Paolo Rotelli lascia il Gruppo San Donato e cambia vita. L’erede del più grande gruppo della sanità italiana accreditata, salito alla presidenza nel 2013 dopo la morte del padre Giuseppe, ha confermato le dimissioni da tutte le cariche operative del colosso ospedaliero. Una svolta clamorosa, perché Rotelli non lascia per ritirarsi in silenzio, ma per dedicarsi alla musica rap in Francia con il nome di Tractopelle Musik.
Paolo Rotelli lascia il Gruppo San Donato
Il passaggio è stato confermato dallo stesso Rotelli in un’intervista al Corriere della Sera. «Confermo, lascio perché il gruppo e l’università sono per me due missioni compiute», ha spiegato. Quando entrò alla guida del Gruppo San Donato aveva 24 anni. Il fatturato era di 1,3 miliardi, oggi è arrivato a 2,7 miliardi.
Rotelli rivendica il lavoro fatto: la costruzione del brand, la gestione della pandemia, la crescita del gruppo e dell’Università Vita-Salute San Raffaele. «Stiamo anche superando gli obiettivi del piano industriale 2030», ha detto al Corriere, spiegando che ormai restava da seguire soprattutto il quotidiano, mentre lui sentiva il bisogno di esprimersi altrove.
La nuova vita da Tractopelle Musik
Da due anni Rotelli vive anche una seconda identità pubblica. In Francia si fa chiamare Tractopelle Musik, ha un’etichetta discografica e gira video in cui compaiono catene d’oro, orologi tempestati di brillanti, valigette piene di contanti e un’estetica volutamente estrema.
Al Corriere della Sera ha spiegato che quella non è la sua vita privata, ma un personaggio: «Quello è il personaggio, non la persona». L’estetica, dice, non sarebbe quella criminale americana ma quella francese, basata sull’ostentazione portata all’eccesso e letta in chiave ironica: «Raccontiamo una società ultra capitalista che sta perdendo i valori».
“La strategia è scioccare”
Rotelli non nega il rischio che passi solo il lusso e non il messaggio. Ma rivendica una strategia precisa: «Quell’effetto wow serve ad attirare l’attenzione. L’algoritmo dà ai giovani quello che gli piace e questa roba piace. La strategia è scioccare per poter poi, a tempo debito, spiegare la nostra missione».
Il nome Tractopelle significa ruspa. E anche qui Rotelli sceglie una metafora programmatica: distruggere il vecchio e costruire il nuovo. La folgorazione, racconta, arriva nel 2022 a Los Angeles, in uno studio della Paramount liberatosi all’ultimo momento. Tre giorni, nove canzoni, poi il progetto con Antoine De Clos prende forma.
“I miei soldi vengono dal lavoro di tre generazioni”
Nel racconto di Rotelli c’è anche una presa di distanza dai falsi miti del successo facile. Parlando del brano Vraie richesse, la vera ricchezza, spiega al Corriere: «Oggi, i giovani credono di poter diventare milionari grazie a uno che è andato a Dubai, ha affittato una Lamborghini, ha girato un video e ti fa credere che ti insegnerà a fare soldi. I miei soldi, invece, vengono dal lavoro di tre generazioni».
È questo il punto che Rotelli prova a rivendicare: usare il linguaggio del rap e dell’ostentazione per raccontare la differenza tra ricchezza vera e ricchezza finta. Una scommessa rischiosa, perché il confine tra critica e celebrazione del lusso è sottile. Ma lui la presenta come un progetto culturale, non come una fuga eccentrica.
Lamorgese al San Raffaele e il nuovo corso
Sul piano del gruppo, Rotelli indica una governance già strutturata. Come vicepresidente restano il fratello Marco e Kamel Ghribi, mentre per l’Università Vita-Salute San Raffaele è stata scelta una figura istituzionale forte: l’ex ministra dell’Interno Luciana Lamorgese.
La nuova avventura, assicura Rotelli, non ha legami con il gruppo o con la holding familiare: «Assolutamente: è tutta mia». E nella lettera al Cda chiede di accogliere la sua passione «con indulgenza anche sotto il profilo iconografico», consapevole dello shock che possono provocare passamontagna, collane, ragazze nei video e poster del Padrino.
Paolo Rotelli lascia il Gruppo San Donato per fare il rapper in Francia
Alla domanda su cosa avrebbe detto suo padre Giuseppe, Rotelli risponde con una frase che sembra chiudere il cerchio: «Quello che mi ha sempre detto: fai quello che vuoi, ma fallo al massimo delle tue capacità».
Ora il ragazzo in giacca e panciotto che guidava il più grande gruppo sanitario accreditato italiano diventa Tractopelle Musik. Una metamorfosi che sembra uscita da una sceneggiatura, ma che Rotelli vive come un passaggio naturale. «Fiducia. Anzi, felicità», dice parlando delle dimissioni. E aggiunge: «So che tanti diranno che non andrò da nessuna parte e non vedo l’ora di poterli contraddire fra qualche anno».







