E’ morto il cardinale Camillo Ruini: gli ultimi istanti di vita e le ultime parole a Pierina

Cardinale Camillo Ruini

Si è spento a 95 anni il Cardinale Camillo Ruini, una delle figure più influenti e discusse della Chiesa italiana. Ma dietro l’immagine del “fine politico” che ha guidato la CEI per sedici anni, si nascondeva un uomo che ha affrontato gli ultimi istanti della sua vita con una serenità disarmante e una fede incrollabile.

Per anni è stato descritto come il “Cardinale politico”, l’uomo capace di spostare gli equilibri del Paese dalla sede della CEI. Eppure, chi lo ha conosciuto negli ultimi anni parla di una fede molto più profonda e radicale di quella etichetta che gli era stata cucita addosso. Ruini ha vissuto il suo ritiro al Gianicolo, nel Seminario minore, spogliandosi del potere e preparandosi a quello che chiamava “l’agognato incontro con Dio”.

Pierina, l’angelo custode degli ultimi istanti

In questi ultimi anni, la presenza costante nella vita di Ruini è stata Pierina, una signora di Montebelluna diventata a tutti gli effetti una persona di famiglia. Un legame di affetto reciproco: il Cardinale l’aveva accudita quando lei aveva problemi di salute, e lei ha ricambiato restandogli accanto fino all’ultimo respiro. Era lei il tramite con il mondo esterno: a chi chiedeva notizie, rispondeva con una pace evangelica: «Ringraziamo il buon Dio che si prende cura dei suoi fedeli». Era il segnale che il sipario stava per calare.

La lucida attesa della fine

Camillo Ruini non temeva la morte; l’aveva studiata, scritta e infine accettata con un distacco che sfiorava l’allegria. Dalla scorsa Pasqua sapeva che il tempo era scaduto. Nonostante la debolezza, ha continuato a leggere i giornali e a celebrare i vespri fino a due settimane fa. Negli ultimi giorni, nei momenti di smarrimento, rispondeva a chi gli offriva del cibo con una frase spiazzante: «Ma perché dovrei mangiare? Io sono morto…». Una consapevolezza quasi mistica del passaggio imminente.

Cardinale Camillo Ruini
Cardinale Camillo Ruini

Le parole su Papa Prevost

Uno degli ultimi momenti di vera gioia per il Cardinale è stata l’elezione di Papa Prevost. Nonostante la sedia a rotelle, Ruini volle essere presente per salutare il nuovo Pontefice. Tornò a casa entusiasta, convinto che la scelta dello Spirito Santo fosse quella giusta per il futuro della cristianità. «Quest’uomo guarirà le ferite della Chiesa», confidò ai suoi intimi, intravedendo nel nuovo Papa il pastore capace di ricostruire l’unità del popolo di Dio.

Dalla CEI al Vicariato

La storia di Ruini è intrecciata a doppio filo con quella di Roma e dell’Italia. È stato Cardinale Vicario per la diocesi di Roma dal 1991 al 2008 e Presidente della Conferenza Episcopale Italiana (CEI) per tre mandati consecutivi. Nato a Sassuolo, ha rappresentato il volto di una Chiesa presente nel dibattito pubblico, capace di dialogare con la politica senza mai rinunciare alla propria identità.

Il declino fisico e l’ultimo ricovero nel 2025

La salute del Cardinale era peggiorata drasticamente negli ultimi mesi. Già nel luglio 2024 era stato ricoverato d’urgenza al Gemelli per un infarto. Sebbene si fosse ripreso con vigore, nel 2025 le complicazioni renali hanno aggravato un quadro clinico già fragile. Si chiude oggi un capitolo fondamentale della storia ecclesiastica italiana, lasciando il ricordo di un uomo che, fino all’ultimo, ha guardato all’eternità con il sorriso di chi sa di tornare a casa.