L’avvio del mercato europeo delle emissioni nel trasporto marittimo e l’estensione dal 2028 ai trasporti su strada e al settore residenziale e commerciale avranno pesanti ricadute economiche sulle famiglie e sulle imprese italiane. Fino a quattro miliardi in più per le utenze domestiche e fino a undici miliardi in più per il trasporto su strada. Lo dice il Rapporto Cer-Confcommercio presentato a Roma.
Cos’è il mercato Ets
Chi inquina di più, paga di più. Il mercato Ets (Emission trading system) è nato nel 2005 come pilastro della strategia climatica europea per ridurre le emissioni di gas serra. Incentiva le grandi industrie e il settore energetico a investire in tecnologie pulite per ridurre l’inquinamento. Stabilisce un tetto massimo alle emissioni, con quote che le aziende possono acquistare e vendere.
L’allarme di Confcommercio
Il costo delle emissioni, denuncia Confcommercio, sarà in parte a carico degli utenti finali. In particolare, la nuova componente legata alla CO₂ arriverebbe a incidere per oltre il 10% sul prezzo finale dei carburanti al distributore. Bollette e carburanti costeranno circa 500 euro in più all’anno.
I rincari dei carburanti
Per il trasporto su strada l’aggravio complessivo è stimato tra 4,7 e 11,3 miliardi di euro l’anno. A pesare soprattutto sarà il diesel, già gravato dalle accise più elevate d’Europa: nello scenario peggiore il prezzo potrebbe aumentare oltre il 17%, mentre la benzina salirebbe di più del 14%, con rincari fino a 355 euro l’anno per le auto diesel e 250 euro per le auto a benzina.
Il peso degli aumenti a carico di famiglie e imprese
L’extracosto medio per le famiglie, per le utenze domestiche (acqua, luce e gas) arriverebbe fino a 128 euro annui. «Per le imprese del commercio, del turismo e dei servizi – si legge nel rapporto – gli aumenti risulterebbero particolarmente rilevanti. Nello scenario peggiore, l’extracosto annuo raggiungerebbe i 400 euro per un bar e i 364 euro per un negozio alimentare, supererebbe i 1.090 euro per le grandi superfici di vendita, arriverebbe a circa 1.275 euro per i ristoranti e per gli alberghi di media dimensione oltrepasserebbe i 3.270 euro ». Per gli autobus gran turismo l’aggravio potrebbe superare i 7mila euro annui. Per l’autotrasporto, gli extracosti potrebbero raggiungere i 960 euro annui per i veicoli leggeri e superare gli 11mila euro annui per i mezzi pesanti.
Il trasporto marittimo
Anche il trasporto marittimo sarà interessato da un ulteriore consistente aumento dei costi operativi. L’impatto dell’Ets, già in vigore nel settore, potrebbe raggiungere circa i 713 milioni di euro entro il 2028, aggravato ulteriormente dall’applicazione del regolamento FuelEu Maritime. L’effetto combinato delle due normative porterà a un forte aumento del costo dei combustibili navali, incidendo sulla competitività delle imprese e sull’intera catena logistica.
Cosa fare? L’appello di Confcommercio
«Mentre viviamo l’emergenza della crisi energetica legata alla guerra in Medio Oriente, che in Italia ha provocato il taglio straordinario delle accise e la proclamazione del fermo dei servizi di autotrasporto – dice Pasquale Russo, vicepresidente di Confcommercio e presidente di Conftrasporto – una nuova tempesta si profila all’orizzonte. L’impatto dell’Ets e dell’Ets2 rischia di mettere in ginocchio molte imprese e farne chiudere molte altre. Non c’è tempo da perdere. Servono correttivi e misure di sostegno – conclude Russo – per evitare ulteriori ripercussioni sulla competitività del sistema economico italiano».







