Dalla calda estate del 2024 a quella successiva, ancora più complessa, passando per servizi televisivi, chat private, telefonate, scontri e procedimenti giudiziari. Maria Rosaria Boccia racconta quasi due anni del suo rapporto con Sigfrido Ranucci nel libro Guai a chi lo tocca – Io, Sigfrido e le tempeste, disponibile da oggi.
Non un’inchiesta contro il giornalista, precisa Boccia, ma un racconto personale che attraversa la figura pubblica e quella privata dell’ex conduttore di Report. Sullo sfondo compaiono anche le indagini su Valter Lavitola, citate più volte nel volume.
Da intervistata a osservatrice: Boccia racconta il «Sigfrido senza mantello»
Nel settembre 2024 era Maria Rosaria Boccia a trovarsi al centro della centrifuga mediatica. Ranucci era invece dall’altra parte: il giornalista che faceva domande, cercava risposte e ricostruiva i fatti.
Due anni dopo, sostiene Boccia, i ruoli sembrano essersi quasi capovolti. È lei a osservare Ranucci alle prese con titoli, indiscrezioni, polemiche e vicende giudiziarie.
Nel libro lo chiama provocatoriamente «Superman», ma il ritratto che ne traccia è quello di un uomo molto più terreno: capace di stancarsi, arrabbiarsi, commettere errori e mostrare le proprie fragilità. È, nelle parole dell’autrice, «il Sigfrido senza mantello».
Le telefonate, le chat e i due scontri con Ranucci
Il racconto parte dal primo contatto per un’intervista e prosegue attraverso telefonate, confronti e discussioni che Boccia precisa essere avvenuti sempre in presenza di un avvocato.
È in questo percorso che emergono anche due contrasti con Ranucci.
Il primo riguarda l’attentato e l’indicazione di Gimmi Cangiano come possibile mandante, ipotesi che Boccia racconta di aver considerato impossibile. Il secondo investe invece la vicenda dell’audio privato tra l’ex ministro Gennaro Sangiuliano e la moglie.
Su questo fronte le posizioni giudiziarie non coincidono: la vicenda relativa a Report è stata archiviata, mentre resta ancora da valutare quella che riguarda Boccia e il giornalista Carlo Tarallo.
Nel libro anche le donne della vita di Ranucci
Poi il libro cambia registro e si sposta su un terreno decisamente più personale. Un intero capitolo è dedicato alle donne della vita di Sigfrido Ranucci.
Tra i nomi citati compare quello di Laura Cianfoni. Boccia racconta di aver avuto con lei un confronto nel maggio 2025 proprio sulla frequenza dei contatti con Ranucci.
È uno dei passaggi che porta Guai a chi lo tocca fuori dal semplice racconto delle vicende giudiziarie e mediatiche, mostrando il giornalista attraverso lo sguardo di una donna che per quasi due anni ha avuto con lui un rapporto fatto di interviste, conversazioni, confidenze e anche divergenze.
«Guai a chi lo tocca», il racconto si ferma al 28 agosto
Il volume è pubblicato in tre formati e disponibile su Amazon. La ricostruzione di Maria Rosaria Boccia si interrompe però al 28 agosto 2026.
Una data importante, perché gli sviluppi più recenti dell’inchiesta sull’attentato restano fuori dal libro per ragioni legate ai tempi di stampa.
Rimane così il ritratto di un rapporto nato quando Boccia era sotto i riflettori e Ranucci la interrogava e proseguito fino a quando, almeno nella narrazione dell’autrice, è stato proprio «Superman» a ritrovarsi nella tempesta.







