La procura di Milano allarga l’inchiesta sulle presunte designazioni arbitrali pilotate e concentra l’attenzione anche su Torino-Inter del 26 aprile scorso. Al centro del nuovo filone compare una telefonata di Gianluca Rocchi, allora designatore degli arbitri di Serie A e Serie B, relativa alla possibile scelta di Maurizio Mariani per quella partita.
Secondo la lettura dei pm, Rocchi avrebbe cercato di capire se il nome del direttore di gara risultasse gradito ai vertici dell’Inter prima di confermare la designazione. «Aggiorniamoci un attimo, fammi vedere se va bene poi ti do conferma», avrebbe detto a un addetto ai lavori. Mariani arbitrò poi effettivamente la gara.
La procura legge la telefonata come una richiesta di assenso
Gli inquirenti ritengono che il designatore non abbia compiuto una semplice valutazione tecnica, ma abbia sondato il terreno per ottenere un via libera preventivo. Mariani, secondo la ricostruzione accusatoria, non godeva del gradimento del club nerazzurro dopo Napoli-Inter del 25 ottobre 2025, terminata 3-1 e accompagnata da forti polemiche sulle decisioni arbitrali.
La procura ha inserito la conversazione nel fascicolo affidato al pm Maurizio Ascione e all’aggiunto Paolo Ielo. Rocchi risponde dell’accusa di frode sportiva. Nessun dirigente dell’Inter risulta però indagato, così come non risulta indagato Gabriele Gravina, allora presidente della Figc.
Nel nuovo capo di imputazione, i magistrati sostengono che Rocchi avrebbe agito «in concorso con esponenti della società sportiva Inter e previo concerto». Gli stessi esponenti, secondo l’accusa, avrebbero sfruttato rapporti preferenziali con Gravina per orientare alcune scelte. I pm descrivono l’ex presidente federale come una figura esterna da compiacere, non come parte dell’indagine.
Le quattro partite finite sotto esame
L’inchiesta coinvolge ora quattro incontri. I magistrati avevano già analizzato Inter-Milan, semifinale di Coppa Italia del 23 aprile 2025, affidata a Daniele Doveri. Secondo l’accusa, la designazione avrebbe consentito di evitare il suo impiego in successive gare considerate più importanti per i nerazzurri.
Nel fascicolo compare anche Bologna-Inter del 20 aprile 2025, diretta da Andrea Colombo, arbitro ritenuto gradito. A queste due partite si aggiungono Inter-Verona del 3 maggio 2025, affidata a Gianluca Manganiello per evitare Simone Sozza, e Torino-Inter del 26 aprile 2026, con il caso Mariani.
In una delle conversazioni intercettate, qualcuno avrebbe parlato anche di arbitri «che portano sfiga». Gli investigatori collegherebbero il riferimento a Doveri e alla semifinale di Coppa Italia tra Inter e Milan.
Il capitolo delle “bussate” passa a Monza
La procura di Milano ha invece separato il filone delle cosiddette “bussate” ai varisti durante Udinese-Parma e Salernitana-Modena del 2025. I magistrati invieranno gli atti a Monza, competente per territorio perché la sala Var si trova a Lissone.
Quel capitolo coinvolge, a vario titolo, Rocchi, l’ex supervisore Andrea Gervasoni e i varisti Daniele Paterna, Luigi Nasca e Rodolfo Di Vuolo. Gli inquirenti dovranno stabilire chi abbia esercitato eventuali pressioni sulle designazioni e se queste interferenze abbiano inciso sul regolare svolgimento delle competizioni.
Resta aperto anche il nodo centrale dell’inchiesta: capire se i contatti e i rapporti ricostruiti dai magistrati abbiano davvero condizionato le scelte arbitrali oppure se rientrassero nelle normali interlocuzioni del sistema calcistico.







