Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti accelera sulla revisione del Codice della Strada. In queste settimane tecnici, operatori e associazioni stanno valutando quindici ipotesi di modifica che puntano a un testo più aderente alla realtà della circolazione e alle esigenze degli automobilisti, con la sicurezza come criterio guida. La discussione ruota attorno a misure che toccano diversi ambiti: dalla patente a 17 anni all’obbligo di casco e contrassegno per le due ruote a propulsione, fino alla stretta contro chi circola senza assicurazione.
Maggiori tutele per motociclisti e disabili
Il Mit vuole introdurre maggiori tutele per motociclisti, persone con disabilità e nuove forme di mobilità. La proposta più rilevante riguarda l’obbligo per i Comuni di aderire alla piattaforma Cude, che permette di associare la targa al contrassegno per la disabilità e garantire l’accesso alle ZTL e agli stalli riservati anche fuori dal proprio territorio. Senza adesione, i Comuni non potrebbero utilizzare i sistemi di accertamento a distanza per le violazioni legate alla sosta riservata e alle zone a traffico limitato. Per i motociclisti si studiano nuove protezioni in autostrada e la possibilità, in caso di incidenti o forti rallentamenti, di utilizzare la corsia di emergenza senza intralciare i mezzi di soccorso. All’esame anche la circolazione per file parallele sulle autostrade a tre corsie, che aprirebbe alla possibilità di sorpassare a destra. Per i cicli a propulsione, sempre più diffusi nelle consegne a domicilio, si valuta l’introduzione dell’obbligo di casco e contrassegno.
Linea dura per i veicoli senza assicurazione
La linea dura riguarda invece i veicoli senza assicurazione. Il Mit punta a rafforzare i controlli attraverso le banche dati della Motorizzazione e a introdurre il divieto di marcia digitale. Se il veicolo risulta non in regola, al primo controllo su strada potrebbe scattare direttamente il sequestro. Parallelamente si lavora a misure contro il degrado urbano e i mezzi abbandonati.
Sul fronte delle sanzioni si prepara un cambio di passo. L’obiettivo è superare le multe percepite come vessatorie, rendendo le sanzioni più proporzionate alla gravità delle violazioni. Chi crea più rischio pagherà di più, con pene più severe per i veicoli non assicurati. Si valuta la riduzione degli incrementi sanzionatori in caso di pagamento difforme e il recupero delle sanzioni non pagate dagli stranieri nei cinque anni successivi, con possibilità di riscossione coattiva nei confronti di chi torna a circolare in Italia con lo stesso veicolo. Verrebbe eliminato l’aumento automatico delle multe legato all’inflazione.
Il termine per le notifiche da 90 a 30 giorni
Il pacchetto di riforme include anche un rafforzamento delle garanzie per i cittadini. Il termine per la notifica dei verbali da remoto scenderebbe da 90 a 30 giorni, mentre la disciplina dell’autotutela verrebbe semplificata per facilitare l’annullamento dei verbali errati e ridurre le attese. Si punta inoltre a un ricorso al prefetto più rapido ed efficace.
Infine, una quota maggiore dei proventi delle multe tornerebbe direttamente alla sicurezza stradale. La proposta prevede che il 70% delle risorse vada all’ente proprietario della strada, da reinvestire in interventi mirati, mentre il restante 30% spetterebbe all’ente accertatore per le attività di controllo e notifica.







