La sala della Protomoteca del Campidoglio accoglie i funerali di Stato di Emma Bonino, un rito laico cominciato alle 12,30 di oggi martedì 15 settembre, seguito anche da un maxischermo in piazza. Le più alte cariche dello Stato partecipano al saluto, tra cui Sergio Mattarella, Giorgia Meloni, Ignazio La Russa, Giorgio Mulè e Giovanni Amoroso, insieme al sindaco Roberto Gualtieri e al presidente della Regione Francesco Rocca. La partecipazione è bipartisan, con esponenti di ogni schieramento, da Carlo Nordio a Elly Schlein, da Massimo D’Alema a Paolo Gentiloni, da Carlo Calenda a Matteo Renzi, fino a Giuseppe Conte. Presenti anche Mario Monti, Roberto Giachetti, Maria Elena Boschi e Angelo Bonelli. Una presenza trasversale che testimonia la portata del suo impegno politico e civile.
Le parole della famiglia e dei collaboratori
La cerimonia, priva di retorica come Bonino avrebbe voluto, è affidata ai suoi collaboratori più stretti. Filomena Gallo dell’associazione Luca Coscioni porta il messaggio della famiglia, rappresentata dalla sorella Domenica e dal fratello Giovanni. Carla Taibi, storica assistente, ricorda la leader radicale come una donna che non ha mai smesso di credere nell’Europa, nemmeno davanti alla malattia. Sottolinea il metodo della non violenza, la disciplina, l’ostinazione e quella frase che Bonino ripeteva spesso: “Siate troppo”. Un invito a non avere paura dei sogni, a guardare sempre oltre, a continuare le battaglie incompiute.
Il ricordo delle istituzioni
Romano Prodi parla con commozione della sua tenacia nella difesa dei diritti, definendo la tutela dei fragili la sua stella polare. Ricorda il lavoro svolto nel suo secondo governo, quando Bonino aveva la responsabilità delle Politiche europee e del Commercio estero, affrontate con la stessa determinazione che ha segnato tutta la sua vita pubblica.
Le battaglie radicali e l’Europa
Riccardo Magi, segretario di +Europa, ripercorre il pensiero europeista della leader radicale, convinta che gli Stati Uniti d’Europa fossero il destino comune da costruire. Sottolinea la sua capacità di criticare le istituzioni senza mai volerle danneggiare, ma per migliorarle. Ricorda la sua prontezza nel disobbedire a leggi ingiuste per riformarle e la sua coerenza nel difendere la Corte penale internazionale, oggi sotto attacco. Una battaglia che Bonino considerava fondamentale per la giustizia internazionale.
Il tributo di Enrico Letta
Enrico Letta ringrazia Bonino per non essersi mai risparmiata nel difendere l’Ucraina dall’aggressione russa. Ricorda il giorno in cui fu nominata ministra degli Esteri nel suo governo, accolto da un mormorio di approvazione. Sottolinea il suo rapporto con i giovani, che la consideravano una figura di riferimento, capace di trasmettere l’importanza dei maestri e della responsabilità civile.
La voce di Benedetto Della Vedova
Benedetto Della Vedova ripercorre la storia politica di Bonino, dagli arresti per aborto allo sciopero della fame, dalle firme referendarie agli interventi come commissaria europea, quando si calò dagli elicotteri. Una politica non conformista, sempre coerente con le proprie idee, capace di sfidare l’impopolarità senza mai perdere il senso delle istituzioni.
L’ultimo saluto in piazza
Al termine della cerimonia, Sergio Mattarella e Giorgia Meloni accompagnano il feretro all’esterno della Protomoteca. La folla si stringe in un applauso lungo, sincero, totale. Bonino sarà cremata e le sue ceneri riposeranno nella cappella di famiglia a Bra, in Piemonte.







