Luna Rossa trionfa a Cagliari: battuti i campioni di New Zealand, l’America’s Cup adesso sogna davvero Napoli

A casa sua, davanti al mare di Cagliari, Luna Rossa si prende tutto. Vittoria, applausi, prestigio e soprattutto un messaggio chiarissimo al resto del mondo della vela: l’Italia vuole davvero l’America’s Cup. Nel Golfo degli Angeli la barca italiana ha battuto Team New Zealand nella finale decisiva delle regate preliminari, trasformando la Sardegna in una festa azzurra e rilanciando ancora di più il sogno di Napoli 2027.

A firmare il successo sono stati Peter Burling e Ruggero Tita, insieme ai trimmer Bissaro e Molineris, capaci di piegare proprio i detentori della Coppa. Una vittoria pesante non soltanto per il risultato, ma per il significato simbolico: battere i campioni in carica davanti al pubblico italiano e farlo nel primo grande appuntamento della nuova campagna di Luna Rossa.

Luna Rossa piega Team New Zealand nella finale

La finale è stata segnata anche dall’errore dei neozelandesi, penalizzati per aver tagliato troppo presto la linea di partenza. Ma il successo italiano non nasce da un episodio: nasce da giorni di crescita continua, velocità e lavoro tecnico che hanno convinto perfino Max Sirena, il grande capo del team Luna Rossa.

«Ci aspettavamo di fare bene, ma non era scontato», ha spiegato Sirena dopo il trionfo. «Ora sappiamo che stiamo lavorando nel modo giusto». Parole che pesano perché arrivano da chi ha il compito più difficile: portare per la prima volta nella storia l’America’s Cup in Italia dopo 173 anni.

Beffa per il team Youth & Women

La festa italiana poteva essere ancora più grande. Per due giorni infatti era stata la squadra Youth & Women di Luna Rossa a dominare le regate sugli AC40, trascinata da Marco Gradoni e Margherita Porro. Poi però è arrivata la beffa: due partenze anticipate consecutive hanno fatto precipitare il team dalla prima alla terza posizione della classifica.

Una delusione enorme per il gruppo giovane e femminile che fino a quel momento aveva impressionato tutti. Resta però il segnale fortissimo lanciato dal progetto Luna Rossa: profondità di squadra, nuovi talenti e una generazione di velisti che continua a crescere in vista dell’America’s Cup di Napoli.

Max Sirena: “Adesso non abbiamo più alibi”

A Cagliari si respira ormai l’idea che Luna Rossa possa davvero aprire un ciclo. Anche perché il lavoro sull’AC75 destinato a Napoli 2027 è già iniziato. La nuova barca si trova sotto il tendone bianco della base sul molo Ichnusa. «Esteticamente sarà simile a quella di Barcellona, ma avrà cuore e sistemi completamente nuovi», racconta Sirena.

Il manager italiano lascia aperta la competizione interna per i posti a bordo: «Burling è un asset fondamentale, ma nessuno ha il posto assicurato». Un messaggio chiaro: il progetto Luna Rossa vuole trasformarsi in una vera nazionale della vela, con rotazioni continue e una selezione durissima.

La costruzione della base di Bagnoli, a Napoli, dovrebbe partire a settembre. Il trasferimento del team è previsto nei primi mesi del prossimo anno. E intanto Sirena alza l’asticella: «Se vogliamo che i tifosi parlino di noi oltre che di Sinner e Antonelli, dovremo vincere. I neozelandesi restano il team da battere. Abbiamo lavorato tanto per colmare il gap, da ora in poi non abbiamo più alibi».

Cagliari promossa: adesso sogna anche la Coppa del 2029

Le regate sarde hanno lasciato una sensazione forte anche fuori dall’acqua: Cagliari ha superato brillantemente il primo grande stress test organizzativo dell’America’s Cup. Tanto che qualcuno, dentro il mondo della vela, già immagina il capoluogo sardo come possibile sede della Coppa 2029 nel caso in cui Luna Rossa riuscisse davvero a conquistare il trofeo a Napoli.

Per il momento è ancora fantavela. Ma dopo il trionfo contro Team New Zealand, una cosa è certa: Luna Rossa non sembra più soltanto un sogno italiano. Comincia ad avere il passo di chi vuole davvero prendersi la Coppa.