Lotta al cancro: il vaccino personalizzato a mRNA funziona contro il melanoma

Un vaccino a mRNA progettato sull’impronta digitale del tumore di ciascun paziente riesce a ridurre il rischio di recidiva del melanoma e a fermarne la diffusione ad altre parti dell’organismo. I risultati dello studio internazionale di fase 3 condotto dal nome INTerpath-001, promosso da Moderna e Merck sul trattamento personalizzato Intismeran in combinazione con l’immunoterapico Keytruda, segnano un punto di svolta storico non soltanto nella lotta contro il tumore della pelle, ma per l’intera oncologia moderna.

Sperimentazione su 1.137 pazienti

La sperimentazione ha coinvolto 1.137 pazienti affetti da melanoma ad alto rischio negli stadi IIB-IV nei quali la massa tumorale era stata precedentemente rimossa in modo completo per via chirurgica. La somministrazione combinata del vaccino terapeutico personalizzato e dell’immunoterapia ha raggiunto entrambi i parametri clinici primari fissati dalla ricerca, garantendo un aumento della sopravvivenza libera da recidiva e della sopravvivenza libera da metastasi a distanza rispetto al solo utilizzo del farmaco immunoterapico.

Come funziona la terapia

Il trattamento personalizzato si basa sull’individuazione dei neoantigeni, proteine anomale generate dalle mutazioni genetiche specifiche del tumore del singolo paziente. Attraverso il sequenziamento del DNA della massa tumorale asportata, un algoritmo identifica le mutazioni più riconoscibili e crea un vaccino a mRNA personalizzato in circa sei settimane, capace di addestrare il sistema immunitario a identificare e distruggere le cellule malate residue.

In Italia si stima una platea potenziale di circa tremila pazienti candidabili al trattamento una volta completate le fasi autorizzative da parte dell’Agenzia Americana del Farmaco, dell’Agenzia Europea per i Medicinali e dell’Agenzia Italiana del Farmaco. Come evidenziato dagli esperti della comunità scientifica, la somministrazione del vaccino personalizzato subito dopo la chirurgia consente di mantenere attiva la sorveglianza immunitaria a lungo termine, aprendo le porte a nuove sperimentazioni già in corso per i tumori del polmone, del pancreas e del rene.

Le reazioni degli esperti

I dati della fase 3 confermano i positivi riscontri già emersi nei test di fase 2, durante i quali la combinazione tra Intismeran e Keytruda aveva mostrato una riduzione del 49% del rischio di ricaduta e di comparsa di metastasi a distanza a cinque anni dall’intervento. La conferma definitiva da parte di questo primo studio clinico randomizzato di fase 3 posiziona di fatto i vaccini a mRNA personalizzati tra i pilastri standard delle future terapie oncologiche.

L’impatto sui mercati finanziari

L’annuncio ha generato un impatto immediato sui mercati finanziari di Wall Street, dove il titolo di Moderna ha registrato rialzi record nei listini del pre-market. Le aziende produttrici hanno confermato l’intenzione di presentare i dati numerici completi durante un prossimo congresso scientifico internazionale e di avviare l’iter di approvazione presso le autorità regolatorie nel giro di pochi mesi.