Massimo Lovati torna a scuotere il caso Garlasco. Questa volta, però, l’ex avvocato di Andrea Sempio si trova dall’altra parte della barricata: è a processo a Milano per diffamazione aggravata nei confronti dello studio Giarda, che difese Alberto Stasi dal 2007 al 2018. E proprio arrivando in Tribunale ha lanciato una previsione destinata a riaccendere lo scontro sul delitto di Chiara Poggi.
Secondo Lovati, infatti, la Procura di Pavia non chiuderà il 28 settembre la nuova inchiesta che vede indagato Andrea Sempio. «Ci sarà una richiesta di proroga perché devono attendere la revisione di Alberto Stasi», ha dichiarato ai cronisti. Parole che arrivano proprio mentre Stasi, condannato definitivamente per l’omicidio della fidanzata, è tornato a parlare della possibilità di ottenere la revisione del proprio processo: «Spero sia arrivato il momento di avere giustizia per Chiara e per me».
Lovati: «La Procura chiederà una proroga»
La previsione dell’ex difensore di Sempio, va precisato, non costituisce una comunicazione della Procura né un’indicazione ufficiale sulle decisioni degli inquirenti. Lovati sostiene però che l’indagine non possa concludersi alla scadenza attualmente prevista e collega direttamente i tempi del nuovo fascicolo alla partita giudiziaria che riguarda Alberto Stasi.
Un intreccio particolarmente delicato. La difesa di Stasi ha appena chiarito che l’eventuale revisione riguarda esclusivamente la posizione del condannato e non richiede che venga dimostrata la responsabilità di Andrea Sempio. Ma eventuali nuovi elementi raccolti dagli investigatori di Pavia potrebbero assumere rilevanza se risultassero utili a mettere in discussione la ricostruzione sulla quale si fonda la condanna definitiva.
Perché Massimo Lovati è finito a processo
Intanto Lovati deve difendersi da un’accusa che nasce proprio dal primo capitolo giudiziario che coinvolse Sempio. L’ex legale è accusato di diffamazione aggravata nei confronti dello studio Giarda, al quale aveva attribuito una «macchinazione» e una «manipolazione organizzata» dietro l’inchiesta aperta nel 2016-2017 sull’allora assistito.
La vicenda riguarda le indagini difensive avviate dopo che, nel dicembre 2015, la condanna di Stasi era diventata definitiva. Nell’autunno successivo gli investigatori della SKP di Luca Tartaglia, incaricati dalla difesa Stasi, acquisirono senza il consenso di Sempio il suo profilo genetico attraverso alcuni oggetti da lui utilizzati: una tazzina di caffè, un cucchiaino di metallo e una bottiglietta di plastica. Proprio su quelle modalità Lovati aveva utilizzato parole che hanno poi portato al procedimento per diffamazione.
«Mi riferivo all’agenzia investigativa»
Davanti ai cronisti l’avvocato ha adesso cercato di precisare il significato delle proprie dichiarazioni. «Più che allo studio legale mi riferivo all’agenzia investigativa nominata dallo studio legale, bisogna distinguere», ha spiegato. Lovati ha ricordato di aver parlato di «macchinazione» riferendosi alla vicenda del 2017 e di aver successivamente aggiunto, parlando della nuova indagine: «Speriamo che anche questa volta non si tratti di altrettanto». Per l’ex difensore di Sempio quella parola non avrebbe avuto carattere diffamatorio: «Adesso cercherò di spiegarlo».
Garlasco, due partite giudiziarie che corrono insieme
Lovati si è detto «tranquillo» per il procedimento che lo riguarda: «Sono abituato ai processi». Ma inevitabilmente sono soprattutto le sue dichiarazioni sull’inchiesta di Pavia a fare rumore. Da una parte c’è Andrea Sempio, indagato nella nuova inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi e da considerarsi innocente fino a eventuale sentenza definitiva. Dall’altra c’è Alberto Stasi, condannato in via definitiva e intenzionato a percorrere la strada della revisione.
In mezzo c’è una Procura che continua a lavorare su un delitto commesso il 13 agosto 2007 e sul quale, quasi vent’anni dopo, continuano ad aprirsi nuovi scenari. Adesso Lovati mette sul tavolo anche una data: 28 settembre. E sostiene che quel giorno l’indagine non finirà. Se la sua previsione sarà corretta lo decideranno gli inquirenti. Ma sul caso Garlasco il calendario giudiziario delle prossime settimane diventa sempre più fitto. Tag: Garlasco, Massimo Lovati, Andrea Sempio, Alberto Stasi, Chiara Poggi, delitto di Garlasco







