Crans-Montana, Jacques Moretti di nuovo nei guai: chi pagherà questa volta per tirarlo fuori dal carcere?

L’arresto lo abbiamo già raccontato. La domanda nuova è un’altra: ci sarà ancora qualcuno disposto a mettere mano al portafoglio per Jacques Moretti? A gennaio, dopo il suo arresto nell’inchiesta sulla strage del Constellation di Crans-Montana, un misterioso amico versò 200mila franchi alla giustizia svizzera permettendo all’imprenditore corso di lasciare il carcere e tornare nello chalet di Lens dalla moglie Jessica Maric e dai loro due figli.

Ora Moretti si trova nuovamente dietro le sbarre, questa volta nell’ambito di un procedimento completamente distinto da quello sulla tragedia di Capodanno. L’accusa riguarda una presunta violenza domestica ai danni della moglie, finita in ospedale dopo quanto sarebbe accaduto nella notte tra l’11 e il 12 agosto.

E inevitabilmente torna alla memoria quella cauzione da 200mila franchi e soprattutto l’identità mai diventata pubblica dell’uomo che decise di garantire economicamente per lui.

I 200mila franchi del misterioso amico

Dopo il rogo del Constellation, costato la vita a 41 persone e il ferimento di altre 115, Moretti trascorse una ventina di giorni in custodia cautelare. Poi arrivò il pagamento della cauzione: 200mila franchi, circa 214mila euro, messi a disposizione da un amico.

Un intervento decisivo che consentì all’imprenditore di lasciare il carcere, pur rimanendo sottoposto a misure restrittive. A fine luglio il Tribunale delle misure coercitive di Sion aveva persino aperto alla possibilità di alleggerire l’obbligo di firma quotidiano, sostituendolo con una videoconferenza con la polizia cantonale.

Poche settimane dopo, la nuova vicenda giudiziaria ha cambiato nuovamente lo scenario.

Resta da capire quali provvedimenti adotterà adesso la giustizia svizzera e soprattutto se, qualora si aprisse nuovamente la possibilità di una liberazione dietro garanzie economiche, Moretti possa ancora contare sulla rete di relazioni che in passato gli ha consentito di raccogliere rapidamente una somma così importante.

Il passato giudiziario di Jacques Moretti

Il cinquantenne nato a Bastia, conosciuto negli ambienti giudiziari francesi con il soprannome di “Corso”, arriva alla nuova vicenda con alle spalle una storia personale e giudiziaria complessa.

Secondo le ricostruzioni pubblicate dalla stampa italiana e francese, Moretti ha avuto problemi con la giustizia per vicende legate allo sfruttamento della prostituzione e alla truffa, mentre sono emersi anche sospetti e accertamenti relativi a movimenti finanziari e transazioni considerate opache.

Nel corso delle indagini seguite alla tragedia di Crans-Montana, la polizia avrebbe inoltre trovato nella sua abitazione una pistola semiautomatica Glock, un caricatore con quattordici proiettili calibro 9 e cinque orologi di lusso.

Gli investigatori avrebbero approfondito anche precedenti incendi che avevano interessato attività riconducibili alla coppia tra il 2023 e il 2024 e alcune operazioni finanziarie. Si tratta di filoni e sospetti che vanno tenuti distinti dalle accuse formulate per la strage del Constellation e, soprattutto, dalla nuova vicenda di presunta violenza domestica.

Da “coppia unita” alla nuova accusa

L’ultimo arresto incrina anche l’immagine pubblica costruita da Jacques Moretti e Jessica Maric nei mesi successivi alla tragedia. I due si erano mostrati insieme davanti ai magistrati e alle telecamere, anche quando i familiari delle vittime li avevano affrontati chiedendo risposte sulla morte dei propri figli.

Jessica aveva difeso pubblicamente il marito ricordandone l’infanzia difficile: Moretti, aveva raccontato, sarebbe finito in strada a 14 anni e avrebbe conosciuto la fame. Insieme, dopo il trasferimento dalla Francia alla Svizzera nel 2015, avevano costruito un piccolo impero imprenditoriale nel Canton Vallese attraverso diverse società e attività nella ristorazione e nell’intrattenimento.

Adesso quello stesso sodalizio appare travolto dalla nuova vicenda. I legali hanno precisato che il procedimento per la presunta aggressione a Jessica Maric non ha alcun rapporto con l’inchiesta sulla strage del Constellation, pur inserendosi nel difficile contesto vissuto dalla coppia dopo il primo gennaio.

Moretti e l’ombra della rete che lo ha sostenuto

Ed è qui che la domanda sulla cauzione assume un significato che va oltre la semplice curiosità. Dopo la tragedia del Constellation sono emersi interrogativi anche sui rapporti economici e sulle persone che avrebbero accompagnato l’ascesa imprenditoriale di Moretti.

La stampa ha raccontato di finanziatori dal profilo controverso, compreso un uomo che sarebbe stato denunciato per traffico illegale di armi. Elementi che non dimostrano responsabilità penali di Moretti, ma contribuiscono a rendere ancora più interessante capire chi abbia sostenuto economicamente l’imprenditore nei momenti più difficili.

A gennaio qualcuno mise sul tavolo 200mila franchi e gli aprì le porte del carcere. Otto mesi dopo Jacques Moretti è tornato dietro le sbarre per una vicenda completamente diversa. La domanda, questa volta, è se quel misterioso amico – o qualcun altro – sia ancora disposto a intervenire per lui.