Emmanuel Macron riunisce oggi a Parigi la Coalizione dei Volenterosi per rilanciare il sostegno militare all’Ucraina e aumentare la pressione sulla Russia. Volodymyr Zelensky partecipa al vertice insieme ai rappresentanti di 37 Paesi aderenti all’iniziativa. Circa 25 leader si ritroveranno nel pomeriggio all’Hôtel des Invalides, storico complesso militare nel cuore della capitale francese. L’Italia affida la propria rappresentanza al vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri Antonio Tajani.
Macron vuole rafforzare soprattutto la difesa aerea ucraina, mentre Mosca aumenta l’uso dei missili balistici e Kiev denuncia una grave carenza di munizioni. Gli alleati discuteranno nuove forniture di sistemi Patriot americani, dello scudo franco-italiano Samp-T e di progetti comuni per produrre in Europa armamenti e tecnologie sviluppate insieme all’industria ucraina. Il vertice affronterà anche le sanzioni contro la flotta ombra con cui la Russia continua a esportare petrolio e finanziare la guerra.
Macron prepara il “risveglio strategico europeo”
La riunione precede di un giorno la tradizionale parata militare del 14 luglio sugli Champs-Élysées. La Francia ha dedicato l’edizione di quest’anno alla difesa dell’Ucraina e alla necessità che l’Europa assuma maggiori responsabilità per la propria sicurezza.
Domani il presidente della Repubblica Sergio Mattarella assisterà alla sfilata insieme a una trentina di capi di Stato e di governo, tra i quali il cancelliere tedesco Friedrich Merz e il premier spagnolo Pedro Sánchez.
Macron intende trasformare l’appuntamento parigino in una prova concreta dell’autonomia strategica europea. La Coalizione discuterà anche esercitazioni congiunte, cooperazione industriale e preparazione di una futura forza multinazionale da schierare in Ucraina dopo un eventuale accordo di pace. Negli ultimi giorni il presidente francese ha rivendicato l’aumento degli investimenti europei nella Nato e ha chiesto al continente di non dipendere esclusivamente dalle scelte militari di Washington.
Parigi accusa Mosca di sabotaggi e spionaggio
Al vertice militare si affianca una nuova offensiva diplomatica contro le operazioni ibride russe. Il ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot accusa Mosca di dirigere una vasta campagna informatica contro almeno dieci Paesi europei e annuncia la convocazione dell’ambasciatore russo a Parigi.
Secondo il governo francese, gruppi legati ai servizi di sicurezza russi hanno colpito aziende, ministeri e infrastrutture critiche con l’obiettivo di rubare informazioni, destabilizzare i governi o provocare interruzioni nei servizi essenziali. Barrot cita anche i tentativi di sabotaggio contro reti ferroviarie ed elettriche europee.
La Francia punta il dito contro il sedicesimo Centro dell’Fsb, che controllerebbe diversi gruppi specializzati negli attacchi informatici, tra cui Turla. Gli hacker avrebbero preso di mira Francia, Germania, Polonia, Cipro, Paesi Bassi, Austria, Slovacchia, Romania e Finlandia.
Ue e Londra colpiscono l’apparato cyber russo
L’Unione europea ha imposto sanzioni a nove persone e quattro entità. Nell’elenco compaiono ufficiali dell’intelligence militare russa, criminali informatici, sedicenti attivisti digitali e società private accusate di aiutare Mosca nelle operazioni di destabilizzazione.
Kaja Kallas denuncia un sistema che unisce servizi segreti, gruppi criminali e aziende specializzate. Bruxelles congelerà i beni dei soggetti colpiti, impedirà loro di entrare nell’Unione e vieterà alle imprese europee di fornire denaro o risorse. I ministri degli Esteri discutono anche il ventunesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia, ma i Ventisette non hanno ancora trovato un’intesa definitiva.
Anche il Regno Unito ha allargato la propria lista nera a 24 persone ed entità legate alle operazioni ibride russe. Londra accusa ufficiali del Gru e società informatiche di aver reclutato hacker nelle università russe e di aver organizzato attacchi contro infrastrutture europee. Tra gli episodi più gravi figura il tentativo di colpire la rete elettrica polacca: secondo le autorità britanniche, l’operazione avrebbe potuto lasciare senza corrente mezzo milione di persone nel pieno dell’inverno.
Il vertice di Parigi assume così un significato più ampio della sola assistenza militare a Kiev. L’Europa vuole aumentare le armi destinate all’Ucraina, proteggere le proprie infrastrutture e rispondere sul terreno economico e diplomatico alla guerra ibrida attribuita al Cremlino. Macron prova a guidare questo fronte proprio alla vigilia della festa nazionale francese, trasformando il 14 luglio in una dimostrazione di unità europea contro Mosca.







