Bomba a Ranucci, caccia al factotum di Lavitola: la Procura vuole l’estradizione di Tavares e valuta il mandato internazionale

In una foto di MOW MAG da dx Fabio Mazzoni (presidente di Urban Vision), Giuseppe Lavitola (figlio di Valter), a sx Gomes Clesio Tavares (faccendiere accusato di essere mandante della bomba a Sigfrido Ranucci)

La Procura di Roma vuole riportare in Italia Clesio Gomes Tavares e la caccia al factotum di Valter Lavitola potrebbe presto superare i confini nazionali con un mandato di arresto internazionale. È l’ultimo sviluppo dell’inchiesta sulla bomba esplosa il 16 ottobre 2025 davanti all’abitazione di Sigfrido Ranucci, mentre gli investigatori continuano a ricostruire contatti, spostamenti e comunicazioni dei protagonisti della vicenda.

Gomes Tavares, camerunense conosciuto anche con il soprannome di “O’ Nir”, si troverebbe in Africa ormai da circa due mesi. Gli inquirenti lo considerano una figura importante nella ricostruzione dell’attentato perché avrebbe svolto il ruolo di mediatore tra Lavitola e il gruppo che avrebbe materialmente collocato e fatto esplodere l’ordigno.

Il pm Edoardo De Santis ha trasmesso alla Procura generale la richiesta di valutare il percorso necessario per ottenere l’estradizione dell’uomo. Parallelamente, gli inquirenti stanno considerando la possibilità di arrivare a un mandato di arresto internazionale, passaggio che potrebbe consentire di attivare gli strumenti di cooperazione internazionale per rintracciarlo e fermarlo.

Gomes Tavares era già in Africa quando arrestarono Lavitola

Quando, il 10 agosto scorso, i carabinieri del Nucleo investigativo di Roma hanno eseguito l’ordinanza di arresto nei confronti di Valter Lavitola, Gomes Tavares aveva già lasciato l’Italia.

La sua posizione geografica resta uno degli interrogativi dell’indagine. Potrebbe trovarsi nel Camerun, suo Paese d’origine, ma tra le località prese in considerazione figurano anche Zambia e Zimbabwe, dove avrebbe seguito alcuni affari di Lavitola collegati ai carbon credit.

Proprio questa presenza fuori dall’Italia rende più complesso il lavoro della Procura. Da qui la necessità di valutare non soltanto una procedura di estradizione, ma anche l’emissione di un provvedimento di ricerca internazionale che possa rendere possibile il fermo dell’uomo qualora venga localizzato in uno Stato disposto a collaborare con le autorità italiane.

Al centro dell’interesse investigativo resta soprattutto il presunto ruolo che Gomes Tavares avrebbe avuto nella catena che, secondo l’ipotesi accusatoria, portò fino all’attentato contro Ranucci.

Bomba a Ranucci: il ruolo contestato al factotum di Lavitola

La Procura ritiene Gomes Tavares l’intermediario tra Lavitola e gli uomini che avrebbero materialmente piazzato la bomba davanti all’abitazione del giornalista. Un ruolo che, se confermato dagli accertamenti, potrebbe renderlo un passaggio fondamentale per ricostruire l’organizzazione dell’azione e soprattutto i rapporti tra i diversi soggetti coinvolti.

L’attentato risale alla notte del 16 ottobre 2025, quando un ordigno esplose davanti alla casa di Ranucci. L’inchiesta successiva ha progressivamente allargato il proprio raggio fino ad arrivare a Lavitola e alla rete di persone che gli investigatori ritengono possa aver avuto un ruolo nella preparazione dell’azione.

Lavitola ha confessato il proprio coinvolgimento nella vicenda. Gomes Tavares, invece, non si trova in Italia e gli investigatori puntano ora a metterlo a disposizione dell’autorità giudiziaria per poterlo interrogare e verificare direttamente la ricostruzione accusatoria.

Lavitola lascia l’alta sicurezza a Rebibbia

Nel frattempo cambia anche la situazione carceraria di Valter Lavitola. Il suo avvocato, Arturo Cola, ha comunicato che l’ex faccendiere non si trova più nel circuito di alta sicurezza del carcere romano di Rebibbia.

Il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria ha disposto il trasferimento nel circuito dei detenuti comuni sulla base dell’assenza, secondo quanto riferito dal legale, di collegamenti con organizzazioni criminali.

Sul fronte investigativo, tuttavia, il lavoro intorno a Lavitola è tutt’altro che terminato. Gli specialisti stanno completando l’analisi dei suoi telefoni, materiale dal quale gli investigatori cercano elementi utili a ricostruire comunicazioni, rapporti e contatti avvenuti nel periodo precedente e successivo all’attentato.

L’esame dei dispositivi potrebbe diventare uno dei passaggi centrali della prossima fase dell’inchiesta.

Bomba a Ranucci: dopo i telefoni sarà ascoltato il giornalista

Una volta completata l’analisi dei cellulari e depositata la relativa informativa, la Procura ha intenzione di convocare Sigfrido Ranucci.

Il giornalista verrà ascoltato come persona informata sui fatti. L’audizione servirà agli inquirenti per confrontare gli elementi emersi dalle indagini con quanto Ranucci potrà riferire su eventuali episodi, rapporti, minacce o circostanze ritenute utili alla ricostruzione dell’attentato.

La Procura sta quindi lavorando contemporaneamente su più fronti: da una parte la ricerca internazionale di Gomes Tavares, dall’altra l’analisi del materiale sequestrato a Lavitola e, subito dopo, l’audizione della vittima.

Il prossimo passaggio decisivo potrebbe però arrivare proprio dall’Africa. Se la richiesta di estradizione o l’eventuale mandato internazionale dovessero portare alla cattura di Gomes Tavares, gli investigatori potrebbero finalmente interrogare l’uomo che ritengono abbia fatto da collegamento tra Lavitola e chi avrebbe materialmente portato la bomba davanti alla casa di Ranucci.