Propaganda, fake news e razzismo: la Lega finisce nei guai a Riccione. Il Comune chiede un milione di danni

Il post fake della Lega

Spacciare bugie sui social per racimolare qualche voto è una prassi consolidata in casa Lega, ma questa volta lo sciacallaggio politico rischia di trasformarsi in un salasso finanziario. A Riccione la pazienza è finita: l’amministrazione guidata dalla sindaca Daniela Angelini ha deciso di battere cassa contro la macchina della propaganda leghista, trascinando il Carroccio davanti ai giudici con una richiesta di risarcimento da un milione di euro per danno d’immagine, a cui si aggiunge una denuncia-querela per diffamazione aggravata.

La fabbrica delle fake news e la scusa ridicola del «meme»

A far scoppiare il caso è stato l’ennesimo video-spazzatura circolato sul canale TikTok “Legaofficial”. Una clip costruita a tavolino che, attraverso immagini palesemente false e decontestualizzate dell’assalto a Ceuta, mostrava le storiche spiagge romagnole invase esclusivamente da migranti di colore. Lo scopo? Alimentare la solita psicosi razzista e dipingere scenari da apocalisse per poi vendere la ricetta magica: il ritorno di Matteo Salvini al Ministero dell’Interno.

Davanti a oltre 300mila visualizzazioni e alla legittima indignazione della città, la reazione dei vertici leghisti è stata un misto di arroganza e ridicolo. Nessun passo indietro, nessuna scusa. Anzi, il deputato leghista Jacopo Morrone ha pensato bene di arrampicarsi sugli specchi derubricando un attacco d’odio al territorio a semplice «meme» o «allegoria», provando persino a prender le distanze dalla gestione del canale TikTok.

Lo schiaffo della città: i soldi della Lega alle famiglie in difficoltà

Una linea difensiva che la giunta di Riccione ha rispedito al mittente senza esitazioni. «Ci aspettavamo una presa di distanza chiara, e invece si è preferito rilanciare», ha attaccato la sindaca Angelini, confermando che da Via Bellerio e dalla segreteria del ministro Salvini non è arrivato nemmeno un cenno di ravvedimento.

Mentre il caso approda in Parlamento con un’interrogazione presentata dal deputato dem Andrea Gnassi, Riccione prepara lo schiaffo più doloroso per la propaganda di destra. Se i giudici dovessero accogliere le richieste del Comune, l’intero milione di euro strappato alle casse leghiste non finirà nei bilanci dell’ente, ma verrà interamente devoluto al fondo per il sostegno agli affitti. Un cortocircuito perfetto: i soldi della propaganda d’odio usati per aiutare concretamente i cittadini in difficoltà.