Prima delle inchieste televisive, della conduzione di Report e delle polemiche che nelle ultime settimane hanno investito il giornalista, Sigfrido Ranucci ha avuto anche un passato da imprenditore. Una storia poco conosciuta che comincia nel 2004 e passa dal commercio di prodotti ittici, mentre altre attività societarie riconducibili al fratello Massimiliano arrivano fino al settore del fotovoltaico.
Secondo la ricostruzione rilanciata da Dagospia, l’11 maggio 2004 Ranucci fondò davanti al notaio romano Marina Manzella la Delimed srl insieme alla moglie Marina Maggiorelli, al fratello Massimiliano Ranucci e al collega Rai Arcangelo Ferri, con il quale aveva mosso i primi passi nella squadra di Roberto Morrione.
Sigfrido Ranucci controllava il 30% della società, stessa quota del fratello e di Ferri. Alla moglie apparteneva invece il restante 10%.
Ranucci presidente della società che commerciava prodotti ittici
La Delimed puntava principalmente sull’import-export e sulla commercializzazione di prodotti ittici freschi, congelati e surgelati, oltre ad altri alimenti e bevande. Negli anni l’Agenzia delle Entrate registrò come attività il commercio al dettaglio di prodotti surgelati.
Ranucci assunse la presidenza della società e mantenne l’incarico durante la sua attività, presiedendo le assemblee e comunicando le decisioni sui risultati di esercizio.
L’impresa aveva sede nel quartiere Ostiense di Roma, in via della Collina Volpi 5, ma non riuscì mai a sviluppare un volume d’affari particolarmente elevato. Secondo i dati riportati nella ricostruzione giornalistica, negli anni il fatturato oscillò tra 30 e 50 mila euro.
Nel gennaio 2013 i quattro soci decisero quindi di chiudere l’esperienza imprenditoriale e avviarono la liquidazione volontaria. La Delimed uscì definitivamente di scena nel 2017, anno nel quale Ranucci iniziò a condurre Report.
Il liquidatore che compare in tre società
La storia acquista un ulteriore elemento di interesse con la scelta del liquidatore. I soci affidarono l’incarico ad Amyas Fedor Robert Mawubedjro Creppy, nato in Togo nel 1965 e domiciliato, secondo quanto riportato, tra Treviso e Breda di Piave.
Lo stesso nome compare infatti nella liquidazione di altre due aziende, FPecoenergy srl e FPquadro srl, entrambe partecipate dal fratello del giornalista, Massimiliano Ranucci.
Nella FPquadro, società attiva nel software, il fratello del conduttore possedeva una quota del 10%. Nella FPecoenergy ricopriva invece un ruolo societario decisamente più importante, con il 56,66% delle quote.
Dal pesce al fotovoltaico, le attività della famiglia Ranucci
Proprio FPecoenergy porta la vicenda in un settore completamente differente. La società si occupava infatti di commercio all’ingrosso e distribuzione di prodotti fotovoltaici per la segnalazione luminosa e concluse la propria attività nel 2017.
La ricostruzione rilanciata in queste ore propone un parallelismo con Valter Lavitola, tornato recentemente al centro delle cronache proprio per i suoi rapporti con Ranucci e interessato, a sua volta, al settore delle energie alternative. Il paragone resta però una suggestione giornalistica: dagli elementi riportati non emerge alcun rapporto societario tra Ranucci e Lavitola in queste imprese.
Resta invece documentato un capitolo meno conosciuto della carriera del conduttore di Report: per quasi nove anni Ranucci affiancò al lavoro giornalistico la partecipazione diretta a una società commerciale della quale possedeva il 30% e ricopriva la carica di presidente.
Una parentesi imprenditoriale conclusa da tempo che oggi riemerge mentre intorno al giornalista cresce l’attenzione mediatica e ogni capitolo della sua vita professionale torna sotto la lente.







