Nel Salernitano il ritorno in classe rischia di trasformarsi in un’emergenza. Le temperature anomale di fine agosto, unite a un’umidità che rende le aule quasi invivibili, hanno spinto una docente di Agropoli a presentare un’istanza urgente ai vertici istituzionali nazionali e locali. Alla Presidenza del Consiglio è stata trasmessa anche una petizione popolare che chiede di posticipare l’avvio dell’anno scolastico.
Chi guida la mobilitazione
A guidare la mobilitazione è la professoressa Maria Cuono, insegnante dell’I.I.S. Vico‑De Vivo. Nella documentazione inviata alle autorità, la docente denuncia la condizione degli istituti scolastici «strutturalmente privi di impianti di climatizzazione adeguati», una situazione che – sostiene – viola le norme sulla sicurezza e salute nei luoghi di lavoro previste dal D.Lgs. 81/08. La petizione su Change.org, segnalata direttamente alla Presidenza, sta raccogliendo adesioni in rapida crescita da parte di famiglie e del personale scolastico.
“Differire l’inizio delle lezioni”
«Il persistere di questo caldo mette a repentaglio il benessere psicofisico di tutta la comunità scolastica», afferma Cuono, che chiede un intervento immediato del sindaco di Agropoli e delle istituzioni competenti. L’obiettivo è differire l’inizio delle lezioni finché non saranno ripristinate condizioni climatiche idonee, evitando rischi termoigrometrici che potrebbero compromettere la salute di studenti e docenti.
La richiesta arriva mentre in tutta la provincia si moltiplicano le segnalazioni di aule roventi e edifici non attrezzati per affrontare ondate di calore sempre più frequenti. Una battaglia che, nel Salernitano, potrebbe diventare il primo caso di mobilitazione collettiva contro gli effetti immediati del cambiamento climatico sulla scuola.







