Ponte sullo Stretto, sì del Consiglio superiore alla progettazione esecutiva ma con prescrizioni: ora nuovi passaggi prima dei lavori

Ponte sullo stretto (progetto)

Il Ponte sullo Stretto compie un nuovo passo avanti, ma il via libera arrivato dal Consiglio superiore dei lavori pubblici non equivale ancora all’apertura dei cantieri. Il Consiglio ha espresso all’unanimità parere favorevole alla fase della progettazione esecutiva, accompagnandolo però con una serie di prescrizioni che la società Stretto di Messina dovrà esaminare e recepire prima di proseguire nell’iter.

È questo il punto che separa il dato tecnico dall’annuncio politico. Il progetto continua il suo percorso, ma non ha ancora superato tutti i passaggi necessari per entrare stabilmente nella fase realizzativa. La stessa società concessionaria riconosce la necessità di rispondere alle osservazioni formulate dal Consiglio e punta a predisporre la documentazione entro la fine di agosto.

Ponte sullo Stretto, cosa significa il sì con prescrizioni

Il Consiglio superiore dei lavori pubblici rappresenta uno dei passaggi tecnici centrali nella valutazione delle grandi infrastrutture. Il suo parere favorevole consente alla società di procedere verso la progettazione esecutiva, ma le prescrizioni impongono ulteriori approfondimenti.

L’amministratore delegato della Stretto di Messina, Pietro Ciucci, ha accolto positivamente il pronunciamento e ha annunciato che tecnici e progettisti lavoreranno immediatamente sulle osservazioni. La società conta di predisporre entro fine agosto le risposte necessarie e di trasmetterle al ministero delle Infrastrutture.

Il contenuto dettagliato delle prescrizioni non è ancora diventato integralmente pubblico. Secondo le anticipazioni circolate nelle ultime ore, la documentazione tecnica raggiungerebbe diverse centinaia di pagine e tornerebbe su alcuni dei nodi più delicati già emersi nelle precedenti valutazioni dell’opera.

Tra questi figurano il franco navigabile, cioè l’altezza utile per il passaggio delle navi, gli approfondimenti geologici e sismici sull’area dello Stretto e lo smorzamento strutturale del ponte, parametro essenziale per valutare la risposta dell’impalcato alle vibrazioni prodotte dal vento, dal traffico e dai movimenti del terreno.

Dopo il parere servono ancora Cipess e Corte dei Conti

Il percorso quindi non termina con il voto del Consiglio superiore. Una volta completate le risposte alle prescrizioni, il ministero potrà riavviare l’iter che dovrebbe riportare la documentazione al Cipess.

Dopo il nuovo passaggio al Comitato interministeriale, entrerà ancora in gioco la Corte dei Conti. Proprio il controllo contabile aveva già rappresentato uno degli snodi più delicati del progetto nella precedente fase amministrativa.

La Stretto di Messina mantiene comunque un calendario molto ambizioso. Ciucci indica nell’ultimo trimestre del 2026 l’obiettivo per l’ingresso nella fase realizzativa. Già nella precedente pianificazione la società aveva previsto che l’avvio concreto comprendesse inizialmente attività preparatorie come bonifiche, indagini archeologiche, verifiche geognostiche e geotecniche, predisposizione dei campi base e risoluzione delle interferenze.

Parlare oggi di lavori sul ponte vero e proprio richiede dunque cautela: prima devono chiudersi i passaggi amministrativi e tecnici ancora aperti.

Centrodestra esulta, opposizioni chiedono le carte

Il nuovo pronunciamento ha immediatamente riacceso lo scontro politico. Il presidente della Sicilia Renato Schifani considera il parere un passaggio decisivo e ricorda l’impegno finanziario della Regione sull’opera. Anche il governatore calabrese Roberto Occhiuto insiste sulle possibili ricadute economiche per Calabria e Sicilia.

La maggioranza presenta il Ponte come una delle principali infrastrutture strategiche del governo e Matteo Salvini continua a legare direttamente al progetto una parte centrale della propria azione al ministero delle Infrastrutture.

Le opposizioni leggono invece con prudenza il pronunciamento. Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, chiede la pubblicazione immediata dell’intera documentazione e concentra l’attenzione proprio sulle prescrizioni. Per Avs non basta conoscere l’esistenza di un parere positivo: occorre capire quali problemi tecnici il Consiglio abbia evidenziato e quali integrazioni richieda.

Anche le associazioni ambientaliste contestano la narrazione di un progetto ormai definitivamente sbloccato e annunciano nuove manifestazioni. Il fronte contrario all’opera torna soprattutto sui rischi ambientali e sismici e sulla correttezza delle procedure seguite.

Restano i nodi tecnici e le possibili contestazioni

Accanto alle questioni strettamente progettuali resta aperto anche il rapporto con i territori interessati. Il Comune di Villa San Giovanni valuta eventuali iniziative legali legate al proprio coinvolgimento nel procedimento e sostiene che gli enti locali debbano poter partecipare pienamente ai passaggi previsti.

Il quadro resta quindi più articolato rispetto alla semplice contrapposizione tra “ponte approvato” e “ponte bloccato”. Il parere favorevole del Consiglio superiore segna un avanzamento concreto, ma non chiude le verifiche e non cancella le prescrizioni.

Proprio la natura di queste osservazioni diventerà ora il documento decisivo. Finché non emergeranno integralmente, sarà difficile misurare quanto incidano sul progetto, sui tempi e sulle successive autorizzazioni.

Il Ponte sullo Stretto supera dunque un altro ostacolo, ma la partita amministrativa resta aperta. La società punta ad accelerare, il governo rivendica il risultato e le opposizioni chiedono di conoscere ogni dettaglio del parere. Solo i prossimi passaggi diranno se il calendario annunciato per l’autunno potrà davvero reggere.