Maria Rosaria Boccia difende Sigfrido Ranucci con le unghie e con i denti, racconta di sentirlo ancora e lo descrive come un uomo «devastato e un po’ triste», vittima non soltanto dell’attentato ma, secondo lei, anche di un sistema che avrebbe voluto allontanarlo da Report. Poi affronta il giallo più personale, quello del presunto bacio tra loro, sostenendo che la fotografia finita al centro delle indiscrezioni non documenterebbe affatto un momento reale, ma sarebbe un’immagine fake contenuta in una delle finte prime pagine satiriche che lei stessa realizzava.
È quanto si è visto ieri sera alle Iene, nel servizio di Gaston Zama e Marco Occhipinti dedicato alla donna diventata uno dei personaggi più discussi della cronaca italiana dopo il caso Sangiuliano. Per alcuni giorni Boccia ha aperto alle telecamere la porta della propria casa e della propria quotidianità, lasciandosi seguire anche durante una seduta di terapia motoria e raccontando aspetti molto privati della sua vita.
Il filo che attraversa buona parte del servizio, però, è il suo rapporto con Ranucci, al quale Boccia ha dedicato anche il libro Guai a chi lo tocca – Io, Sigfrido e le tempeste.
Maria Rosaria Boccia su Ranucci: «Sigfrido è devastato»
Boccia racconta di avere ancora contatti con Ranucci e, quando Gaston Zama le domanda come stia vivendo questo momento, la risposta restituisce l’immagine di un uomo molto diverso dal personaggio pubblico: «Sicuramente è una persona devastata, un po’ triste, ma soprattutto anche lui per le persone che gli stanno intorno».
Poi arriva la frase più personale dell’intervista: «Ho conosciuto un Superman quando torna a casa e toglie il mantello».
Il discorso inevitabilmente scivola sul rapporto tra Ranucci e Valter Lavitola, diventato uno dei nodi della vicenda giudiziaria legata all’attentato. Boccia non nasconde di considerare discutibile il passato dell’ex faccendiere, ma prova a spiegare perché, secondo lei, Ranucci possa avergli concesso fiducia.
«Io credo nei sani sentimenti di Sigfrido e credo che il frequentare quotidianamente una persona in qualche modo ti lega, e avrà dato una possibilità a una persona sicuramente abbastanza discutibile per il suo passato», racconta.
La posizione di Boccia diventa ancora più netta quando parla dell’attentato: «Io penso che lui sia vittima dell’attentato e anche vittima di un sistema che non voleva più Sigfrido Ranucci alla conduzione di Report».
Zama le domanda allora se, nella sua ricostruzione, Lavitola possa essere stato parte attiva di questo presunto sistema oppure soltanto una pedina. Boccia non si spinge oltre: «Questo non lo so e onestamente non si è neanche compreso perché ha cambiato veramente tantissime versioni».
Maria Rosaria Boccia e il presunto bacio con Ranucci: «Quella foto era fake»
Poi arriva uno dei passaggi più curiosi del servizio. Da settimane circola infatti la storia di una fotografia che mostrerebbe Maria Rosaria Boccia e Sigfrido Ranucci mentre si baciano. Secondo quanto raccontato nel servizio, Natalia Potenza, ex compagna di Lavitola, avrebbe riferito ai magistrati dell’esistenza di quell’immagine.
Boccia respinge però completamente questa ricostruzione e mostra alle Iene quella che, secondo lei, sarebbe la fotografia all’origine dell’equivoco.
«Lei ha detto ai pm che c’era una foto dove io e Sigfrido ci siamo baciati e ha fatto vedere…», racconta prima di recuperare l’immagine. Poi spiega: «Eccola. Queste sono quelle famose prime pagine satiriche che io realizzavo, le mandavo a Sigfrido, evidentemente le avrà girate a lui», riferendosi a Lavitola.
La sua versione è dunque molto precisa: quel bacio non sarebbe mai avvenuto e l’immagine deriverebbe da una delle composizioni satiriche che Boccia preparava e inviava a Ranucci.
Boccia vede una donna al ristorante e parte all’attacco: ma non è Natalia Potenza
Il momento quasi da commedia degli equivoci arriva durante una cena al Cefalù Bistrot di Roma, locale legato a Lavitola nel quale Boccia precisa di non essere mai stata prima. A un certo punto lei e Gaston Zama notano una donna bionda seduta a un tavolo e credono che sia proprio Natalia Potenza.
Boccia decide immediatamente di affrontarla.
«Io le vado vicino, mi presento, e dico, gentilmente, visto che grazie a lei sono diventata la mantide amante d’Italia, mi fa vedere la foto dove io bacio Sigfrido?».
Si alza, raggiunge il tavolo e si presenta: «Salve, io mi volevo presentare, piacere, penso che mi ha riconosciuta no?».
La donna replica con una domanda: «Sì, tu sai chi sono io?».
Boccia è convinta di sì: «Sì, anch’io so chi è lei, penso che ci siamo viste in televisione tutte e due no?».
Ed è lì che arriva la sorpresa: «Io non sono Natalia».
«No?», replica Boccia.
«Sono la sorella di Natalia».
La donna è infatti Andrea Potenza, sorella di Natalia, arrivata dall’Argentina per starle accanto dopo l’arresto di Lavitola e che nei giorni precedenti l’aveva accompagnata quando era stata ascoltata dai magistrati.
«Quale foto ha visto che io bacio Sigfrido?»
Lo scambio non finisce con lo scambio di persona. Boccia decide comunque di affrontare il tema e torna sulla fotografia che considera falsa: «Penso che sia ancora più brutto andare in tribunale e una foto fake farla passare per una foto reale e quindi far passare me per la persona che ha baciato una persona…».
Poi la domanda diretta: «Quale foto ha visto che io bacio Sigfrido?».
Zama prova a capire se Andrea Potenza sappia qualcosa di ciò che avrebbe visto o raccontato la sorella, ma la donna chiude la porta: «Non voglio rispondere, non voglio dire nulla…».
Il mistero, quindi, resta. Boccia sostiene che il presunto bacio sia semplicemente il risultato di una manipolazione grafica realizzata da lei stessa a scopo satirico, mentre il servizio non porta elementi indipendenti che consentano di stabilire quale sia l’origine esatta dell’immagine.
La paresi e le lacrime quando si parla dell’ex marito
Nel servizio Boccia mostra anche una parte decisamente più fragile della propria quotidianità. Durante una seduta di terapia motoria racconta di avere avuto problemi alla parte sinistra del corpo: «Sto facendo una sorta di terapia, degli esercizi che mi stanno aiutando a recuperare tutte le funzionalità del mio corpo dovute a una paresi che ho avuto su tutta la parte sinistra».
Secondo il suo racconto, il problema sarebbe collegato allo stress emotivo vissuto negli ultimi mesi.
Il momento più difficile arriva però quando l’intervista tocca l’ex marito e le accuse che la riguardano. Quando Zama ricorda che l’uomo avrebbe raccontato di aver subito durante il matrimonio una sorta di stalking, Boccia reagisce immediatamente: «Aspetta, aspetta, aspetta, dobbiamo interromperci qua».
Chiede di fermare le riprese e togliere il microfono, si allontana dalle telecamere e scoppia in lacrime. Quando l’inviato le domanda perché quella parola le provochi una reazione così forte, Boccia comincia a spiegare: «Sì, perché nell’immaginario collettivo è una parola naturalmente vista con un’accezione negativa».
È un passaggio particolarmente delicato anche perché Boccia dovrà affrontare il processo che la vede contrapposta all’ex ministro Gennaro Sangiuliano, nel quale dovrà difendersi dalle accuse contestate a suo carico.
Il servizio delle Iene lascia proprio qui la vicenda, annunciando un seguito. Ma sulla parte che riguarda Ranucci, almeno, Maria Rosaria Boccia non mostra esitazioni: continua a difenderlo e a descriverlo come l’uomo che avrebbe conosciuto dietro il personaggio televisivo. Non il Superman davanti alle telecamere, ma quello che, una volta tornato a casa, si toglie il mantello.







