Artem Tkachuk, il celebre volto di “Pino ‘o pazzo” nell’amatissima serie Rai “Mare Fuori”, è stato arrestato nella notte dalla polizia a Rho, alle porte di Milano. Il 25enne italo-ucraino è finito in manette verso le 3:00 di notte insieme ad alcuni suoi amici dopo un raid vandalico in via Molino Prepositurale.
Calci, pugni e auto devastate
Secondo le ricostruzioni, tutto è iniziato intorno all’una di notte, il gruppo ha dato sfogo a una violenza cieca contro le vetture in sosta, svegliando i residenti a colpi di calci e pugni sulle carrozzerie. Il bilancio dei danni è pesante: sono state pesantemente colpite ben quattro auto (una Peugeot, una Dacia, una Renault e una Fiat 500). A interrompere la follia dei baldi giovani è stata la telefonata di una residente, svegliata dal chiasso, che ha allertato il 112 permettendo l’intervento immediato delle Volanti del Commissariato di Rho.
Lo scontro con gli agenti
L’arrivo delle divise non ha placato l’animo dell’attore. Al contrario, Tkachuk si sarebbe scagliato contro i poliziotti con insulti e minacce pesanti nel tentativo di evitare il controllo. Oltre all’arresto per danneggiamento aggravato in concorso, per il giovane è scattata anche la denuncia per minacce a pubblico ufficiale.
Le frasi urlate contro gli agenti non lasciano spazio a interpretazioni: “Vi meno” e “Ora vi prendo e vi sfondo”. Parole che hanno portato al fermo immediato del venticinquenne e dei suoi compagni di 18, 22 e 26 anni.
Artem tra traumi, TSO e lo sfogo social
Non è la prima volta che Artem Tkachuk finisce al centro della cronaca per episodi legati a un profondo disagio psicologico. Già a settembre 2025, l’attore aveva fatto preoccupare i fan con video deliranti e un ricovero in ospedale a Napoli che era culminato in un TSO (Trattamento Sanitario Obbligatorio).
In un lungo sfogo su Instagram, Tkachuk aveva cercato di spiegare quei momenti: “Nell’ambulatorio avevo solo stracciato le flebo dalle vene, ero uscito a fumarmi una sigaretta per calmarmi e quando sono rientrato con calma mi hanno abbattuto come un elefante e mi sono svegliato per 13 giorni con un Tso in mezzo ai veri pazzi”.
L’attore non aveva mostrato pentimento per quanto accaduto al pronto soccorso dell’Ospedale Pellegrini: “Non chiedo scusa a nessuno e non devo dare spiegazioni a nessuno. Ho tante collere e traumi accumulati dentro alla mia anima già da piccolo, ora che sta esplodendo tutto dentro di me è una reazione a tutte le ipocrisie e sciacalli che mi hanno circondato fino ad ora”. Aveva poi aggiunto: “Non è stata esposta nessuna denuncia, infatti, perché non avevo fatto niente”.
I fatti di febbraio 2026 a Roma
Nella notte tra il 31 gennaio e il primo febbraio, come aveva riportato “Repubblica”, l’attore si trovava a Roma con amici per passare qualche ora di divertimento. Qui ha avuto una discussione con un altro gruppo di persone finita alle mani con uno dei ragazzi presenti. Situazione poi degenerata ancora di più fino alla hall dell’hotel dove soggiornava Tkachuk. L’intervento degli agenti di polizia e dei sanitari del 118 avrebbero accertato che i due erano in visibile stato di alterazione, probabilmente per l’alcol.
La smentita con minacce di denuncia che assomiglia a una conferma
Nel pomeriggio su instagram è apparso un post del giornalista Gabriele Parpiglia che ha dato la notizia della sua liberazione. Condita da una dichiarazione da parte della fidanzata dell’attore che appare una conferma di quanto è accaduto: “Stanotte un signore che abita nel mio palazzo si è svegliato a causa del chiasso. Io e Artem eravamo appena rientrati a casa. Artem era rimasto un attimo fuori con un ragazzo, poi sono arrivati degli altri che lo hanno riconosciuto e hanno chiesto una foto. C’erano delle macchine rotte e questo signore ha chiamato la polizia dicendo che un ragazzo con la maglietta scura stava prendendo a calci una macchina. E poi sono arrivati i poliziotti, ma i ragazzi non avevano fatto niente e quindi Artem si è arrabbiato. Io, che fosse stato lui, l’ho saputo in tribunale, perché addirittura pensavano di dargli i domiciliari a casa mia”. L’attore è stato quindi rimesso in libertà: “Quando è uscita l’avvocatessa, mi ha detto, ‘Vera, guarda che i ragazzi sono innocenti. Nessuno aveva la maglietta scura e quindi più avanti testeremo questa innocenza’”’. Addirittura, l’avvocato ha detto che Artem aveva avuto ragione ad arrabbiarsi perché non aveva fatto niente”.
Il dolore nell’anima di Artem
Nonostante i successi professionali – dal debutto con La paranza dei bambini alla popolarità globale di Mare Fuori e la partecipazione a Pechino Express – Artem ha descritto una vita segnata dalla solitudine e dalla pressione mediatica.
“L’ultimo incontro con la psicologa che ho conosciuto, una grandissima donna, le ho raccontato tutta la mia storia dall’infanzia fino ad oggi e non sapere cosa vuol dire avere la pressione mediatica di tutto il paese addosso per anni, lei è rimasta in lacrime”, aveva raccontato l’attore, negando però con forza l’uso di stupefacenti: “Il mio carattere esplosivo fa paura o può sembrare folle. Ma vi assicuro che non ho mai fatto uso di sostanze”.
Prima dell’arresto avvenuto questa notte intorno alle 3:00, Artem aveva espresso la volontà di isolarsi: “Voglio scomparire dai social e dedicarmi al mio lavoro spirituale e mentale”, aggiungendo malinconicamente che “Natale lo festeggerò da solo perché non c’è una famiglia e a casa degli altri non mi va di stare. La stessa cosa vale per il Capodanno. Sto sereno e sto bene”. Il suo sfogo si era concluso con un amaro addio: “Non provo più niente in questa vita, né dolore né niente. Manager fasulli e gente che mi ha solo usato per cash. Buona vita. Ci rivedremo presto. Nfamoni”.







