Due italiani cammineranno sulla Luna: l’annuncio della NASA che cambia la storia dello spazio italiano

Superluna

Non era mai accaduto. Due astronauti italiani cammineranno sulla Luna, entrando nella ristrettissima schiera di esseri umani che hanno messo piede su un altro corpo celeste. Quella che fino a pochi mesi fa appariva come una possibilità legata alla crescente collaborazione spaziale tra Roma e Washington ha ricevuto una conferma pubblica dall’amministratore della NASA Jared Isaacman.

L’annuncio è arrivato durante la Air, Space & Cyber Conference di National Harbor, nel Maryland, e rappresenta un passaggio storico per l’Italia. Non esistono ancora né i nomi dei due astronauti né le missioni nelle quali avverranno gli allunaggi, ma l’impegno annunciato dalla NASA porta il nostro Paese direttamente dentro la nuova corsa alla Luna. Il programma è Artemis, l’ambizioso progetto con il quale gli Stati Uniti e i loro partner internazionali intendono tornare sul satellite terrestre e, questa volta, costruirvi una presenza destinata a durare.

Due italiani sulla Luna, ma i nomi sono ancora segreti

La domanda inevitabile è una sola: chi saranno? Al momento non esiste una risposta ufficiale. I due nomi che vengono immediatamente in mente sono quelli degli astronauti italiani più conosciuti dell’ESA, Luca Parmitano e Samantha Cristoforetti, ma attribuire già a loro i due posti sarebbe prematuro.

Esiste però una differenza importante. Parmitano è già direttamente coinvolto nella nuova fase del programma lunare americano. L’astronauta siciliano, colonnello dell’Aeronautica Militare e veterano di due missioni sulla Stazione Spaziale Internazionale, è stato inserito nella missione Artemis III, nella quale dovrebbe svolgere il ruolo di pilota della capsula Orion.

La missione avrà anche il compito di verificare alcune delle operazioni necessarie alle successive discese sulla superficie lunare, comprese le procedure di rendez-vous e attracco con i sistemi destinati all’allunaggio. Questo non significa automaticamente che Parmitano sarà uno dei due italiani destinati a camminare sulla Luna. Significa però che un astronauta italiano si trova già nel cuore operativo del programma Artemis.

Da Samantha Cristoforetti ai nuovi astronauti italiani

Anche il nome di Samantha Cristoforetti entra inevitabilmente nelle ipotesi. AstroSamantha possiede una lunga esperienza nello spazio ed è stata anche comandante della Stazione Spaziale Internazionale. Ma la nuova generazione avanza. L’Italia può contare anche su Andrea Patassa e Anthea Comellini, selezionati nel Corpo di riserva degli astronauti dell’Agenzia Spaziale Europea e impegnati nel percorso di preparazione necessario per eventuali future missioni. Molto dipenderà dal calendario.

Se gli italiani destinati alla superficie lunare partiranno soltanto all’inizio del prossimo decennio, anche l’età e il percorso di addestramento delle nuove generazioni potrebbero pesare nelle scelte. Per questo oggi è possibile sapere quanti italiani andranno sulla Luna, ma non ancora quali.

Perché la NASA punta sull’Italia

Dietro l’annuncio non c’è soltanto una concessione simbolica. L’Italia partecipa da decenni ai grandi programmi spaziali internazionali e possiede un’industria aerospaziale con competenze particolarmente importanti nella costruzione di moduli abitativi. Una parte significativa delle strutture della Stazione Spaziale Internazionale porta tecnologia e lavoro italiani. Adesso questa esperienza viene trasferita verso la Luna.

Un ruolo centrale spetta a Thales Alenia Space, impegnata nel progetto del Multi-Purpose Habitat (MPH), concepito come struttura abitativa per gli astronauti sulla superficie lunare. In altre parole, quando gli esseri umani torneranno a vivere e lavorare sulla Luna, una parte della loro casa potrebbe essere italiana.

La collaborazione è stata ulteriormente rafforzata dallo Statement of Intent sottoscritto tra Italia e Stati Uniti per l’esplorazione lunare. Secondo Isaacman, gli investimenti italiani nel settore e il contributo industriale del nostro Paese ne fanno uno dei partner strategici della nuova fase dell’esplorazione.

Artemis cambia il progetto del ritorno sulla Luna

Il programma ha subito nel tempo modifiche e rinvii. Artemis III, inizialmente indicata come la missione destinata a riportare esseri umani sulla superficie lunare, ha assunto un profilo differente, mentre il primo nuovo allunaggio è stato spostato più avanti nella sequenza delle missioni. Tra i sistemi da collaudare ci sono anche i nuovi lander lunari, compresi Starship HLS e Blue Moon, destinati a trasportare gli astronauti dalla zona orbitale fino alla superficie. Artemis, infatti, è profondamente diverso dall’Apollo.

Negli anni Sessanta e Settanta l’obiettivo era arrivare sulla Luna, compiere una missione scientifica e tornare sulla Terra. Questa volta l’ambizione è creare progressivamente un’infrastruttura permanente o comunque utilizzabile per missioni ripetute, con habitat, sistemi logistici e una presenza internazionale.

Finora sulla Luna hanno camminato soltanto 12 uomini

È questo il numero che permette di capire la portata dell’annuncio: soltanto dodici esseri umani hanno camminato sulla Luna. Tutti erano americani e tutti vi arrivarono durante il programma Apollo, tra il 1969 e il 1972. Il primo fu Neil Armstrong, seguito pochi minuti dopo da Buzz Aldrin durante Apollo 11. Gli ultimi furono Eugene Cernan e Harrison Schmitt con Apollo 17.

Da allora nessun essere umano è più tornato sulla superficie lunare. Quando uno dei due astronauti scelti dalla NASA scenderà dal lander e poserà gli scarponi sulla regolite, quindi, non sarà semplicemente il primo italiano a camminare sulla Luna. Entrerà in una delle più piccole ed esclusive liste della storia dell’umanità. E questa volta, accanto alla bandiera americana, ci sarà anche il tricolore.