Dietro le immagini patinate dei social, tra supercar, serate esclusive e foto accanto a volti noti, gli inquirenti delineano un profilo molto diverso. Emanuele Buttini, 37 anni, finisce al centro dell’inchiesta della Procura di Milano su un presunto sistema di escort di lusso organizzato insieme alla compagna Deborah Ronchi, 38 anni, attraverso la società Ma.De con base a Cinisello Balsamo.
I social e gli eventi di Buttini
Sui social, Emanuele Buttini costruisce un’immagine di successo e disponibilità economica elevata. Viaggi, feste, ambienti esclusivi e contatti con sportivi e personaggi pubblici contribuiscono a definire un lifestyle ostentato. Eppure, secondo quanto emerge dagli atti, questa immagine non trova riscontro nei dati fiscali. Emanuele Buttini, infatti, risulta non aver dichiarato redditi per un lungo periodo, dal 2015 al 2023. Solo nel 2024 avrebbe indicato un reddito inferiore ai 17 mila euro.
Un elemento che, per gli investigatori, stride con il volume d’affari ricostruito nell’indagine. Il sistema, secondo l’accusa, si fonda sull’organizzazione di eventi e serate nei locali milanesi, con la presenza di ragazze selezionate per intrattenere clienti facoltosi, tra cui anche calciatori.
Il meccanismo appare strutturato
Una decina di giovani, tra i 19 e i 22 anni, si prostituirebbero con compensi che arrivano fino a mille euro a notte. Accanto a loro, un gruppo molto più ampio, composto da 80-90 ragazze, svolgerebbe il ruolo di presenza nei tavoli dei locali, come hostess o accompagnatrici. Per queste ultime, i guadagni oscillano tra i 70 e i 100 euro a serata, a cui si aggiunge una percentuale del 10% su quanto speso dai clienti.
La gestione del sistema, sempre secondo le carte, passa anche dall’organizzazione logistica: reclutamento continuo delle ragazze, gestione degli spostamenti, presenza negli appartamenti legati alla società e coordinamento delle serate nei locali più frequentati della città. Un’attività che richiede contatti, disponibilità immediata e una rete capace di garantire continuità.
Il nome di Emanuele Buttini non è nuovo alle cronache giudiziarie
Dagli atti emergono precedenti per reati contro il patrimonio e precedenti indagini per estorsione e sequestro di persona. Un passato che, secondo la valutazione del giudice, non avrebbe inciso sul suo stile di vita né sulle scelte successive.
Il quadro che emerge è quello di una figura che, almeno secondo l’impostazione accusatoria, avrebbe costruito un sistema capace di muovere cifre importanti, mantenendo però un profilo fiscale estremamente basso. Un contrasto netto tra ciò che appare e ciò che risulta.
Le indagini sono ancora in corso e dovranno chiarire nel dettaglio responsabilità e ruoli. Resta, per ora, l’immagine di un doppio livello: quello visibile, fatto di lusso e relazioni, e quello ricostruito dagli investigatori, fatto di numeri, intercettazioni e un’organizzazione che, se confermata, avrebbe operato in modo continuativo nel tempo.







