Gli agenti prendono a calci la porta, provano più volte a sfondarla e alla fine riescono a entrare nell’appartamento. Subito dietro l’ingresso c’è Gianluca Soncin, che tenta di impedire loro di passare. In salotto, sul pavimento, Pamela Genini è coperta di sangue e fatica ormai a respirare.
Sono gli ultimi istanti di vita della giovane uccisa a coltellate il 14 ottobre 2025 nella sua abitazione di via Iglesias, a Milano. Il video dell’intervento della polizia è stato proiettato durante la seconda udienza del processo davanti alla Corte d’Assise. Immagini e suoni hanno turbato l’aula, mentre Soncin, imputato per l’omicidio dell’ex compagna, è rimasto impassibile.
Il video dell’intervento della polizia
Nel corso dell’udienza hanno deposto gli operatori intervenuti quella sera nell’appartamento. La prima a essere ascoltata è stata Serafina Di Vuolo, responsabile delle volanti della Questura che coordinò l’operazione.
L’accusa ha mostrato le planimetrie della casa, i filmati registrati durante l’irruzione e alcuni messaggi scambiati tra Pamela Genini e Soncin. Il materiale ricostruisce le fasi immediatamente precedenti all’omicidio e il momento in cui gli agenti riuscirono a entrare dopo aver forzato la porta.
Secondo quanto emerso dagli atti, nei mesi precedenti Soncin avrebbe già aggredito più volte la giovane. Le chat acquisite dagli investigatori rappresentano per questo uno degli elementi centrali del processo, chiamato a ricostruire non soltanto la dinamica dell’omicidio, ma anche il rapporto tra la vittima e l’imputato.
L’accusa di omicidio aggravato
Il processo è iniziato il 4 giugno davanti alla Corte d’Assise di Milano. I pubblici ministeri Alessia Menegazzo e Letizia Mannella contestano a Soncin l’omicidio aggravato e sostengono che l’uomo abbia pianificato l’aggressione.
In base alla ricostruzione dell’accusa, il 14 ottobre 2025 Soncin sarebbe partito da Cervia, dove risiedeva, con un coltello in automobile. Avrebbe poi raggiunto l’abitazione della ex compagna utilizzando un duplicato delle chiavi che, secondo gli atti, aveva fatto realizzare di nascosto.
Questi elementi sostengono l’ipotesi della premeditazione, che la difesa, affidata all’avvocato Pietro Sartori, cerca invece di escludere fin dall’apertura del dibattimento. Il confronto processuale si concentrerà quindi anche sulla preparazione del viaggio e sulle modalità con cui l’imputato entrò nell’appartamento.
L’assenza della madre della vittima
In aula era presente l’avvocato Nicodemo Gentile, che assiste la parte civile. Non c’era invece Uma Smirnova, madre di Pamela Genini. La donna aveva partecipato alla prima udienza, durante la quale aveva reagito con forte commozione alla presenza dell’imputato.
La sua assenza potrebbe essere legata alla decisione di non assistere alla proiezione di immagini particolarmente dure, ma non sono state fornite indicazioni ufficiali sulle ragioni della scelta.
Il processo proseguirà con l’audizione degli altri testimoni e con l’esame degli elementi raccolti dagli investigatori. Al centro del dibattimento resteranno la ricostruzione delle violenze precedenti, il viaggio compiuto da Soncin e la valutazione della premeditazione contestata dalla Procura.







