Il giallo di Garlasco torna a infiammare la cronaca, ma questa volta il campo di battaglia si sposta dalle aule di tribunale agli studi televisivi e ai social network. È una guerra di nervi e documenti quella che vede protagonisti l’avvocato Antonio De Rensis, storico difensore di Alberto Stasi, e la giornalista Chiara Ingrosso. Tra accuse di menzogne, registrazioni segrete e presunti “spifferi” dalla Caserma Moscova, la tensione è arrivata al punto di non ritorno durante l’ultima puntata di Filorosso su Rai3.
La telefonata da 11 minuti
Al centro del contendere c’è una telefonata che risale al 23 gennaio, uno scambio che secondo De Rensis sarebbe stato pianificato su richiesta della stessa giornalista. L’avvocato, ospite in Rai, ha ricostruito con estrema precisione orari e modalità: “Alle 9:58 la signora Ingrosso mi ha mandato un messaggio chiedendo di chiamarla. Era una telefonata programmata”.
Secondo il legale, l’obiettivo era mettere in contatto la giornalista con Alessandro De Giuseppe, suo “amico fraterno”, per fornire spunti investigativi. “Siamo usciti dallo studio alle 10:53 e le ho passato Alessandro. La conversazione è durata 11 minuti”, ha scandito De Rensis, rigettando l’accusa di aver orchestrato un piano per sviare l’attenzione da Andrea Sempio verso Stefania Cappa.
De Rensis gela lo studio
Ma il vero affondo è arrivato quando il legale ha citato un altro episodio, datato 2 dicembre 2025. Un attacco diretto alla credibilità della sua interlocutrice: “La signora Ingrosso mi ha chiesto se potevo avere degli spifferi dalla Moscova (comando provinciale dei Carabinieri di Milano, ndr) su una determinata cosa. Ma come, tu che sei la paladina della trasparenza chiedi a me degli spifferi?”.
Parole pesanti che dipingono un quadro di rapporti opachi dietro le quinte dell’informazione giudiziaria. De Rensis si è detto pronto a tutto pur di difendere il suo assistito: “Ho abbastanza coraggio per lottare per Alberto Stasi per altri dieci anni. Se pensano di intimidirmi, non hanno capito nulla”.
La sfida dell’avvocato per smontare la “maxi-testimone”
La battaglia si sposta poi sulla figura di Stefania Cappa. L’avvocato ha lanciato una sfida pubblica alla collega che assiste la donna: “Metto a disposizione del suo studio il mio telefono. Mi dica lei quando portarglielo”.
Secondo De Rensis, l’analisi dei tabulati e delle chiamate (precisando di non usare messaggi ma solo telefonate) dimostrerebbe inequivocabilmente che quella che viene definita una “maxi testimone” sia in realtà una “micro testimone”, vanificando così le tesi della difesa della Cappa. Un’apertura totale dei propri archivi privati per dimostrare la linearità del proprio comportamento.
Chiara Ingrosso pronta a pubblicare l’audio della verità
La replica della giornalista non si è fatta attendere ed è arrivata via social allo scoccare della mezzanotte. Chiara Ingrosso non ha usato giri di parole, definendo “divertente” e “irrazionale” la ricostruzione fornita in TV. “Trasuda paura questo atteggiamento di menzogna”, ha scritto su Facebook, sostenendo che De Rensis si sia infilato in un “vicolo cieco”.
La sfida è ora lanciata al prossimo round mediatico: “È finito il tempo delle bugie. Domani sera vi farò sentire con le vostre orecchie un documento inequivocabile“. La giornalista sostiene di avere prove registrate capaci di smentire punto per punto la versione del legale. Il caso Garlasco, dunque, si arricchisce di un nuovo capitolo: quello della verità racchiusa in un file audio che potrebbe cambiare nuovamente la percezione pubblica di questa infinita vicenda giudiziaria.







