Eredità: Margherita Agnelli chiede al figlio John Elkann un maxi risarcimento

John Elkann

Nel tribunale di Torino si è aperto un nuovo fronte nella lunga disputa ereditaria della famiglia Agnelli. Margherita Agnelli, figlia di Marella Caracciolo e dell’Avvocato Giovanni, ha depositato la richiesta di costituirsi parte civile nel procedimento sulle presunte irregolarità fiscali legate alla residenza della madre.

Una mossa che chiama direttamente in causa il figlio, John Elkann, e il commercialista Gianluca Ferrero, entrambi coinvolti nel fascicolo della procura torinese.

Si torna in aula l’11 settembre

L’udienza preliminare — la prima in cui sono confluiti tutti i filoni dell’inchiesta — è stata aggiornata all’11 settembre per consentire alle difese di esaminare la richiesta e prendere posizione.

Secondo l’avvocato Dario Trevisan, che rappresenta Margherita, la sua assistita sarebbe stata «vittima di un articolato piano fraudolento» volto a escluderla dalla successione dei genitori e dalla titolarità di quote rilevanti della Dicembre, la holding di famiglia. La costituzione di parte civile punta a ottenere il riconoscimento di un danno morale e d’immagine.

Di segno opposto la posizione del legale di Elkann, Paolo Siniscalchi, che ha definito la richiesta «poco morale», sostenendo che Margherita non sarebbe mai stata esclusa dalla successione, ma avrebbe scelto volontariamente di uscire dal perimetro societario «in un momento critico per il gruppo», lasciando al figlio «l’onere di risanare e tenere in piedi una realtà industriale compromessa».

La lite sull’eredità

Siniscalchi ha ricordato che Margherita Agnelli, in sede civile, è stata dichiarata «priva di legittimazione» rispetto alla Dicembre, avendo perso lo status di socia già nel 2004: «Oggi è solo un ex socio, senza alcun titolo per contestare un assetto proprietario consolidato e immodificabile».

Quanto al patrimonio, il legale ha sottolineato che le transazioni firmate da Margherita «prescindevano dalla composizione del patrimonio dei genitori» e che la stessa avrebbe ricevuto «importi enormi, molto superiori a quelli spettati ai figli di primo letto». Un quadro che, secondo la difesa, rende oggi «difficile comprendere di cosa si lamenti».

Lo scontro vede da una parte Margherita Agnelli e i figli avuti dal secondo marito Serge de Pahlen; dall’altra i tre Elkann — John, Lapo e Ginevra — nati dal primo matrimonio. Al centro, un patrimonio stimato in 4,6 miliardi di euro e soprattutto il controllo della Dicembre, società semplice fondata nel 1984 per custodire e gestire in modo unitario il “tesoro di famiglia”.

Margherita sostiene di essere stata progressivamente esclusa dall’eredità attraverso manovre orchestrate dai consulenti della madre Marella; i figli Elkann replicano che la madre sta rimettendo in discussione accordi sottoscritti vent’anni fa e già eseguiti.

L’Avvocato Agnelli indicò come erede ohn Elkann

La frattura, ricostruisce Il Post, affonda le radici nella storia della successione voluta da Gianni Agnelli, che dopo la morte del figlio Edoardo e del nipote Giovannino indicò come erede designato John Elkann, scelta allora approvata da tutta la famiglia.

Nel 2004 Margherita Agnelli firmò un accordo in cui rinunciava alle quote azionarie del padre in cambio di 1,2 miliardi di euro. Tra i beni ottenuti da Margherita ci fu la tenuta di famiglia di Villar Perosa e una serie di opere di Klimt, Bacon, Warhol. Contestualmente, Margherita Agnelli rinunciò anche alla futura eredità della madre. Così facendo rinunciò a qualsiasi diritto sulla società Dicembre.

Margherita Agnelli disse di aver firmato quell’accordo «per guadagnare la pace visto che mia madre non mi parlava più e nemmeno i miei figli mi parlavano più. Ho preferito una tregua».

Pochi mesi dopo la firma dell’accordo, John Elkann licenziò Serge de Pahlen, marito di Margherita Agnelli, che aveva trascorso nel gruppo Fiat 26 anni.