Mancano appena quattro giorni al 28 settembre 2026, data indicata per la chiusura delle indagini della nuova inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi, e uno dei documenti più attesi deve ancora essere depositato: la consulenza psichiatrica su Andrea Sempio, affidata dalla Procura di Pavia al professor Roberto Catanesi.
Il punto più interessante, tuttavia, non riguarda soltanto quando arriverà la relazione. Riguarda soprattutto che cosa ha analizzato Catanesi e che cosa gli hanno chiesto di stabilire. Lo psichiatra forense si è trovato davanti a una situazione particolare: Sempio, su indicazione dei propri legali, non ha accettato l’incontro diretto richiesto dal consulente. Catanesi ha quindi dovuto lavorare senza un colloquio clinico con l’indagato, utilizzando una grande quantità di materiale documentale raccolto nel corso dell’inchiesta. Ed è proprio dentro quel materiale che si trova uno dei capitoli più delicati del nuovo caso Garlasco.
Che cosa deve stabilire Catanesi su Andrea Sempio
I quesiti sottoposti al consulente riguardano aspetti precisi. Catanesi deve valutare innanzitutto le condizioni psichiche di Sempio all’epoca dell’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007, e quindi la sua capacità di intendere e di volere in quel periodo. Un secondo aspetto riguarda la situazione attuale e la capacità dell’indagato di partecipare consapevolmente a un eventuale procedimento giudiziario. Infine c’è il tema più delicato: l’eventuale pericolosità sociale, intesa in senso psichiatrico-forense.
Questo non significa naturalmente stabilire se Sempio abbia ucciso Chiara Poggi. Una consulenza psichiatrica non può dimostrare la responsabilità per un omicidio, né fantasie, sogni o scritti possono essere considerati una prova di colpevolezza. Il compito di Catanesi è differente: ricostruire, per quanto possibile sulla base del materiale disponibile, il funzionamento psichico dell’indagato e rispondere ai quesiti formulati dalla Procura.
Sesso, violenza e rapporto con le donne negli scritti
Una parte consistente del materiale riguarda sessualità, donne, aggressività e fantasie violente. Durante l’interrogatorio di maggio, il procuratore aggiunto Claudio Civardi aveva già affrontato con Sempio alcuni contenuti che gli investigatori consideravano significativi per ricostruirne la personalità e il rapporto con la sessualità.
Tra il materiale disponibile ci sarebbero diari, annotazioni personali, testi, conversazioni, intercettazioni e contenuti pubblicati online. Particolare attenzione è stata riservata agli interventi pubblicati da Sempio su un forum dedicato alla seduzione: sarebbero oltre tremila, distribuiti in un arco temporale che va dal novembre 2009 al dicembre 2016.
Non si tratterebbe quindi di qualche frase isolata, ma di una produzione prolungata nel tempo. È questo uno degli aspetti che può interessare uno psichiatra forense: non stabilire se un singolo pensiero sia “normale” o “anormale”, ma cercare eventuali ricorrenze, modalità espressive, fantasie persistenti e caratteristiche della personalità che emergano da un insieme molto ampio di documenti.
Uno dei punti più delicati
Tra gli elementi destinati a essere analizzati ci sono anche i sogni raccontati negli scritti di Sempio, alcuni dei quali avrebbero contenuti legati all’aggressività e alla violenza sessuale. È probabilmente uno degli aspetti più facili da trasformare in suggestione e, proprio per questo, va maneggiato con cautela.
Sognare un comportamento violento non significa volerlo commettere e tantomeno averlo commesso. Allo stesso modo, una fantasia non equivale a un’intenzione. Dal punto di vista della consulenza, però, il materiale può essere analizzato insieme a tutto il resto per verificare quanto determinati temi risultino persistenti nel mondo interiore descritto dall’autore degli scritti.
È precisamente qui che l’assenza di un colloquio diretto con Sempio assume particolare importanza. Catanesi può studiare ciò che l’indagato ha scritto e detto nel corso degli anni, ma non ha avuto la possibilità di interrogarlo direttamente sul significato che attribuiva a quelle parole, sui contesti nei quali erano nate e sulla distanza tra fantasia e comportamento reale.
Perché i diari possono diventare importanti
Gli scritti privati presentano una caratteristica diversa rispetto alle dichiarazioni rese durante un interrogatorio o un’intervista. Sono nati, almeno in molti casi, prima che chi li scriveva sapesse che sarebbero stati esaminati nell’ambito di un’indagine per omicidio. Per questo possono offrire al consulente materiale differente da quello prodotto quando una persona sa di essere osservata, interrogata o giudicata.
Anche in questo caso, però, occorre evitare una scorciatoia: essere più spontanei quando si scrive per sé non significa che tutto ciò che viene annotato rappresenti un comportamento realmente tenuto o un desiderio destinato a essere trasformato in azione. Catanesi dovrà quindi interpretare quel materiale secondo criteri psichiatrico-forensi e, soprattutto, spiegare quali conclusioni sia possibile trarne e quali no.
Il problema di una consulenza senza colloquio diretto
È questo probabilmente il limite metodologico più evidente dell’intero accertamento. Catanesi aveva chiesto di incontrare personalmente Sempio. L’indagato, esercitando una propria facoltà difensiva, non ha accettato. Il consulente ha quindi dovuto costruire la propria valutazione attraverso fonti indirette: scritti personali, materiale investigativo, dichiarazioni, interviste, intercettazioni e contenuti pubblicati online.
Una mole considerevole di documenti, ma diversa da un esame clinico. Proprio per questo sarà fondamentale leggere le cautele e i limiti che lo stesso Catanesi inserirà nella relazione. Il vero peso della consulenza non dipenderà dalle singole frasi più impressionanti estratte dai documenti, ma dal modo in cui lo specialista le avrà contestualizzate e dalle conclusioni che riterrà scientificamente sostenibili.
La pericolosità sociale
Tra i quesiti affidati allo psichiatra compare anche quello dell’eventuale pericolosità sociale di Sempio. È un concetto tecnico che non equivale a chiedere se una persona sia genericamente “pericolosa”. In ambito psichiatrico-forense riguarda la valutazione della possibilità di commettere nuovi fatti previsti dalla legge come reato, nel quadro e nei limiti previsti dall’ordinamento.
Anche per questo Catanesi dovrà confrontare il materiale più antico con quello recente, cercando di comprendere se emergano continuità, trasformazioni o elementi clinicamente significativi. La relazione potrebbe quindi restituire una fotografia molto più complessa di quella ricavabile dalla semplice lettura delle frasi finite finora al centro dell’attenzione.
Che cosa ha concluso Catanesi?
Ed è qui che bisogna fermarsi. Perché una cosa è conoscere il materiale consegnato allo psichiatra e le domande alle quali deve rispondere. Un’altra è conoscere le sue conclusioni. Finché la consulenza non sarà depositata e il suo contenuto non diventerà conoscibile, attribuire a Catanesi una diagnosi o una valutazione precisa su Andrea Sempio significherebbe anticipare qualcosa che ancora non sappiamo. Ma il materiale sul quale ha lavorato spiega perché quella relazione sia diventata uno degli atti più attesi dell’inchiesta.
Migliaia di scritti, diari, fantasie, sogni, dichiarazioni e contenuti prodotti nell’arco di anni sono stati messi uno accanto all’altro e affidati a uno psichiatra forense con una domanda di fondo: che cosa raccontano davvero della personalità e delle condizioni psichiche di Andrea Sempio? A quattro giorni dalla prevista chiusura delle indagini, la risposta è attesa a ore.







