione nel caso Garlasco. Per questo Giada Bocellari, avvocata di Alberto Stasi, ha deciso di intervenire per chiarire la posizione della difesa dell’unico condannato in via definitiva per l’omicidio di Chiara Poggi, spiegando che nessuna scelta è stata ancora presa sull’eventuale costituzione di parte civile in un futuro processo a carico di Andrea Sempio.

A riaccendere il dibattito era stata un’interpretazione del direttore di Gente, Umberto Brindani, che ha successivamente precisato il senso delle proprie parole. «Io ho interpretato a modo mio quello che stava spiegando l’avvocato, lei non ha detto che lo faranno, anche se non l’ha smentito in modo plateale», ha spiegato il giornalista.

La posizione della difesa di Alberto Stasi

Bocellari ha ribadito che, allo stato attuale, non esiste alcuna decisione definitiva e che i due percorsi giudiziari devono restare distinti. «Come le notizie nell’ultimo periodo, non sono né confermate né smentite. Ho fatto un ragionamento spiegando che i due procedimenti, la revisione e quello di Sempio, sono separati. Noi siamo interessati innanzitutto alla revisione, ma anche al procedimento di Sempio, credo sia normale. Quello che faremo vedremo».

L’avvocata ha quindi spiegato che alcune iniziative della difesa dell’attuale indagato non sono state accolte con favore. «Ci sono altri soggetti di questa vicenda che hanno iniziato a occuparsi del nostro assistito facendo anche valutazioni che ci hanno infastidito, devo essere sincera. Parlo ovviamente della difesa di Sempio. Io ne prendo atto, ma non saremo qui a prendere le botte». Una presa di posizione che conferma come il confronto tra i due fronti difensivi sia destinato a diventare sempre più acceso man mano che la nuova inchiesta della Procura di Pavia si avvicina alle sue fasi decisive.

Il richiamo alla sentenza della Cassazione

Nel suo intervento Bocellari è tornata anche su uno degli aspetti centrali del caso, quello relativo al Dna, richiamando quanto scritto dalla Corte di Cassazione nella sentenza che nel 2013 annullò l’assoluzione di Alberto Stasi. «La Cassazione nel 2013, quando annulla l’assoluzione di Stasi, evidenzia la rilevanza del Dna, sottolineando come fosse determinante per decidere». Secondo la legale, però, quel ragionamento va letto nel contesto processuale dell’epoca.

«Lui però era il fidanzato della vittima. Se la perizia avesse dovuto identificare il Dna dell’imputato, cioè Alberto Stasi, quella sarebbe stata la pistola fumante. Questo sosteneva la Cassazione». Da qui la riflessione finale sull’attuale scenario giudiziario, completamente diverso rispetto a quello di allora. «Oggi, visto che la sentenza è passata in giudicato, dobbiamo rispettarla anche da questo punto di vista, quando l’indagato oggi è Sempio».

Un confronto destinato a proseguire

Le dichiarazioni di Giada Bocellari arrivano in un momento particolarmente delicato della nuova inchiesta sul delitto di Garlasco. Mentre la Procura di Pavia prosegue gli accertamenti su Andrea Sempio e resta aperto il capitolo della possibile revisione del processo a carico di Alberto Stasi, le strategie difensive iniziano inevitabilmente a incrociarsi. La legale ha però ribadito che, almeno per ora, la priorità resta la richiesta di revisione della condanna del suo assistito. Solo successivamente verranno valutate le eventuali iniziative processuali nell’altro procedimento, fermo restando che, come ha sottolineato, la difesa di Stasi non intende restare passiva di fronte alle valutazioni formulate nei confronti del proprio assistito.