RAI, vendita Teatro delle Vittorie: il MIC valuta la mossa per salvare la storia della televisione italiana

Fiorello e Biggio protestano davanti al Teatro delle Vittorie – @web

L’annuncio della messa in vendita del celebre “Teatro delle Vittorie” di Roma ha sollevato un polverone di polemiche, trasformandosi in una battaglia culturale che dai social è arrivata dritta ai vertici della Rai e del Ministero della Cultura. Lo storico tempio dello spettacolo, che ha visto nascere successi televisivi leggendari come “Rischiatutto” di Mike Bongiorno, “Milleluci” con Mina e Raffaella Carrà, fino alle edizioni storiche di “Fantastico” e al recente “Affari Tuoi”, rischia ora di passare in mani private.

La struttura, un colosso di 5553 metri quadri lordi realizzato nel 1950 e ristrutturato nel 1980, rappresenta un pezzo di memoria collettiva talmente radicato che proprio tra quelle mura, nell’agosto scorso, è stata allestita la camera ardente per l’ultimo saluto a Pippo Baudo.

La protesta di Fiorello e Biggio

A guidare la carica del dissenso è stato Rosario Fiorello che, insieme a Fabrizio Biggio nel corso del programma “La Pennicanza”, ha lanciato un monito accorato per salvare lo storico teatro. Lo showman non si è limitato alle parole, organizzando lo scorso 27 aprile un vero e proprio blitz davanti ai cancelli del Teatro Delle Vittorie.

Con cartelli alla mano che recitavano “Questo teatro non è in vendita”, Fiorello ha definito l’operazione un vero e proprio crimine contro la storia dello spettacolo italiano, invitando anche i colleghi a rompere il silenzio. Tuttavia, l’amministratore delegato della Rai, Giampaolo Rossi, ha confermato la linea dura: il piano immobiliare dell’azienda non si ferma. L’obiettivo è cedere circa il 23% del patrimonio aziendale, pari a 15 immobili di pregio, per rifornire le casse del servizio pubblico con una cifra vicina ai 250 milioni di euro.

La mossa del Ministero della Cultura

Nonostante la determinazione della Rai a procedere con la gara, fissata per il 22 maggio 2026 con il supporto degli advisor Kpmg, Kroll e BonelliErede, è entrato in scena un nuovo protagonista: il Ministero della Cultura. Il Mic ha infatti espresso un interesse concreto non solo per il Teatro delle Vittorie, ma anche per Palazzo Labia a Venezia, con l’obiettivo di preservarne il valore storico e artistico.

La partita si gioca ora su un sottile binario legale: lo Stato avrà infatti 60 giorni di tempo per esercitare il diritto di prelazione e acquisire gli immobili allo stesso prezzo pattuito con l’eventuale aggiudicatario privato. Questo significa che il Ministero potrà intervenire solo dopo la firma del contratto di compravendita, garantendo la parità di trattamento tra i soggetti interessati.

Il futuro incerto del Teatro delle Vittorie

Mentre la Rai cerca di alleggerire un portafoglio immobiliare considerato troppo costoso e non più centrale per le moderne esigenze produttive, il Ministro della Cultura Alessandro Giuli si prepara a un sopralluogo decisivo a Palazzo Labia, proprio alla vigilia del cruciale Consiglio di Amministrazione Rai di oggi 21 maggio.

La tensione resta alta, poiché il destino di questi simboli nazionali è sospeso tra la necessità di risanamento finanziario e la tutela dell’identità culturale. Se il piano di vendita dovesse procedere senza intoppi, l’eventuale colpo di scena della prelazione statale non arriverebbe prima dei mesi di novembre o dicembre, lasciando ancora per lungo tempo col fiato sospeso i lavoratori della tv e il grande pubblico affezionato allo storio Teatro Delle Vittorie.