Cinquanta euro. Sarebbe questa la cifra all’origine del brutale omicidio di Guido Roviello, il 62enne senza fissa dimora massacrato di botte in piazza Sant’Anna, nel cuore di Caserta. A indicare il possibile movente agli investigatori sarebbe stato lo stesso uomo fermato per il delitto, un cittadino di nazionalità ucraina.
Secondo la ricostruzione fornita agli inquirenti, Roviello aveva ricevuto in prestito 50 euro per acquistare birra e altri alcolici e avrebbe dovuto restituirli. Quel piccolo debito avrebbe scatenato la violenza culminata nel pestaggio mortale.
Una ricostruzione che gli investigatori dovranno verificare in ogni dettaglio, ma che aggiunge un elemento drammatico a un delitto che ha profondamente scosso Caserta.
Guido Roviello ucciso per un debito di 50 euro
L’aggressione si è consumata in piazza Sant’Anna, in pieno centro. Le telecamere di videosorveglianza di un ristorante hanno ripreso la violenza e le immagini hanno fornito agli investigatori elementi decisivi per ricostruire quanto accaduto e individuare il presunto responsabile.
La Guardia di Finanza ha arrestato l’uomo, mentre la Procura di Santa Maria Capua Vetere, guidata dal procuratore Pierpaolo Bruni con la procuratrice vicaria Graziella Arlomede, ha disposto il fermo.
Agli investigatori l’uomo avrebbe raccontato che all’origine dello scontro c’era proprio quel prestito mai restituito. Cinquanta euro che, secondo la sua versione, sarebbero diventati il movente di un omicidio.
Guido, ex cameriere, viveva da tempo senza una casa. In città lo conoscevano in molti e, dopo la sua morte, sui social si sono moltiplicati ricordi e testimonianze di chi lo descrive come una persona mite e conosciuta nel quartiere.
Il pestaggio ripreso dalle telecamere
Le immagini della videosorveglianza assumono un ruolo centrale nell’inchiesta. Una telecamera installata all’esterno di un ristorante avrebbe infatti registrato la sequenza dell’aggressione che ha provocato la morte del 62enne.
Gli investigatori hanno quindi potuto affiancare alle testimonianze un riscontro visivo della violenza subita da Roviello. Ora l’inchiesta dovrà ricostruire con precisione ogni fase dell’omicidio e verificare anche il racconto sul presunto debito.
La sproporzione tra il possibile movente e la ferocia dell’aggressione rende ancora più sconvolgente la vicenda: un uomo avrebbe perso la vita per una somma di appena 50 euro.
Caserta sotto shock dopo l’omicidio di piazza Sant’Anna
La morte di Guido Roviello ha riacceso anche il dibattito sulla sicurezza nel centro di Caserta. Piazza Sant’Anna, secondo residenti e commercianti, da tempo registra episodi di degrado, liti e tensioni, soprattutto nelle ore serali.
«Qui abbiamo paura di uscire la sera in strada, ogni giorno sentiamo urla, liti a colpi di bottiglia», ha raccontato Giulia Cosconati, titolare insieme alla madre della farmacia della piazza, ricordando anche le due rapine subite dall’attività.
La vicenda arriva inoltre in una fase particolarmente delicata per la città, dopo lo scioglimento del Comune per presunte infiltrazioni mafiose. Ma questa volta al centro delle proteste dei residenti c’è soprattutto la sensazione di insicurezza quotidiana.
«Spero che il sacrificio di Guido non sia vano», dice Cosconati.
Intanto l’inchiesta prosegue. Gli investigatori dovranno verificare la confessione e ricostruire definitivamente il movente. Resta una cifra, 50 euro, a raccontare per il momento l’assurda sproporzione tra ciò che avrebbe scatenato la lite e la violenza che ha tolto la vita a Guido Roviello.







