Il vigile del fuoco amico di Daniela Ferrari nega di averle consegnato lo scontrino del parcheggio che Andrea Sempio ha indicato come prova della sua presenza a Vigevano la mattina dell’omicidio di Chiara Poggi. Negli audio delle dichiarazioni rese ai carabinieri il 31 marzo e il 17 aprile 2025, trasmessi da Quarto Grado, l’uomo ribadisce di non aver mai incontrato la madre dell’attuale indagato nella città lomellina.
«A Vigevano, da quelle parti lì, con lei non sono mai uscito fuori», afferma davanti agli investigatori. La Procura di Pavia, però, continua a esaminare i messaggi che i due si scambiarono tra il pomeriggio del 12 agosto e la mattina del 13 agosto 2007, giorno in cui qualcuno uccise Chiara Poggi nella villetta di via Pascoli.
I messaggi tra Daniela Ferrari e l’amico
Durante le sommarie informazioni testimoniali, i carabinieri ricostruiscono una sequenza di sms iniziata alle 15.32 del 12 agosto e proseguita il giorno successivo, con un primo messaggio alle 8.47.
In un primo momento il vigile del fuoco descrive i contatti con Daniela Ferrari come occasionali e legati soprattutto agli auguri di Natale e di compleanno. Gli investigatori gli contestano però una frequenza maggiore. A quel punto l’uomo precisa che l’amica qualche volta andava a trovarlo nella sua abitazione.
«Veniva al mattino, verso le 9.30 o le 10, prendeva un caffè. Ma eravamo amici, proprio amici», racconta. Alla domanda su un eventuale incontro avvenuto il 13 agosto 2007 risponde: «Non ricordo».
Il sospetto sul ticket di Vigevano
Gli investigatori cercano di chiarire l’origine dello scontrino emesso alle 10.18 del giorno del delitto da un parcheggio di Vigevano. Secondo Andrea Sempio e i suoi genitori, il ragazzo uscì da casa intorno alle 10 per raggiungere una libreria, che trovò chiusa. Il padre avrebbe poi trovato il ticket nell’automobile, mentre Daniela Ferrari lo avrebbe conservato fino alla consegna ai carabinieri, avvenuta circa un anno dopo.
Proprio il lungo intervallo tra l’emissione e la consegna alimenta i dubbi della Procura. Gli inquirenti verificano se il tagliando appartenesse davvero a Sempio o se qualcun altro lo avesse fatto arrivare alla famiglia in un momento successivo.
Una delle ipotesi investigative guarda all’amico vigile del fuoco, che lavorava nella zona e intratteneva rapporti con Daniela Ferrari. L’uomo, tuttavia, esclude con decisione di averla incontrata a Vigevano e nega di averle consegnato qualsiasi biglietto.
La difesa: «Dimostreremo che lo fece Andrea»
La difesa di Andrea Sempio respinge i sospetti sulla provenienza dello scontrino. L’avvocato Liborio Cataliotti ha annunciato di poter dimostrare la genuinità del documento attraverso la testimonianza di un tecnico che lavorava per la società incaricata della gestione dei parcometri.
Secondo il legale, il consulente avrebbe fornito riscontri tecnici capaci di confermare l’emissione regolare del ticket. Cataliotti ha inoltre riferito che Daniela Ferrari gli avrebbe assicurato, «con gli occhi lucidi», che quel biglietto lo fece suo figlio.
Le dichiarazioni del vigile del fuoco eliminano, almeno nella sua versione, il presunto incontro a Vigevano. Non cancellano però gli interrogativi sui messaggi scambiati con la madre di Sempio nelle ore immediatamente precedenti e successive all’omicidio. Toccherà agli investigatori stabilire se quei contatti nascondessero un ruolo nella storia dello scontrino oppure riguardassero soltanto il rapporto personale tra i due.







