«Mi sento in colpa per aver contribuito alla mostrificazione di Alberto Stasi». È una delle confessioni più sorprendenti rilasciate da Milo Infante in una lunga intervista al Messaggero. Il giornalista, che a settembre lascerà la Rai per approdare a Mediaset come direttore di Videonews, guarda indietro al delitto di Garlasco e riconosce di avere sbagliato il modo in cui raccontò il caso.
«Devo chiedergli scusa perché un cronista deve sempre dubitare», afferma Infante, ammettendo di avere dato «per buoni certi teoremi» invece di mantenere quel distacco che dovrebbe caratterizzare il lavoro giornalistico.
«Ho contribuito alla mostrificazione di Stasi»
Le parole del conduttore arrivano mentre il caso Garlasco vive una nuova fase investigativa con Andrea Sempio unico indagato nella riapertura dell’inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi.
Infante riconosce che il racconto mediatico dell’epoca potrebbe avere contribuito a costruire un’immagine di Alberto Stasi che oggi lui stesso ritiene ingiusta.
«Io mi sento in colpa per aver contribuito alla mostrificazione di Alberto Stasi dando per buoni certi teoremi. Devo chiedergli scusa perché un cronista deve sempre dubitare», spiega.
Il paragone con il caso Ranucci
L’autocritica nasce parlando dell’inchiesta che coinvolge Sigfrido Ranucci.
Secondo Infante, il servizio pubblico dovrebbe proteggere Report e il suo conduttore almeno finché non emergeranno eventuali responsabilità personali.
«La Rai dovrebbe proteggere uno dei suoi programmi migliori, Report, e chi lo guida», sostiene. Poi aggiunge: «Finora Ranucci è soltanto la vittima di un attentato gravissimo. Prima di trasformarlo in imputato bisogna dimostrare le sue responsabilità».
Da qui il collegamento con Garlasco e la riflessione più ampia sul mestiere del giornalista.
«La verità di oggi può cambiare domani»
«La cronaca insegna che la verità raccontata oggi non sempre coincide con quella che emergerà domani. È una lezione che ho imparato sulla mia pelle», afferma Infante.
Una frase che spiega anche il senso delle scuse rivolte ad Alberto Stasi: per il giornalista, il dovere dell’informazione non consiste nel sostenere una tesi, ma nel mantenere sempre il dubbio davanti ai fatti.
L’intervista affronta anche l’addio alla Rai. Infante racconta di avere chiesto ai vertici dell’azienda un progetto editoriale diverso e maggiori responsabilità, senza ottenere le risposte sperate. Da qui la decisione di accettare la proposta di Mediaset, dove oltre alla conduzione assumerà anche la direzione di Videonews.







